Senza Gesù sta morendo la Chiesa

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«È l'umanità che ha abbandonato la Chiesa o è la Chiesa che ha abbandonato l'umanità?». Parole del poeta Thomas Eliot, di cui qualche anno fa Luigi Giussani diede questa spiegazione: «La Chiesa ha cominciato ad abbandonare l'umanità perch´ ha dimenticato chi era Cristo... ha avuto vergogna di Cristo». Bisogna che coloro che si ritengono cristiani facciano proprio questo grido e lo ripetano ovunque con forza perch´ soltanto chi è fuori dalla Gerarchia può salvare la Chiesa, armato solo delle parole di Gesù, come dimostra la storia del passato, dai movimenti penitenziali alla predicazione popolare, a San Francesco.
Anche nei giorni scorsi è stata fornita con clamore l'ennesima notizia riguardo alla presunta complicità di un vescovo in un caso di pedofilia; eppure non è la pedofilia, il problema più grave della Chiesa attuale, sebbene siano in molti a crederlo e forse la Chiesa stessa. Il pericolo mortale è quello denunciato da Giussani: la mancanza del Gesù vero nella predicazione e nel vissuto della Chiesa; del Gesù che ha parlato alla mente, al cuore degli uomini, non di sessualità, o di diritti, o di poveri, ma di ciò che li definisce «uomini» al di là da questo, della certezza del proprio essere uomini anche senza di questo. Per trovare un modo nuovo di dire ciò che soltanto Gesù nella storia dell'umanità è riuscito a dire, serve un'invenzione geniale, una volontà che non abbia timore di nulla, se si vuole che il cristianesimo torni a essere vitale in Occidente. Le strutture sulle quali si è retta la Chiesa fino a oggi stanno andando in rovina. La crisi è drammatica nelle sue cifre concrete, anche se ci si ostina a non discuterne pubblicamente. Dal Concilio vaticano II in poi il declino è stato inarrestabile. Il numero complessivo dei sacerdoti si è ridotto di due terzi, senza prendere in considerazione poi l'età media che supera i sessant'anni. Le religiose, che hanno rappresentato fin dall'inizio la presenza più diffusa e più fattiva della Chiesa cattolica e il cui rapporto con i consacrati di sesso maschile è stato sempre di tre a uno, in Europa oggi non si presentano quasi più alla porta dei conventi e si cercano in India, in Africa, nelle Filippine (con le conseguenze di «significato» che questo comporta, ma di cui non è politicamente corretto parlare). Negli Stati Uniti il numero delle religiose è passato dalle 180mila degli anni '70 alle 68mila odierne, con un'età media di settanta anni e soltanto il 7% sotto i cinquanta, il che significa che si stanno estinguendo. I religiosi sacerdoti sono passati da 23mila a 14mila con una media di ottanta anni e soltanto il 21% sotto i sessanta. Si tratta di strutture fondamentali, del braccio operativo della Chiesa nel mondo, ma è evidente che sono abbandonate perch´ non rispecchiano più il rigore di «assoluto», quell'essenza del messaggio evangelico di cui ha sete l'uomo contemporaneo. Più la Chiesa si avvicina alle altre religioni e più Gesù si allontana, perch´ Gesù non somiglia a nessuno e tanto meno può riassumersi nelle opere di bene, che pure sono riconosciute da tutti come un grande merito della Chiesa.
Su Gesù non si può venire a patti, non si possono instaurare «dialoghi». Gesù non si è difeso, durante il suo processo, non ha «dialogato» con Pilato, sebbene questi lo esortasse a farlo. Non è vero che il dialogo è sempre possibile, come tanti oggi sostengono. È il sistema logico dell'uomo che lo impedisce perch´ non ammette contraddizioni, perch´ riconosce nella «forma» ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. Nessuno lo sapeva meglio di Gesù, che aveva fondato la sua rivoluzione sulla battaglia contro l'impurità, contro i precetti tabuistici, contro il sacrificio, contro la preghiera rituale, contro tutto quello che «non viene dal cuore dell'uomo» e che assume valore soltanto attraverso la ripetizione. Era impossibile farlo capire n´ alla sinagoga n´ a Pilato. Perciò ha taciuto. Ma nel suo grido: «Non ripetete parole» è riassunta l'essenza del suo pensiero, del suo rispetto per l'uomo e per ogni parola che l'uomo pronuncia. Forse qualcuno avrà il coraggio di cominciare da qui.

