martedì 09 febbraio 2010
 
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mercoledì 01 luglio 2009, 08:09

Sicurezza, il libro nero: tre anni di incidenti Ecco i treni più a rischio

Gallerie, stazioni e carrozze: ecco la mappa dei binari pericolosi. Numerose le tratte in cui le misure di sicurezza "traballano" e non si viaggia tranquilli. Castelli: "Colpe? Falla nelle leggi Ue"

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Viareggio - Tre anni sui binari dell’imprevisto. Motrici deragliate, vagoni di traverso, disastri sfiorati. In un dossier dettagliato elaborato dai macchinisti preposti al trasporto merci su rotaia, l’analisi spietata dei sinistri sconosciuti alla cronache e delle tratte più a rischio. La casistica abbraccia tutta una serie di «inconvenienti» capitati in ogni regione d’Italia. L’elenco è senza fine, e non tiene conto degli sforzi comunque imponenti fatti dalle Ferrovie dello Stato in materia di sicurezza nei trasporti. Nell’elaborato i macchinisti si limitano a far parlare i fatti, riportando gli episodi noti e meno noti. Sindacalisti dei macchinisti tracciano comunque un bilancio pesante. Solo per stare all’ultimo mese, e solo in Toscana, di sinistri se ne contano tre: uno a Prato, uno a San Rossore e l’ultimo, quello di ieri, alla stazione di Viareggio. Tutti, o quasi, riconducibili al cedimento strutturale di un carrello. Si parte con l’episodio del 30 gennaio di quest’anno sulla linea Treviso-Portogruaro, vicino Ponte di Piave, nel quale rimangono feriti due operai a causa di uno scontro fra un carrello e una macchina operatrice ferma sul binario. Illesi, per una coincidenza fortunata, altri sei operai. Principio d’incendio, invece, su un treno merci che percorre la tratta Torino-Milano il 20 febbraio. Nessun ferito. Il 5 marzo a Surbo, in provincia di Lecce, un addetto alle pulizie delle carrozze, che si trovava in una zona poco illuminata, è travolto da un locomotore: finisce ricoverato con parecchi acciacchi e ustioni di terzo grado. Pochi giorni dopo, il 16 marzo, il locomotore di un treno merci che trasportava sostanze pericolose prende fuoco nella galleria San Martino tra le stazioni di Genova Brignole e Sturla, provocando la chiusura della circolazione tra Genova e Sestri Levante.

Il dossier prosegue col caso del 19 maggio 2009, quando alla stazione di Sesto Calende (Varese) tre persone rimangono ferite per il deragliamento di un treno merci. Quattro anni prima, nei pressi della stessa stazione, un altro merci aveva subito la stessa sorte per colpa dell’ultimo convoglio uscito dai binari. Disastro sfiorato sul binario solo una settimana dopo, questa volta sulla tratta Torino-Cuneo-Ventimiglia-Nizza. Tanta paura, ma nessun ferito: i sospetti cadono sull’eccessivo carico dei vagoni. Il 25 maggio è interrotta la linea Cuneo-Ventimiglia-Nizza per un deragliamento. Il 6 giugno, sulla linea Genova-Pisa, un carro in composizione a un treno merci va fuori strada rompendo le traverse di cemento per circa 5 chilometri. Il vagone, in piena curva, spacca uno scambio finendo contro un palo della linea elettrica. Il 22 giugno tocca alla tratta Firenze-Bologna, quando due carri di un merci deragliano. Nessuno finisce all’ospedale. Lo stesso giorno, a Prato, due carri di un treno-merci, uno dei quali trasportava una cisterna di acido fluoridrico, deragliano mentre sulla linea opposta sopraggiunge un Intercity regionale, urtato senza conseguenze per i passeggeri. Il 5 marzo del 2008, a Bondeno, provincia di Ferrara, un camion che trasportava biscotti tenta di attraversare un passaggio a livello all’ultimo istante. Un altro carro-merci lo travolge. Il 28 giugno del 2008 ne deraglia un altro a Padova tra la stazione e la zona industriale. I binari cedono sotto il peso del convoglio con la complicità del caldo eccessivo. Il 15 giugno del 2007, a Macomer, in Sardegna, un vagone con sostanze pericolose si scontra con un treno merci. Muore una giovane turista canadese assieme ad altre due persone. Nel novembre dello stesso anno la stazione ferroviaria di Taranto rimane chiusa per il deragliamento di un merci che trasportava due cisterne di propilene, infiammabile. Il 3 maggio precedente, a Cosenza, ancora un altro caso. Deraglia un treno merci che trancia le rotaie dopo aver rotto i freni del locomotore. Il 16 maggio, muore un operaio salernitano, travolto da un treno in corsa. Stessa sorte per un altro operaio il 25 novembre dello stesso anno, a Monterotondo. Il 13 dicembre sulla linea del Brennero si scontrano due treni merci. Muoiono due macchinisti. Il 7 gennaio del 2005, infine, una delle date più atroci della storia dell’incidentistica ferroviaria: un merci si scontra con un regionale a Crevalcore. È una strage. I morti sono diciassette, i feriti più di sessanta. E non passa la paura.

