Sesso, coca e affari sporchi

Criminalità e depravazione fanno da scenario all’uccisione del viado brasiliano Intorno al suo cadavere un comitato d’affari che si muove tra il potere e i marciapiedi

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Due sillabe: Bren-da. Un nome che unisce due mondi: politica e sottobosco criminale, potere e sesso, gossip e cronaca nera, centro e periferia. C’è l’omicidio di un transessuale trovato morto in un seminterrato di un edificio ai margini di Roma che però fa notizia da un’altra parte, nel posto che conta o che dovrebbe contare. Brenda è la chiave di una vicenda che per molti era un vizio privato, ma che invece è un caso pubblico. Perché l’inimmaginabile è diventato reale: il governatore del Lazio ricattato da quattro carabinieri perché passava una parte del suo tempo libero con uno o due transessuali, condendo le serate, le notti, oppure i pomeriggi con la cocaina, tanta cocaina. Sesso, droga, soldi, minacce, militari corrotti, video girati e usati come armi di pressione. Un film più vero del vero. Fra il thriller all’americana e la commedia all’italiana. Piero Marrazzo pagava in contanti i suoi vizi, ma ha finito per scontare politicamente le sue passioni.
La storia non è finita. Sembrava accantonata, archiviata, messa da parte: lui in pensione forzata, ma col desiderio di ritornare in televisione; i suoi compagni di avventure sessuali negli appartamenti a continuare le loro attività; i carabinieri in carcere e poi a processo. Ma in Italia non finisce niente. C’è uno spiffero che rimane aperto per far passare sempre una traccia di una storia: arriva di mattina, quando scovano un cadavere. Brenda morto. Brenda ammazzato, pensano gli investigatori. Un transessuale di periferia di nuovo al centro della scena. Il paradosso: quella vita apparentemente marginale di colpo scavalca lo scandalo politico del governatore di una importante regione italiana. Lo ingloba di nuovo e si spinge chissà dove, magari a crearne uno ancora più grande e complicato: adesso le congetture e le ipotesi sono infinite e puntano ovunque, purché sia in alto. Brenda cadavere di più di quello che è stato finora: è il sequel, la seconda puntata dell’intrigo.
Questo è lo scenario da giallo di serie A che agita i sonni italiani: il Paese colpito dall’idea di trovarsi impelagato in una rete di depravazione personale e collettiva. Allora le domande: chi altro c’è? Chi sono i protagonisti ancora da scoprire? L’elenco immaginario dei peccati veri ora si aggiorna: c’è un omicidio che fa fare alla vicenda uno scarto più inquietante. Già c’era la droga a indignare la gente normale che forse era stata illusa da chi sosteneva di avere una statura morale più alta degli altri e che invece s’è scoperto più amorale degli immorali.
Si ricomincia. Di nuovo il trans è quella congiunzione tra due mondi che non dovrebbero c’entrare nulla e invece sono attigui, contigui, confinanti: un piede in uno e uno nell’altro. Due sillabe, una parola. È la sintesi: Brenda. Adesso si dice che facesse parte di un giro più grosso: tra criminalità e depravazione, l’idea che lui potesse essere l’anello operativo tra ricattati e ricattatori. Un comitato di affari sporchi, un mondo malmostoso di schifezze diverse che si rafforzano le une con le altre: sesso, soldi, politica. Il triangolo oscuro dentro il quale si muove questa storia.
Lui, Wendel Mendes, brasiliano da marciapiede è più centrale di Natalie, cioè il transessuale che ha passato più tempo con Marrazzo. È più importante, perché dai suoi racconti è emerso il legame tra il governatore e il trans che lo ospitava a pagamento. Perché lui chiamava Marrazzo alla sua segreteria alla Regione Lazio e si qualificava col suo nome di battaglia. Perché è lui che ha tracciato per primo il quadro non occasionale della vicenda. Perché è lui che per qualcuno s’è «venduto» ai ricattatori il cliente famoso. Perché nelle sue mani c’era la telecamera che filmava il governatore con Natalie. È più importante perché secondo molti lui aveva un altro video custodito con uno o più personaggi pubblici in atteggiamenti imbarazzanti.
Brenda il centro del mondo, il centro della politica, il centro di tutto. Basso, alto, di nuovo basso, di nuovo alto: sono piani che si mescolano. Che c’entra uno che litiga con tre romeni sul ciglio della Cassia perché sta battendo di notte con politici, potere, soldi? Brenda e il suo mondo sono il simbolo: un contenitore di universi paralleli. C’è la perversione che accomuna le persone a prescindere dallo strato sociale, c’è la capacità seduttiva che evidentemente i transgender hanno su una fascia di persone variegata e mista, c’è la trasgressione della cocaina che si trascina il notabile e il ladruncolo. In mezzo ci sono le attrazioni: abitano in quei palazzoni stile residence che diventano alcove e casseforti di segreti evidentemente non solo erotici. Questo è un intreccio di business economici e non solo, di loschi movimenti e di strane attività. Brenda è morto e a nessuno, destra, sinistra, centro, magistrati, polizia sembra un caso. Anche l’ultimo degli ingenui ieri s’è fatto prendere dalla certezza che ci sia qualcosa di molto ambiguo in questo omicidio. Il computer immerso in un lavandino pieno d’acqua sarebbe la prova del mistero custodito da questo signore che pensava di essere una donna. Già, ma quale mistero? Qui nessuno è escluso: parlano di mandanti potenti, di esecutori segreti, di omicidi mafiosi. C’è la voglia di scoprire attraverso Brenda il marcio che ancora non è venuto fuori. Lui è un tramite, un mezzo per arrivare altrove: al centro di qualche parte di questo Paese che non ha finito di arrossire.

