SENZA BERLUSCONI? SI PUO' VIVERE, MA NON PROVIAMOCI

Oggi inizia la collaborazione di Giuliano Ferrara con il nostro giornale. Il primo editoriale: "Siamo tutti un po' in mutande, ma il Cav ha ancora una risorsa che gli altri non hanno: il consenso dei cittadini"

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La destra può fare a meno di Berlusconi. Per quanto amico della nipote, il Cav non è Mubarak. Mi spiego. I nemici più accaniti del Cav godono, e si capisce perché, nel diffondere l’idea che dopo di lui sarà il diluvio, tutto si sfascerà, di questi anni non resterà pietra su pietra. È vero, come dice Luciano Violante, che mentre Craxi era figlio del sistema dei partiti firmatario della Costituzione del 1948, Berlusconi è il padre del sistema maggioritario nato nel 1994, del suo concreto modo di funzionare, della nuova Costituzione materiale in base alla quale oggi in Italia gli elettori scelgono il governo e chi lo guida, e hanno un rapporto diretto di mandato con i loro capi.
Però questo non vuol dire che il giocoliere galante di Arcore sia un caudillo sudamericano nelle mani di una plebe adorante e vociante, uno incapace di formare una classe dirigente se non di plastica. Le rancorose oligarchie di un certo giro mondano puntano su questa rappresentazione della realtà perché, se Berlusconi fosse soltanto un simbolo irrazionale, un idolo, invece che un uomo di Stato un po’ particolare, abbatterlo alla fine sarebbe più facile, specie con l’aiuto delle Procure militanti e dei media d’assalto. Una volta eliminato il simbolo, il nuovo potere ingrasserebbe nella desertificazione della destra italiana. Parlo di una destra riformatrice, antifiscale, antistatalista, popolare e liberale, ché la destra immobilista e illiberale è ben radicata nella foresta pietrificata della sinistra.
Tolto Berlusconi, in un modo o nell’altro, Letta, Tremonti, Alfano, la Gelmini, Maroni, e molti altri potrebbero benissimo formare una squadra, guidare un governo, formulare un programma, tenere insieme una coalizione politica, rappresentare il Paese. Non mancano esperienze collaudate, talenti, rigore e intelligenza, insieme a tanti e vistosi difetti, nell’armata civile messa insieme dall’imprenditore fattosi politico. Perfino la canzoncina pidiellina in stile nordcoreano, se non sbaglio, recita «meno male che Silvio c’è» e non «se Silvio non ci fosse tutti a casa».
Perché dico queste cose? Perché penso che Berlusconi è agli sgoccioli o perché auspico che si ritiri a vita privata? No. Siamo tutti un po’ in mutande, ma il presidente del Consiglio ha ancora risorse politiche, la principale delle quali è quella che scarseggia tra i suoi numerosi e agguerriti nemici: il consenso dei cittadini. Bisogna riconoscere, certo, che ci sono stati momenti più spensierati di questo. E allora? Deve imbarcarsi per Antigua? No, proprio no. Credo, al contrario, che debba impegnarsi fino in fondo anche in questa complicata battaglia, mostrando anche al suo popolo di sapere che una leadership carismatica non è un totem intorno a cui danzano orde selvagge. La brutale esposizione della vita privata del Cav da parte di un circo di guardoni travestiti da moralisti ha ferito lui e chiunque lo sostiene senza fanatismi devozionali. Ma alla fine quello è e resta un circo di guardoni, e il tipaccio che ha rivoluzionato venti o trent’anni della nostra storia democratica invece è, e deve dimostrare di essere, non il padrone solitario di una tifoseria ma l’espressione di un’altra Italia, di un’altra idea di società e di politica incarnata in una band of brothers senza complessi di inferiorità («We few, we happy few, we band of brothers», dall’Enrico V di William Shakespeare).
Berlusconi non ha bisogno della vita pubblica, d’altra parte. Non finirà mai in galera, quale che sia la sua posizione in futuro, se queste sono le risibili accuse che lo riguardano. I capi di imputazione rimbombano e sembrano materia esplosiva perché l’indagato o imputato è il conquistatore del Paese, l’ingombro da rimuovere per i sepolcri imbiancati dell’establishment, il sorridente e surreale decano del G20 con abitudini da produttore di Hollywood. Ma se fosse il cittadino Berlusconi, di quelle accuse riderebbe chiunque. Quel mattocchio liberale che i piacioni amano odiare la sua parabola l’ha già compiuta, e nei prossimi cinquant’anni leggende e libri di storia parleranno variamente di lui, non delle figure tremule che lo contrastano istericamente. Berlusconi deve resistere per impedire la vittoria del partito della patrimoniale e della restaurazione, che è insidiosamente trasversale; e anche per eleganza (non si può darla vinta ai guardoni, non è decente), ma non per rabbia, non per tigna, non per ritorsione. È la politica che sembrerebbe ancora aver bisogno di lui, non lui della politica.
P.S. Scalfari sull’Espresso civetta un po’ con me e poi mi dice che devo provare vergogna. Mi sono sforzato ma non ci riesco, mi spiace. Se però lui o il suo Peppe D’Avanzo volessero farsi una bella chiacchierata in televisione con me, evitando naturalmente postriboli televisivi e fumerie d’oppio, sono disponibile. Vediamo chi arrossisce e, se mi è permessa una innocente guasconata, glielo do io il bunga bunga.
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COMMENTI

