Penati, le carte: "Palude di corrotti e di tangenti"

Continuano i guai per l'opposizione. Già nel 2010 l’imprenditore Di Caterina, oggi primo accusatore del dirigente Pd, denunciava la "trama di malaffare". Nel mirino dei pm anche il partito e le coop rosse. Il titolare d'azienda pagò l'auto della campagna elettorale del 2004

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Milano Tutto questo, prima. Prima che arrivasse la Finanza negli uffici della Regione, prima di sapere che Filippo Penati - uomo forte del Pd - era indagato per tangenti, e prima di dichiarare urbi et orbi di essere stato «spremuto». Bisogna tornare indietro di un anno. Al 7 giugno del 2010. È il giorno in cui Piero Di Caterina, presidente della società di trasporti Caronte - che opera a Sesto San Giovanni, e che era proprietaria di 4mila metri quadri nella ex Falck -, rompe il patto con la politica. Alle Fiamme gialle presenta un dossier sul contenzioso con Atm, l’azienda milanese di trasporti.

«Si è creata una situazione - denuncia Di Caterina - che impone di muoversi in una palude di relazione di concussione e corruzione». Parla di Sesto, Di Caterina, e usa le parole concussione e corruzione. Il tempo gli darà soddisfazione. Perché sono i reati su cui si muove la Procura di Monza, e che ora vengono contestati a Penati e al suo entourage.
Attenzione, però. Perché anche l’imprenditore finirà sotto inchiesta, indicato come il collettore di tangenti destinate al Pd. E Di Caterina, con Penati, ha più di un fronte aperto. Incluso - come si legge nel decreto di perquisizione firmato dalla Procura -, proprio quello della «gestione del Servizio dei trasporti».

In ballo milioni di euro che la Caronte rivendica come conseguenza della vendita da parte di Atm dei biglietti nel circuito Sitam, il Sistema integrato tariffario per l’area milanese, e a cui aderiscono la maggior parte delle linee di trasporto pubblico del capoluogo. Il contenzioso fra le due aziende resta aperto, ma poco prima di lasciare la Provincia di Milano, l’allora presidente Penati firma una delibera che impone ad Atm di «corrispondere al consorzio dei trasporti la somma complessiva di 40 milioni di euro, di cui 8,4 milioni alla sub affidataria Caronte srl, che deve ricevere anche 4,3 milioni dal Comune di Segrate». Insomma, un «assegno» da oltre 12 milioni più Iva. Ma la battaglia dei ricorsi blocca tutto, e un anno fa Di Caterina denuncia «un clima molto pesante che condiziona negativamente la vita pubblica e privata», che Sesto annega «in un brodo di complicità e di acquiescenza», che la partita si gioca su «una campo di battaglia di figure inviluppate in una trama di malaffare».

Però, nel 2004, la Caronte paga macchina e autista per la campagna delle elezioni provinciali di Penati. Fra il 2008 e il 2009, la Provincia affitta (per sistemare delle famiglie rom) e poi acquista per 1,4 milioni di euro quattro immobili residenziali in via Varanini a Milano, di proprietà dell’imprenditore. E nel 2006 Penati entra nel cda della Eventus, che ha come oggetto sociale «la produzione, l’importazione e la vendita di cemento, sabbia, vernici, laminati e legno». La società - liquidata nel 2009 - è partecipata al 50% da una fiduciaria, e tra gli azionisti figura ancora una volta Di Caterina.
L’imprenditore, ora, denuncia un «sistema di mazzette» nell’ex Stalingrado d’Italia. Lui che nel fango - sostengono i pm - c’è finito con tutte le scarpe. Sarebbe stato lui a consegnare in Svizzera una parte della maxitangente per i lavori della Falck a Giordano Vimercati, poi capo di gabinetto di Penati alla Provincia. Due miliardi e mezzo versati dall’immobiliarista Giuseppe Pasini per il via libera ai progetti urbanistici nell’ex area industriale. E sempre Di Caterina, nel 2000, avrebbe concluso con Pasini una permuta di due terreni della ex Falck per maturare un saldo negativo a bilancio e nascondere una tangente da 1,2 miliardi di lire.

Perché il piatto più ricco era quello delle aree industriali, in cui sono entrate anche le coop rosse (due funzionari sono sotto inchiesta). Il Consorzio cooperative di costruzione di Bologna (Ccc), infatti, è sempre stato presente nei passaggi di proprietà dei terreni, da Pasini a Luigi Zunino a Davide Bizzi, e acquistati nel 2010 dalla Sesto Immobiliare, il cui 10% è di Sesto Futura, veicolo societario proprio della Ccc. Un modo - è l’ipotesi degli inquirenti, che contestano anche il finanziamento illecito ai partiti - per garantire al Pd una fetta di una torta immensa.

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COMMENTI

45 commenti su  1  2  3  4  5  6  7  8  9   pagine dal più vecchio | dal più recente
#45 antonio11964 (617) - lettore
il 26.07.11 alle ore 12:13 scrive:
voglio andare a dare un occhio su la repubblica per vedere cosa dicono......sperando che non mi venga un conato di vomito. a dopo.
#44 mandinospadicchio (285) - lettore
il 23.07.11 alle ore 22:32 scrive:
senti che giretto di quattrini?? vedi, come so' bravi a fa spari i soldi? loro ci sanno fare, so maghi!!
#43 adogio48 (31) - lettore
il 23.07.11 alle ore 21:03 scrive:
Per favore basta! Non se ne può veramente più di questi komunisti spacca testicoli. Nel 1978 il sottoscritto, in quel tempo giovane di belle speranze e anche un po' ingenuo, fu cortesemente obbligato a pagare una tangente del 7,5% su 36 milioni delle vecchie Lire per una importazione dalla Cecoslovacchia. Destinazione mazzettina: P.C.I.. Canale di trasmissione soldi: la perfetta macchina da guerra instaurata da chi ha insegnato a tutto il mondo politico italiano come si fa a fregare tutto e tutti. Maledetti vergognosi. Maledetti senza arte ne parte. Lazzaroni che pensate solo ad andare in pensione a 50 anni. Lazzaroni che sui posti di lavoro invece di lavorare e fare la vs. parte non fate altro che rompere i testicoli a chi ha voglia di fare parlando solo di politica farlocca. Maledetti komunisti del tanto peggio tanto meglio e portate alla rovina la ns. bella Italia.
#42 aspide007 (885) - lettore
il 23.07.11 alle ore 20:56 scrive:
@- Tranquilli! Non succederà nulla! Qualche santo vi proteggerà.
#41 BUBUCCIONE (103) - lettore
il 23.07.11 alle ore 20:43 scrive:
Signori per favore, smettiamo di pensare male e dire cattiverie!!!! Lo sanno anche i sassi che il glorioso Partito Comunista Italiano e i suoi DERIVATI si sono sempre e solo finanziati vendendo salcicce ai festival dell'Unità. L’onestà e la correttezza dei kompagni "non possono" essere messe MAI E POI MAI in discussione: se eventualmente qualcuno dovesse venir meno ai sani principi ed alla superiorità morale della sinistra, è solamente un KOMPAGNO CHE SBAGLIA!!!!
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