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martedì 26 giugno 2007, 07:00

Se la legge è fuorilegge

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Pagare il biglietto? Ma quando mai? Ci vuole un biglietto per salire sul treno? Ma stiamo scherzando? Avanti, si occupino i binari, si paralizzi l’Italia, si tengano in ostaggio i passeggeri. E se qualcuno si sente male, che importa? Lo ricoveriamo in ospedale. Sempre ammesso che l’ospedale non sia chiuso nel frattempo per lo sciopero degli infermieri cui è stato chiesto (udite udite) di allungare l'orario di lavoro. Ma vi rendete conto? Allungare l'orario di lavoro? A un infermiere? Anche qui, come in stazione, la risposta non può che arrivare forte e dura: diserzione di massa, sale operatorie chiuse. E se c'è qualche malato grave? Pazienza. Tanto nessuno è più malato di quest'Italia: moribonda, eppure ancora piena di risorse suicide.
Benvenuti nel Paese dove tutto è permesso. Ma solo a chi urla più forte e, possibilmente, sfascia un paio di vetrine. Lavori onestamente? Paghi le tasse? Tutte le mattine alle sei e un quarto ti suona la sveglia, caffelatte, colazione e poi otto ore a dire di sì al capufficio? Se prendi il tram obliteri? Se vai al supermercato fai la coda alla cassa e non rubi? Razza di un pirla, non hai capito nulla. Ma proprio nulla. Obliterare? Lavorare? Caffelatte? Non senti come suona male: tutta roba del passato, tutti generi che non tirano più. Ora per essere qualcuno, come minimo, devi dare l'assalto a un bancomat. Devastare un locomotore. Aggredire un capotreno. Che ne so? Se proprio non ti viene niente di meglio inneggia alle Br: W la Lioce, abbasso lo Stato, uccidere un carabiniere non è un reato. Nella vecchia Nassirya ya ya oh.
Benvenuti nel Paese dove è possibile scendere in piazza a celebrare i terroristi con il permesso delle autorità. Prego, accomodatevi, per carità. Chi volete insultare oggi? Gli eroi di guerra? Il capo della Polizia? Le vittime delle Br? Ma per carità, fate pure, le forze dell'ordine assisteranno e non interverranno, non vogliamo mica rovinare lo spettacolo. Se aspettate un attimo vi stendiamo pure il tappeto rosso, che essendo rosso fa pure molto pendant.
Benvenuti nel Paese dove ormai non c'è più niente di sacro, a parte l'osso dove si prendono i calci. Il Paese dove lo sciopero ferma i treni di chi paga il biglietto, ma non quelli dei sindacati che viaggiano gratis. Il Paese dove chi lavora viene bastonato, ma chi non fa nulla viene sempre perdonato. Hai stuprato una scolaretta? Per carità: continua pure a fare il bidello. Hai rubato denaro pubblico? Per carità: continua pure a lavorare al ministero. Se insulti il tuo superiore poco ci manca che ti diano un premio. Una volta hanno provato a licenziare un impiegato statale che entrava in ufficio bevuto come una spugna. L'hanno dovuto riassumere. Motivazione: «È troppo ubriaco per rendersi conto che sbaglia». Benvenuti nel Paese in cui ormai nessuno è più sobrio. Nemmeno le sentenze.
Ma vi pare? Se c'è l'emergenza rifiuti, si organizzano blocchi stradali. E se i blocchi stradali non bastano? Si dà l'assalto ai camion. E se i camion non bastano? Si dà l'assalto direttamente al commissario straordinario Bertolaso. Perfetto: ora che ci siamo dati una manica di botte tutti quanti, la discussione può iniziare. Dove siamo rimasti? A vent'anni fa? All'età della pietra? Una volta se un pargoletto veniva bocciato il genitore s'infuriava e lo metteva in castigo: «Quest'estate non vai al mare e studi l'algebra». Ora invece guardate che succede nelle scuole: i genitori s'infuriano sì, ma vanno a menare i professori. Come osano pretendere che i nostri gioielli si applichino all'aritmetica togliendo tempo alla playstation e al calendario della Arcuri? Leopardi e Dante Alighieri sono forse meglio dell'iPod e dell'ultimo telefonino?
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