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domenica 25 ottobre 2009, 08:00

"Se la Terra si surriscalda colpa del Sole: l’uomo non c’entra"

Nicola Scafetta, "cervello" emigrato negli Usa è l’unico al mondo ad aver elaborato una previsione scientifica sulle temperature planetarie fino al 2100. Il Protocollo di Kyoto? Carta straccia. Non è vero che il riscaldamento globale sia provocato per il 92,5% dai gas serra

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In parole semplici, di cosa s’è occupato?
«Ho simulato sistemi fisiologici per la diagnosi di ipossia e iperossia in pazienti a rischio».
Che c’entrano la diminuita e l’aumentata concentrazione di ossigeno nei tessuti del corpo umano? Pensavo che lei s’occupasse di clima.
«Anche. In realtà mi occupo di applicare modelli statistici a sistemi complessi non lineari, come quello che ho appena detto o come, appunto, le influenze del Sole, più precisamente dell’intero sistema solare, sul clima terrestre».
Oggi il «politicamente corretto» afferma che è l’uomo, con le sue emissioni di gas serra, a governare, anzi a sgovernare, il clima. Lei invece sostiene che è l’intero sistema solare, ho afferrato bene?
«A teorizzare che l’uomo governa il clima, e a essere stato insignito del premio Nobel per tale teoria, è l’Intergovernmental panel on climate change. Ma si ricordi che fu, quello dato all’Ipcc, un Nobel per la pace, non per la scienza. Secondo questi signori, il nostro pianeta rischia di raggiungere un punto di non ritorno se non s’interrompono al più presto le emissioni di CO2».
Cioè di anidride carbonica. E invece lei non crede a questo rischio?
«La Terra in passato, nel periodo cosiddetto Cambriano, 500 milioni d’anni fa, ha avuto già occasione di raggiungere questo presunto punto di non ritorno, quando la concentrazione di CO2 fu non 1,2 volte superiore ai livelli pre-industriali, com’è oggi, bensì 20 volte, diconsi 20, più elevata. Purtroppo l’umanità non misura gli eventi col metro della storia, in questo caso preistoria, ma con quello della cronaca. Senza rendersi conto che un secolo o due secoli sono niente, sul calendario del tempo. E gli eventi climatici seguono il calendario del tempo».
Com’è che all’Ipcc sono giunti alle loro conclusioni, a suo avviso avventate per non dire totalmente sballate?
«Fondandosi su modelli climatici chiamati General circulation models, che sono stati poi usati per fare proiezioni nel corso del XXI secolo, assumendo diversi scenari possibili. Questi modelli furono sviluppati prima del 2004, quando si credeva che la temperatura del pianeta fosse rimasta quasi costante nei mille anni precedenti all’era industriale. La credenza ebbe origine da un’analisi statistica effettuata nel 1998 da uno studioso, Michael Mann. Oggi sappiamo che è completamente errata. Inoltre, i cambiamenti climatici sono fortemente condizionati dalle nuvole, dal vapore acqueo, che è in assoluto il principale gas serra, e dalle correnti oceaniche, e i modelli attuali non tengono correttamente conto di questi contributi. I modelli hanno predetto un riscaldamento continuo della Terra in concomitanza con una continua crescita di CO2 durante gli ultimi dieci anni, ma questo riscaldamento non s’è avuto né negli anni dal 1940 al 1975, cioè in pieno boom industriale, né negli ultimi otto anni: in entrambi i periodi s’è osservato un raffreddamento del clima, non un riscaldamento. Inspiegabile, non trova?».
Trovo.
«E se si usano i modelli all’incontrario, cioè per “predire” il passato, essi non riproducono il forte riscaldamento occorso negli anni dal 1910 al 1940. Infine, i modelli che ho citato predicono un riscaldamento piuttosto vistoso nella media e alta troposfera, a circa 10 chilometri sopra l’equatore, ove invece le misurazioni satellitari degli ultimi trent’anni registrano un rinfrescamento».
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66 commenti su  1  2  3  4  5  6  7  8  9  10   pagine dal più vecchio | dal più recente
#66 Leo Klem (21) - lettore
il 26.10.09 alle ore 17:12 scrive:
Torno sulla diffusa mistificazione mediante modelli simulativi, che, col pretesto della complessità dei sistemi simulati, usano un numero eccessivo di variabili, e di parametri “costanti” spesso valutati ad arbitrio. Senza contare la discutibilità sia delle equazioni impostate sia degli assunti iniziali. Anche i modelli più accreditati (grazie alla credibilità dei rispettivi autori più che all’intrinseca qualità dei modelli), formano una giungla logica nella quale pure per il competente è assai difficile districarsi, anche perché una cosa è analizzare il testo logico del modello, tutt’altra cosa è entrare nel programma usato dal computer per fare la simulazione. Da ciò il pregio di analisi statistiche di tendenza basate su variabili essenziali e su metodi di calcolo incontestabili. Ciò detto, è necessario distinguere cambiamento climatico da inquinamento urbano. Fino a sessant’anni fa l’atmosfera delle città era molto più inquinata rispetto ad oggi, polveri più o meno sottili incluse.
#65 parossista (352) - lettore
il 26.10.09 alle ore 14:15 scrive:
Bene, cioè male, mi sembra che siamo tutti d'accordo sul fatto che ci sia un mutamento climatico in atto.
#64 felpudo (15) - Banned
il 26.10.09 alle ore 9:18 scrive:
molto interessante. Soprattutto per la scelta alternativa dell'approccio. Peccato per l'ultima frase che costituisce una sonora stecca in bocca ad uno scienziato. Anche i bambini sanno che la CO2 non é mai stata limitante per la crescita delle piante, ne sulla terra ne in mare. Piú CO2 non significa piú verde. Suona a contro-propaganda proprio al livello di quella che lui tanto critica.
#63 centocinque (1362) - lettore
il 26.10.09 alle ore 9:05 scrive:
Scalfetta potrebbe avere ragione, non è il solo a non credere all'effetto serra provocato dalle attività umane; però sai che business è quello degli pseudo amici dell'ambiente?
#62 irenenittuzi (13) - lettore
il 26.10.09 alle ore 8:52 scrive:
Ho però una perplessità. Scafetta dice che le masse di Giove e Saturno con la loro rivoluzione creerebbero onde gravitazionali. Ma queste le ha misurate si o no ? e se si con quali strumenti ? Perchè mi risulta che fin'ora nessuno sia riuscito nell'impresa. Forse millanta, e qui casca l'asino.....
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