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domenica 25 ottobre 2009, 08:00

"Se la Terra si surriscalda colpa del Sole: l’uomo non c’entra"

Nicola Scafetta, "cervello" emigrato negli Usa è l’unico al mondo ad aver elaborato una previsione scientifica sulle temperature planetarie fino al 2100. Il Protocollo di Kyoto? Carta straccia. Non è vero che il riscaldamento globale sia provocato per il 92,5% dai gas serra

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Come smascherare la più colossale bufala del secondo millennio (anche del terzo) e vivere tutti felici e contenti. L’Ipcc, Intergovernmental panel on climate change, il foro intergovernativo sul mutamento climatico istituito dalle Nazioni Unite allo scopo di studiare il riscaldamento globale del pianeta, non avrebbe capito nulla. E pensare che nel 2007 gli hanno pure conferito il premio Nobel... I rapporti di valutazione periodicamente diffusi dall’Ipcc, che sono alla base di accordi internazionali come la Convenzione dell’Onu sui cambiamenti climatici e il mitico Protocollo di Kyoto, sarebbero carta straccia, più o meno.
L’Ipcc ritiene che il riscaldamento globale della Terra vada attribuito per il 92,5% ai gas serra prodotti dall’uomo, in primis all’anidride carbonica, e per il 7,5% al Sole. Tutto sbagliato. Semmai sembrerebbe vero il contrario: è il Sole che modifica il clima e surriscalda il pianeta, non l’anidride carbonica e le schifezze emesse dai veicoli e dalle industrie, che incidono sull’innalzamento delle temperature in misura marginale. Quindi la pretesa del Protocollo di Kyoto di abbassare del 5% entro il 2012 i valori di anidride carbonica rispetto alle emissioni che si registravano nel 1990, con la speranza che le colonnine di mercurio dei termometri si comportino di conseguenza, non è soltanto ardua: è soprattutto inutile. Perché il Sole se ne impipa altamente delle umane decisioni.
A dirlo è il professor Nicola Scafetta, uno scienziato di 39 anni originario di Gaeta, che nel 1998, dopo essersi laureato in fisica a Pisa, se n’è andato a continuare i suoi studi in un’università del Texas e poi s’è trasferito a far ricerca e a insegnare al Free-electron laser laboratory della Duke University, uno dei più prestigiosi atenei degli Stati Uniti, fondato nel 1838 a Durham, nella Carolina del Nord. Scafetta è membro dell’Acrim (Active cavity radiometer irradiance monitor), centro mondiale di studio dell’irradianza solare associato alla Nasa, l’ente spaziale americano. Insomma, è uno di quelli che da noi vengono definiti «cervelli fuggiti all’estero», anche se non gli piace essere chiamato così: «Non mi sento per niente un fuggitivo. Espatriare allo scopo di confrontarsi a livello internazionale è quasi un dovere per chiunque voglia fare scienza in modo serio».
Alcuni osservatori ritengono che Scafetta possa legittimamente aspirare a diventare premio Nobel per la fisica nel 2035. Per capire il motivo del lusinghiero pronostico, basta leggere la presentazione del suo lavoro fatta dall’Us Environmental protection agency: lo scienziato italiano è l’unico al mondo ad aver elaborato una previsione scientifica sull’evolversi delle temperature planetarie da qui al 2100. Se le temperature seguiranno la sua previsione, continueranno a diminuire fino al 2030 per poi aumentare di nuovo fino al 2060. Ma già dal 2035 si potrà dire se si saranno comportate o no «alla Scafetta». E, in caso affermativo, sarà stato il nostro connazionale ad aver indicato a tutti come affrontare un problema altrimenti inintellegibile. Finora gli studiosi mondiali si sono accontentati di presentarci in proposito soltanto «scenari», che stanno alla scienza quanto i «se» stanno alla storia. Ma, come la storia non si fa con i «se», così la scienza non si fa con gli «scenari».
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66 commenti su  1  2  3  4  5  6  7  8  9  10   pagine dal più vecchio | dal più recente
#66 Leo Klem (21) - lettore
il 26.10.09 alle ore 17:12 scrive:
Torno sulla diffusa mistificazione mediante modelli simulativi, che, col pretesto della complessità dei sistemi simulati, usano un numero eccessivo di variabili, e di parametri “costanti” spesso valutati ad arbitrio. Senza contare la discutibilità sia delle equazioni impostate sia degli assunti iniziali. Anche i modelli più accreditati (grazie alla credibilità dei rispettivi autori più che all’intrinseca qualità dei modelli), formano una giungla logica nella quale pure per il competente è assai difficile districarsi, anche perché una cosa è analizzare il testo logico del modello, tutt’altra cosa è entrare nel programma usato dal computer per fare la simulazione. Da ciò il pregio di analisi statistiche di tendenza basate su variabili essenziali e su metodi di calcolo incontestabili. Ciò detto, è necessario distinguere cambiamento climatico da inquinamento urbano. Fino a sessant’anni fa l’atmosfera delle città era molto più inquinata rispetto ad oggi, polveri più o meno sottili incluse.
#65 parossista (272) - Banned
il 26.10.09 alle ore 14:15 scrive:
Bene, cioè male, mi sembra che siamo tutti d'accordo sul fatto che ci sia un mutamento climatico in atto.
#64 felpudo (5) - lettore
il 26.10.09 alle ore 9:18 scrive:
molto interessante. Soprattutto per la scelta alternativa dell'approccio. Peccato per l'ultima frase che costituisce una sonora stecca in bocca ad uno scienziato. Anche i bambini sanno che la CO2 non é mai stata limitante per la crescita delle piante, ne sulla terra ne in mare. Piú CO2 non significa piú verde. Suona a contro-propaganda proprio al livello di quella che lui tanto critica.
#63 centocinque (1205) - lettore
il 26.10.09 alle ore 9:05 scrive:
Scalfetta potrebbe avere ragione, non è il solo a non credere all'effetto serra provocato dalle attività umane; però sai che business è quello degli pseudo amici dell'ambiente?
#62 irenenittuzi (13) - lettore
il 26.10.09 alle ore 8:52 scrive:
Ho però una perplessità. Scafetta dice che le masse di Giove e Saturno con la loro rivoluzione creerebbero onde gravitazionali. Ma queste le ha misurate si o no ? e se si con quali strumenti ? Perchè mi risulta che fin'ora nessuno sia riuscito nell'impresa. Forse millanta, e qui casca l'asino.....
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