#4 flordluna (1335) - lettore
il 01.07.09 alle ore 14:23 scrive:
#2 charmant2...........ogni tanto anche il menefreghismo di chi dovrebbe controllare e notare e di chi dovrebbe mettere in opera! un saluto
#3 flordluna (1335) - lettore
il 01.07.09 alle ore 9:27 scrive:
Beh siamo in Italia...paese del sole e del bengodi, dove talvolta il senso di responsabilita' e' zero, dove talvolta la professionalita' e' zero, dove talvolta per risparmiare su personale o materiali nuovi, si chiudono entrambi gli occhi! Tanto chi paga e' sempre e solo la gente normale Alle volte un maledetto destino fa' accadere per forza anche cio' che non si penserebbe mai possibile accadere! Pero' lungo i percorsi ferroviarii non dovrebbero esserci abitazioni, come non dovrebbero esserci nei pressi di aereoporti! Il governo garantisce la ricostruzione al centopercento delle case.....ma non accanto ai binari!!!! Il premier gia' sa che il rimpallo delle responsabilita' dara' luogo a lunghi e controversi dibattiti, grazie premier che ti attivi immediatamente anche questa volta! un saluto
#2 charmant2 (1351) - lettore
il 01.07.09 alle ore 9:26 scrive:
Quello che succede nelle ferrovie,è nell'ordine delle cose.Non si tiene presente che i materiali vengono usurati dall'esercizio e vanno sostituiti per tempo.Ma asserire questa constatazione è facile,mettere in atto i rimpiazzi,più difficile.Problema:le risorse.
#1 franconicco (143) - lettore
il 01.07.09 alle ore 9:01 scrive:
Purtroppo,come spesso accade i questi casi,si alzerà la barriera difensiva dello scarica barile,con il solito teatrino degli alibi incrociati,non senza l'immancabile,inutile e dannoso,sciopero(scipero,ergo sum!!). Il problema viene da lontano,da un sistema di controllo vecchio e faragginoso,burocratizzato al massimo,come se le carte risolvessero i problemi. Da quando,poi,è giunto l'Ing. Moretti come capo dei capi,la trasparenza (ma che bel termine per gli allocchi)ha fatto in modo che gli appalti della manutenzione fossero distribuiti a ditte nate all'improvviso,senza un minimo di storia ferroviaria,ma rigorosamente vincenti con ribassi anche del 30-40%(vedere l'apposito sito di Trenitalia,accessibile a tutti). La provenienza di "certe"ditte la dice lunga! La Magistratura indaghi a fondo su queste tematiche,forse non risolverà il problema,ma sicuramente si avvicinerà alla verità.
4 commenti
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