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COMMENTI

70 commenti su  1  2  3  4  5  6  7  8  9  10   pagine dal più vecchio | dal più recente
#70 Gualdo_Sarna (56) - lettore
il 10.06.10 alle ore 15:50 scrive:
Gentile signora Ida Magli, quale mai forte espressione ne il Giornale del 9 giu u. s."Senza Gesù la Chiesa ..."! Sono stati cancellati forse i dieci comandamenti? Sono stati stracciati i Vangeli? Sono state poste in non cale le celebrazioni eucaristiche? Sono state abolite le confessioni? Hanno tolto il nome di Cristo dalle Chiese? Come vede signora i fattori essenziali del Cattolicesimo sono tutti intatti ed a questi fattori vanno aggiunte le opere grandiose delle Loro Santità i Papi di cui abbiamo nozione diretta dalla cron ca o dalla storia recente.
#69 Gualdo_Sarna (56) - lettore
il 10.06.10 alle ore 15:28 scrive:
L'esilio conseguente alla deportazione a Babilonia ci sia di monito come di monito ci siano i messaggi recenti e quelli attuali di Maria santissima, messaggi da Lei profferiti nei luoghi delle sue numerose apparizioni. Il mondo moderno ha mutato le condizioni esistenziali dell'umanità. Un tempo l'uomo era in rapporto diretto con la vita: semina e raccolto e poi semina e poi ... oggi invece l'uomo si rapporta al mondo inanimato delle macchine: è come se il Dio della vita non esistesse più. Dio è morto, ha sentenziato un "filosofo" moderno or non è molto. Dio c'è ed attende che l'uomo, contrito della propria supponenza, torni a Lui ed alle sue leggi di vera e totale Libertà.
#68 Gualdo_Sarna (56) - lettore
il 10.06.10 alle ore 15:52 scrive:
Dice a noi Maria santissima da Medjugorie: Digiunate perché col digiuno fermerete le guerre! Se ne evince che Dio vuole che l'uomo chieda, partecipi e meriti! Infatti dal passato nostro ci giungono in dono prezioso e monito amorevole i tantissimi santuarii che i nostri ascendenti edificarono a gloria di Dio e avvertimento per noi. Preziosa eredità sia materiale che spirituale. Il suo articolo emana un'armonia acattolica come se la Chiesa di Cristo fosse un'istituzione umana e non invece una precisa Volontà del Padre posta a suggello della nuova ed eterna Alleanza. Son duemila anni che i sacerdoti rinnovano sull'altare la Memoria di Cristo e della Allenza statuita da Lui nell'ultima cena e poi cementata colla sua Morte e Resurrezione. Quando gli apostoli principiarono la sequela di Gesù erano dodici, del tutto incolti, esponenti di un popolo umile posto ai confini dell'impero, quel popolo aveva persino un re straniero. Eppure ...
#67 Gualdo_Sarna (56) - lettore
il 10.06.10 alle ore 15:52 scrive:
Quindi gentile signora le sue constatazioni lasciano riflettere, come pure lasciano intendere la gravissima responsabilità di coloro che non "pregano" per meritare al loro tempo la Chiesa. Era il primo decennio dell'800, sugli altari di Notre Dame era stata posta la dea ragione, un tal Napoleone trascinò a Parigi il Santo Padre di allora perché assistesse alla sua autocoronazione da imperatore, ebbene su quegli altari son tornate le celebrazioni cattoliche, il Santo Padre abita sempre i palazzi apostolici e di Napoleone e della sua dea non v'è più traccia. Quel che Lei scrive è vero e preoccupante, solo che la preoccupazione la dovremmo rivolgere a noi stessi sollecitandoci vicendevolmente ad ascoltare gli ammonimenti e le sollecitazioni di Maria santissima. In pericolo non c'è la Chiesa di Cristo, in pericolo ci siamo noi! Senza Dio si vive in un inferno! È la Storia a certificarcelo. Incontrovertibilmente! Amenità.
#66 gino aprile (176) - lettore
il 10.06.10 alle ore 8:02 scrive:
La Chiesa, o meglio le gerarchie ecclesiastiche, è troppo presa dalla gestione di beni ed affari che la distraggono. Cristo ed il suo Vangelo a volte sono d'inciampo...
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