È un Berlusconi che sta ricaricando le pile, quello che esce da Montecitorio dopo il voto, in ottima forma a parte un occhio rosso, frutto di «un massaggio troppo energico». Giusto un po’ amareggiato per la scelta di Stefania Craxi di uscire dal gruppo Pdl per confluire in quello misto. «Proprio non la capisco», avrebbe detto ai suoi Berlusconi. Un piccolo dolore più privato che politico che lo convince una volta di più della necessità di dedicarsi con più impegno al rilancio del partito che, garantisce ai suoi fedelissimi, starebbe riguadagnando lentamente consensi. Sarà questa consapevolezza a rendere Berlusconi così loquace con i cronisti, che gli chiedono di leggere la linea della vita dell’esecutivo: «Saranno i fatti a dire quanto potrà durare. Non posso fare delle previsioni come non credo che qualcuno possa farne di sensate». Berlusconi smorza anche la polemica del suo capogruppo Fabrizio Cicchitto, secondo cui Monti deve cambiare atteggiamento con i partiti: «Ma no, diamogli ancora tempo per adeguarsi. È abbastanza scioccante». E sulla manovra, appare pragmatico: «Cambierei diverse cose, questo è chiaro, ma l’abbiamo sostenuta lealmente perché tra i due mali scegliamo il male molto minore». E comunque la crisi «è una situazione che non è italiana, è una situazione generale. Se l’Europa non risolve il problema dell’euro e della sua debolezza, se non si dota la Bce dei poteri di una vera banca centrale, io credo che non ci siano possibilità per nessun Paese di innestare la marcia di crescita. Noi siamo particolarmente esposti perché abbiamo accumulato un debito che è eccessivo». Quanto al grande freddo con il principale alleato, la Lega di opposizione, altra dimostrazione di lucidità: «La Lega fa il suo gioco. E vuole in questa occasione aumentare il suo bottino elettorale».
La giornata dell’onorevole Silvio Berlusconi va avanti. In serata è di nuovo sui banchi di Montecitorio ad ascoltare Monti e poi a dare l’ultimo sì sulla manovra. E quando il premier dice di non sentirsi disperato, riferendosi alle frasi sul suo conto dei suo predecessore, Berlusconi sorride ad Alfano. E chiarisce: «Sono sorpreso» anche perché «non ho mai avuto intenzione di offendere» Monti. Il Cav è contento, per una volta, forse, di essere soltanto un parlamentare come tanti. O quasi.
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Berlusconi alla Camera
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