martedì 19 agosto 2008, 07:00
Se «compagno» vuol dire «gay» Ecco come la Cina cambia slang
nsotro inviato a Pechino
Modi di dire antichi e nuovi, vecchie parole che hanno cambiato significato, neologismi e slang. A volte si capisce più un popolo da come si esprime, che non leggendo ponderose indagini sociologiche in materia. Dopo tre settimane, lo straniero che vuole comunque cercare di comunicare, si ritrova con un vocabolario piccolo, ma a suo modo significativo. Lo abbiamo suddiviso in quattro gruppi, ciascuno con un titolo riassuntivo. Ecco, dunque, il nostro dizionarietto pechinese. Buona lettura.
LA NUOVA GIOVENTÙ
Tongzhi. La traduzione corretta, quella dei tempi di Mao, è compagno: indicava la militanza, incarnava la fede nella dottrina comunista. Sere fa, al locale L'Oriente è Rosso, ho chiamato così il ragazzo che mi spiegava il senso nazional-maoista di uno spettacolo in cui finte Guardie rosse cantavano per la gioia di un pubblico caloroso quanto alticcio. «Sei un compagno» gli ho detto per fargli capire che avevo capito. «No, mi piacciono le donne» è stata la risposta. Oggi tongzhi sta per omosessuale, e questo è quel che resta del marxismo...
Xi xin zenlei. È la nuova-nuova generazione. Si definiscono così i ventenni con i capelli corti che il gel tiene dritti sulla testa. Le ragazze hanno lo smalto nero sulle unghie, rossetto marrone, borsetta di Vuitton. Molti anelli alle dita, telefonino Nokia giallo, Swatch al polso.
Ziwoydai. È la Me Generation, visto che in Italia Generazione Io non lo dice nessuno. Sono i figli unici, viziati e coccolati, su cui genitori e nonni ripongono speranze di gloria che loro però non ritengono di dover soddisfare.
Sanpei xiaojie. Una sera finisco al Cargo, nel quartiere di Chaoyang, ovvero il tempio del karaoke cinese: un megaclub dove si balla, si gioca, ci si ubriaca, si spende. Il mio anfitrione mi introduce a una Sanpei xiaojie, ovvero «la Signorina dei tre accompagnamenti»: canta con te, danza con te, beve alla tua salute in cambio di una piccola mancia. «C'è anche il quarto accompagnamento» mi viene detto, e insomma tutto il mondo è paese...
USI E COSTUMI
Chi le ma? Il buon giorno cinese si dice così, e letteralmente vuol dire: «Hai già mangiato?». La passione, l'ossessione, quasi, dei cinesi per il cibo ha a che fare con l'incubo della fame che gli sconvolgimenti del Novecento e le carestie dell'epoca maoista hanno contribuito a radicare nelle menti, ma anche con una tradizione millenaria. Nel 1976, quando Mao morì, c'era un ristorante ogni tre milioni di cinesi, oggi ce n'è uno ogni quattrocento. Ai tempi della Cina imperiale, nella Città proibita, più della metà dei quattromila servitori era addetta al cibo e al vino dell'imperatore. In linea di massima, qui si mangia qualsiasi cosa abbia le gambe, eccetto i tavoli, che voli, tranne gli aerei, che si muova nell'acqua, escluse le navi.
Li le ma? Hai già divorziato? È un altro modo di salutare che racconta benissimo la modernizzazione cinese.
Xiao mi. Significa piccolo segreto. È quello di uomini d'affari, manager, politici, tutti regolarmente sposati e con famiglia. Li accomuna, appunto, il «piccolo segreto» di avere un'amante... Pur nella modernizzazione, la Cina spesso conserva verbalmente un'antica pruderie rivoluzionaria.
Xiaozi. È invece il piccolo borghese. Non è ricco, ma è attento alle mode occidentali e, dove può, le segue.
Sizhu bupa zeshuitang.