Scusate il ritardo

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Lo so che il Giornale sul caso Englaro ha la sua linea: ma chiedo di poter dire ugualmente quanto abbia trovato sconcertanti un paio di uscite purtroppo governative. Eugenia Roccella, dopo la pronuncia della Consulta, ha detto che il problema «è l'espansione dei giudici e la loro invadenza di campo» perché «in Italia le leggi le fa il Parlamento e i giudici dovrebbero applicarle». Gaetano Quagliariello nondimeno ha definito «pilatesca» la decisione della Consulta e ha detto che «legiferare diventa ancora più urgente». Cioè: ma di che state parlando? Siete voi che la legge non l'avete mai fatta, siete voi che non volevate assolutamente farla, siete voi che sino a mezz'ora fa non volevate neppure sentir parlare di testamento biologico e urlavate «eutanasia» a ogni tentativo di farlo. È l'ipocrisia della politica italiana, unica in Europa, che ha lasciato dolosamente scoperti gli spazi di cui la magistratura non ha potuto non occuparsi: e ora venite a dirci che ci vuole una legge? Dopo che per anni ve l’hanno chiesta la società civile, i medici, tutti i livelli della magistratura, il Consiglio superiore di sanità, persino qualche politico? Dopo che la società e i medici, aspettando voi, per anni, se la sono cavata segretamente da soli con tutte le Englaro e i Welby lontani dai riflettori? E sarebbe la Consulta a essere pilatesca? Non dite che ci vuole una legge: fatela.

COMMENTI

26 commenti su 1  2  3   4  5  6   pagine dal più vecchio | dal più recente
#11 fato63 (14) - lettore
il 10.10.08 alle ore 12:53 scrive:
sì, FACCIamola una legge semplice, poche parole: che nessuno possa disporre della vita di persone 'incapaci'! neanche il padre o la madre! ma ci si rende conto di dove ci possa portare una simile opzione? le scelte su di sè giuridicamente non possono che essere puntuali, effettuate in piena libertà, qualora vi sia la 'capacità' appunto, al momento del verificarsi di una particolare situazione. il contesto dev'essere presente, non quello immaginato 20 anni prima nè quello riferito, figuriamoci, da presunti amici! non oso pensare dove sarei (e se ci sarei...) se si fossero avverate tutti i desiderata, le maledizioni, le proiezioni espresse in tanti anni. ditemi, che fastidio vi da Eluana? e Terry Schiavo, a parte il menage matrimoniale del marito, che disturbo arrecava? il fatto che più o meno surrettiziamente già avvenga che molti ammalati vengano soppressi non giustifica nulla, anzi, è un motivo in più per dire no a questo cupio dissolvi eutanasico generalizzato! fabio torre
#10 Steven69 (122) - lettore
il 10.10.08 alle ore 12:47 scrive:
Bravo Facci! Per Bobcat1341: sbaglia lei. L'omicidio è ammesso dalla legge italiana in caso di legittima difesa o in guerra e, aggiungerei, con l'aborto. Il suicidio in certi casi è pure esaltato: non le dice niente il nome di Pietro Micca?
#9 mario caminiti (668) - lettore
il 10.10.08 alle ore 11:57 scrive:
Questa pillola di Facci, che condivido pienamente, pone in risalto una realtà secolare: quant'é scomodo avere il Santo Padre in Italia. Detto questo, ma non ci soono i Patti Lateranensi che delimitano i campi di Stato (tra l'altro laico) e Chiesa? HA ragione Facci è una vergogna e, per dirla come il Premier, "Che lo Stato faccia lo Stato" e vari una Legge che rimargini quest'assurda ferita!
#8 pietrom (881) - lettore
il 10.10.08 alle ore 11:02 scrive:
Sylvia Mayer mi ha tolto le parole di bocca!
#7 mab (1084) - lettore
il 10.10.08 alle ore 10:56 scrive:
Sono d’accordo: qui non si può dare addosso alla magistratura, perché essa si è trovata costretta a interpretare varie leggi in mancanza di una specifica, e non ha, perciò, deformato leggi esistenti (come spesso fa). A parte questo, ritengo che la legge ad hoc dovrebbe rendere obbligatori testamento terapeutico e biologico per i maggiorenni (due cose distinte), modificabili nel tempo e da confermarsi ad ogni ricovero ospedaliero (se si è capaci di intendere e di volere). Ciò abolendo lo scandaloso “silenzio-assenso” ora vigente e limitando le decisioni di terzi alla minore età e ai cittadini di Stati che non abbiano analogo istituto. I cattolici non dovrebbero obiettare all’obbligatorietà in quanto liberi di esprimere le loro scelte, anzi in ciò maggiormente tutelati, al pari degli operatori sanitari e di tutti i cittadini. Tali testamenti, oltre a essere riportati con un codice sulla tessera sanitaria, dovrebbero essere inseriti in una banca dati accessibile alle unità di emergenza.
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