238 commenti su  1  2  3  4  5  6  7  8  9  10   pagine dal più vecchio | dal più recente
#238 vincenzo carella (27) - lettore
il 16.02.11 alle ore 10:21 scrive:
e, come ho più volte scritto, quando sarà stanco ci servirà una leadership in grado di eguagliarlo. l'unica che può è sua figlia Marina. (continuo a scriverlo perchè voglio che in molti leggano e valutino questa opportunità). tenga duro Presidente.
#237 Olga.Antonelli (611) - lettore
il 01.02.11 alle ore 17:00 scrive:
Siamo seriamente preoccupati per la massiccia interferenza di quei PM e Magistrati sindacalizzati i quali agiscono annullando le prerogative del Parlamento e nella fase legislativa ed in quella esecutiva. Non abbiamo la possibilità di opporci a queste storture che consideriamo una anomalia terrificante. E allora? Continueremo a chiedere ...il classico passo indietro ad un potere sempre più invasivo ed a senso unico ( tiene in nessun conto il popolo italiano e le sue scelte) oppure possiamo fare qualcosa? Per esempio l'elezione diretta per i PM e Magistrati? Non sono una costituzionalista e non posso suggerire soluzioni tecniche ma una manovra correttiva si impone anche per sentirci più sicuri in casa nostra. Per il resto, lei ha capito tutto e non serve dirle altro.
#236 l'ultimo_dei_mohicani (1) - lettore
il 01.02.11 alle ore 10:22 scrive:
Io non penso che lei debba provare vergogna. La trovo semplicemente molto ridicolo, e da ora non solo per l'aspetto fisico. In bocca al lupo per questa nuova ridicola avventura. Un suo ex (per fortuna) estimatore
#235 Antonio63 (5133) - lettore
il 31.01.11 alle ore 17:32 scrive:
#234 masaniello : Grazie masaniello per la cortese replica. Nulla da aggiungere sui contenuti che condivido in pieno. Cordialita'
#234 masaniello (235) - lettore
il 31.01.11 alle ore 15:39 scrive:
#230 Antonio63 del 30.01.11 alle ore 19:15 Non ho detto che aspirino alla vecchia monarchia, ma al "ruolo" che la monarchia assoluta aveva al tempo in cui Montesquieu propose la famosa divisione dei poteri che oggi viene interpretata a proprio uso e consumo dagli interessati di turno. Sono perfettamente d'accordo con Lei sui "seri dubbi sull'utilità' di eleggere dei rappresentanti al Parlamento" Infatti la funzione legislativa del Parlamento eletto dal popolo viene azzerata dagli ostacoli frapposti all'emanazione di leggi dal CSM e dai sindacati dei magistrati ANM e MD. Quando poi una legge riesce a passare, viene annullata o dalle sentenze della giurisprudenza ordinaria o da sentenze della Corte Costituzionale su richiesta di pm. Ciò rende di fatto superflue sia l'esistenza di un Parlamento che promulga leggi la cui ratio verrà azzerata, che la sua elezione da parte dei cittadini i quali diventano invece che amministrati da propri eletti, sudditi di inquisitori.
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