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lunedì 27 ottobre 2008, 07:00

Seppellito il riformismo, sono tornati alla politica con la clava

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Il Circo Massimo è una grande piazza per i numeri, dai concerti di Antonello Venditti, allo scudetto della Roma con spogliarello di Sabrina Ferilli, ai festeggiamenti per il mondiale dell’Italia. È una piccola piazza per la politica. Cominciò Sergio Cofferati, ha finito ieri Walter Veltroni. Due milioni e mezzo di persone sono una cifra da sogno. La realtà dice molto meno. La politica toglie ancora qualcosa. Il Pd ha mobilitato meno persone di quella Cgil che protestava contro l’abolizione dell’articolo 18, ma in tutte e due le occasioni il leader ha volato basso. Cofferati stupì tutti con un discorso grigio che deluse chi sperava di sentire battere il cuore della sinistra. Veltroni ha provocato una tachicardia che rischia di essere mortale per il cuore riformista del Partito democratico.
Il discorso del capo del Pd è stato un tuffo nel passato. C’era tutto l’ultimo Berlinguer, quello che, pentito dell’unità nazionale, chiamava a raccolta tutto il radicalismo comunista per nascondere una sconfitta che si avvicinava a grandi passi. La stessa operazione ha fatto ieri Veltroni. La chiave del suo ragionamento è stata fondata sulla estraneità della destra rispetto al Paese. La diversità comunista era un dato ideologico e morale. La diversità veltroniana diventa oggi un connotato antropologico. Siamo oltre la damnatio che i vecchi comunisti agitavano contro i nemici del popolo, e siamo al di sotto della vis polemica che caratterizza gli scontri politici negli Usa e nella Gran Bretagna. Veltroni ha scelto la strada impervia della genetica superiorità morale della sinistra sulla destra. Non siamo tornati indietro. Siamo tornati alle palafitte e alla politica con la clava. L’ultimo Veltroni seppellisce il Veltroni blairiano e dialogante dell’esordio.
Forse è quella piazza che porta male alla politica. Al Circo Massimo si concluse, nel momento del bagno di folla, la carriera politica di Cofferati e forse al Circo Massimo è morto ieri il Veltroni riformista. È nato il capo di un partito radicale di massa, che resterà a lungo all’opposizione. Veltroni ha detto in buon italiano quello che Di Pietro avrebbe detto violentando sintassi e grammatica. Ha parlato il linguaggio di Furio Colombo, di Flores D’Arcais, di Travaglio e di Santoro. Ottima audience, fallimento elettorale alle viste. Per i riformisti di sinistra inizia un viaggio catacombale.
17 commenti su  1  2  3  4   pagine dal più vecchio | dal più recente
#17 Luigi Morettini (3245) - lettore
il 27.10.08 alle ore 21:35 scrive:
Mi piacerebbe sapere quanto gli sia costato al "ravveduto" Peppino Calderola scrivere questo articolo. Tutto sommato è uno di quelli che ha sempre creduto nella fasulla superiorità autoreferenziale della sinistra. Doversi arrendere, seppure con notevole ritardo, alla solare evidenza del vuoto assoluto rappresentato da Veltroni, gli avrà comunque creato dei forti turbamenti. Onore a lui. C'è solo da sperare che il suo istruttivo insegnamento contribuisca a risvegliare le tante persone in buona fede che pur dotate di cervello, anzichè usarlo, hanno preferito consegnarlo all'ammasso, quello ideologico e deleterio che ha determinato non pochi disastri al nostro paese. Questo non esclude che i cattivi maestri smettano di continuare a mentire a chi ancora si ostina a seguirli. L'odio che hanno seminato e che continuano a praticare produrrà ancora effetti negativi nella società che però è molto più attrezzata per contenerli e disinnescarli.
#16 Maurizio64 (242) - lettore
il 27.10.08 alle ore 19:34 scrive:
Complimenti al Dott. Caldarola, leggo sempre volentieri i suoi articoli, e complimenti anche al direttore per aver permesso questa collaborazione. Resta il rammarico per il fatto che gente come lui non abbia voce in capitolo in questa sinistra che ci ritroviamo.
#15 ztronix (41) - lettore
il 27.10.08 alle ore 18:51 scrive:
Condivido quanto scritto da (#4) Sylvia Mayer, il rischio del ritorno di un PCI forte, anzi fortissimo, c'e'. Speriamo solo che ci sia risparmiato ****Scanio....
#14 b.bruno (2197) - lettore
il 27.10.08 alle ore 18:30 scrive:
e loro dicono che stanno tornando... da zombi, forse.
#13 Wolf (5202) - lettore
il 27.10.08 alle ore 16:33 scrive:
Bravo Calderola. Mi auguro che a sinistra non le diano ascolto. Fa comodo a tanti avere una sinistra massimalista, vestita da sarti di lusso...magari facendo shopping sulla "Quinta Strada". In realtà di quella autoproclamata superiorità morale ed intellettuale è rimasto nulla..manco le balle di Vattimo. La sinistra ha mostrato l'inferiorità culturale, politica che sempre ha voluto tener nascosta. Ora questa inferiorità è palese, solo qualche intellettuale, giornalista, scrittore o regista continua a blaterare di superiorità morale. Ma quale poi?
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