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COMMENTI

13 commenti su  1  2  3   pagine dal più vecchio | dal più recente
#13 Angelo48 (3847) - lettore
il 21.11.09 alle ore 21:33 scrive:
#9 vannipalermo: chissà perche' caro lettore, nutro anche io la sua stessa sensazione. Se il Premier e' il mandante degli omicidi Borsellino e Falcone, perche' non può essere lui ad aver ordito quest'altra losca trama? Scommetto con te che troveranno il modo - se non per dimostrarlo - quantomeno per supporlo.
#12 gpl_srl@yahoo.it (193) - lettore
il 21.11.09 alle ore 18:50 scrive:
Signor De Bellis, lei affiderebbe l'educazione dei suoi figli a Franceschini, a Di Pietro, alla Bindi, a Prodi, al Padoa che scoppia, alla stessa finocchiaro ed a tutti gli altri a loro legati, gente che trasuda lo stesso odio di Travaglio e di Santoro?? In loro c'é solo odio , null'altro ingiustificato odio basato solo sulla assoluta invidia e presunzione di capacità che non hanno: loro figli di quel baffuto signore che con beria mandò allo sterminio trentacinque milioni di russi, non si sono ancora resi conto che in democrazia è meglio non cercare di affondare i propri avversari in assurde accuse wdf in "falsi scandali" ma di cercare di vedere in loro stessi quanto di più anormale esiste visibile a tutti quei bei pensanti che non trovano nella droga e nel sesso di sodoma e gomorra un buon esempio per i propri figli
#11 gpl_srl@yahoo.it (193) - lettore
il 21.11.09 alle ore 18:39 scrive:
Gentile signor De Bellis già ieri inviai una nota che lasciava prevedere quanto poi confermato: evidentemente Di Pietro non é d'accordo su quanto dedotto dagli indagatori ma la cosa piu certa è che c'è tanto di quello sporco intorno ai tanti Mattarazzo da far paura: non è il "palazzo" che trema ma la sinistra più intellettuale che trema: capisco come e perché le indagini in corso, non permettano di divulgare i nomi di chi è implicato in questa triste storia che accomuna come lei dice sesso e droga in persone definite "insospettabili" e di potere: Qualcuno, qualche tempo fa chiese agli Italiani se avrebbero mai affidato i propri figli a Berlusconi, quel signore continua oggi a farmi tanta pena perche so che certamente lui li affiderebbe a quanti del suo partito non hanno accettato di far fare gli esami dei capelli. Naturalmente non ha avuto nemmeno il buon senso di chiedere scusa: ha cercato solo di correggere il tiro senza rendersi conto della idiozia detta
#10 tucidite1 (610) - lettore
il 21.11.09 alle ore 17:20 scrive:
Resto sconcertato di come sia scomparso un testimone di una storia torbida in un ambiente torbido con troppi soldi che circolavano, con tanta droga che girava. Nel tentativo di far decantare il Governatore, si sono dimenticati (?) di rimuovere il fango. Questa volta tutta l'opinione pubblica concorda che la storia sarà ancora lunga e tortuosa.
#9 vannipalermo (43) - lettore
il 21.11.09 alle ore 17:09 scrive:
Voglio soffermarmi sul computer. Ma veramente si può credere che chi ha ucciso, se di omicidio si tratta, abbia messo il computer a bagno, ben sapendo che un modo per ritrovarne la memoria esiste? Più semplice sarebbe stato portarlo via, se veramente si volevano far sparire tracce compromettenti. O non è più credibile pensare che sia stato lasciato ad arte per far ritrovare qualcosa di compromettente a carico del potente scomodo di turno? Come lo battezzeremo? "Computer pentito"? Spero soltanto che non sia l'ennesima bomba costruita ad arte per colpire il grande nemico Berlusconi, ormai definito l'incarnazione di tutti i mali italiani. Resto in attesa, voglio proprio vedere, anche se, ormai, nulla più mi meraviglia.
13 commenti su  1  2  3   pagine RSS commenti | Cosa sono?
Alessandro Sallusti
Gli Stati Uniti lo salutano come il "salvatore d'Europa", lui elogia Berlusconi "statista" ma poi sale in cattedra  continua..
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