Soccorso azzurro al Cav: "Alla conta coi finiani e in piazza col Sì B-day"

"Siamo stufi di sentir parlare i Bocchino e i Granata: vediamo quanti sono loro e quanti noi". Manifestazione pro Silvio il 5 dicembre, lo stesso giorno del corteo di Di Pietro

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Roma «Vabbè, adesso vediamo quanti siete voi e quanti siamo noi!». La sponda azzurra è in piena. E vuole «andare alla conta interna, dentro il Pdl», per far comprendere ai cugini di fede aennina che «la misura è davvero colma». Già. «Siamo stufi di sentir parlare in una certa maniera i vari Bocchino e Granata, tanto per citarne due», concordano i berlusconiani, pronti a scendere pure in piazza in difesa del Cavaliere (il 5 dicembre via al Sì B-day). E se tocca a un misurato Osvaldo Napoli, vicepresidente dei deputati, lanciare il guanto di sfida, «perché è giunto per tutti il momento di parlare con chiarezza, altrimenti si convochi un congresso», vuol dire che a cascata, in linea con il rapporto tra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini, anche le due anime del partito unico sono ai ferri corti.
Così, nonostante le rassicurazioni pubbliche di Andrea Ronchi, ministro vicino alla terza carica dello Stato, lesto a ribadire che «non succede nulla, Fini è il cofondatore del Pdl ed è, con Berlusconi, l’anima di questo partito», Napoli si fa portavoce del diffuso malcontento e attacca: «Si assiste da settimane a un’azione di logoramento nei confronti del governo la cui genesi, in buona misura, è dentro la maggioranza». Per essere chiari, «da quando il presidente della Camera ha tirato fuori dai cassetti il suo certificato di co-fondatore del Pdl è un fiorire di stop and go, di fughe in avanti travestite da mezze marce indietro».
Comunque sia, i panni sporchi si lavano in casa, all’interno degli organismi di partito. Vedi l’Ufficio di presidenza, dove poter chiarire «l’atteggiamento sul provvedimento che abbrevia i processi». Così facendo, «una volta decisa la linea, a quella devono tutti attenersi». D’altronde, come faceva notare due giorni fa Gaetano Quagliariello sul caso Cosentino, «sul garantismo dobbiamo avere una sola voce, senza usare la magistratura per fini interni». Chi ha orecchie per intendere intenda. «Diversamente - rintuzza Napoli - il Pdl farà bene a convocare un congresso immediato per riportare chiarezza laddove si sta creando una certa opacità».
Azzurri di nuovo in campo, dunque. In linea con il «ritrovato spirito agguerrito» del premier, racconta chi ha avuto modo di incontrarlo nelle ultime ore. In silenzio stampa pure ieri, mentre da Arcore spinge sul progetto di allargare i confini del Pdl. Vedi apparentamento per le Regionali con la Destra di Francesco Storace e il Movimento per l’Italia di Daniela Santanchè.
Nel frattempo gli azzurri lanciano il Sì B-day. In aperta contrapposizione al No B-day, previsto per il 5 dicembre, ideato da un gruppo di blogger per chiedere le dimissioni di Berlusconi. Una manifestazione, manco a dirlo, a cui ha subito aderito Antonio Di Pietro. Così, a chiedere di scendere in piazza, stavolta per «difendere libertà e democrazia dai tanti nemici che da quindici anni cercano con ogni mezzo lecito e soprattutto illecito di sovvertire la volontà del popolo italiano», sono i Club della Libertà di Mario Valducci e il Predellino di Giorgio Stracquadanio. Una contro-manifestazione a tutti gli effetti, il cui manifesto si chiude così: «Silvio Berlusconi rappresenta l’argine contro i nemici della libertà e della sovranità del popolo, contro chi, ancora una volta, tenta di sovvertire con la violenza e l’uso politico della giustizia il risultato di libere elezioni e oggi può contare dell’aiuto di chi non ha compreso - per malafede o cecità - che non è in gioco il destino di un uomo, ma il presente e il futuro della libertà». Già, «il futuro della libertà», come il titolo del libro di Fini. Sarà soltanto un caso?
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COMMENTI

54 commenti su 1  2  3  4  5  6  7   8  9  10   pagine dal più vecchio | dal più recente
#19 Soccorsi (3444) - lettore
il 15.11.09 alle ore 11:57 scrive:
Originariamente provengo da AN, sono stato un´assiduo finiano e mi sono integrato assieme al suo partito nel Pdl.Oggi il comportamento di Fini ed alcuni altri aennini mi fanno cascare le braccia mi riempiono di rabbia e disillusione. Il Fini era certamente il candidato giusto per un giorno succedere a Berlusconi ma per la sua frenesia di salire al potere prematuramente ha forfettizzato ogni possibilità di poter essere eletto. Oggi Fini e alcuni dei suoi fedelissimi amici,farebbero bene ad uscire dal Pdl dove ormai cominciano ad essere malvisti e presto trattati come cani rognosi dentro una cattedrale. Fini è stato colto dalla sindrome del potere (power hungry), sindrome pericolosa che inesorabilmente conduce alla demolizione politica personale. Io, così come ne sono certo, milioni di altri ex simpatizzanti rinneghiamo qualsiasi affiliazione nel partito di AN, nel quale non ci riconosciamo più, sentendoci traditi da colui che per anni abbiamo fedelmente seguito ed ammirato. Si al B-day.
#18 grifo63@gmail.com (293) - lettore
il 15.11.09 alle ore 11:42 scrive:
Finalmenter, leggo che anche i rappresentanti della Casa della Libertà, cominciano a svegliarsi, Finalmente, potremmo andare alla conta cosi si potrà far capirte una volta per tutte , cosa vuole la Maggioranza degli Italiani, E SPERIAMO CHE RIESCA A CAPIRLO ANCHE FINI.Grifo63.
#17 damiaenego (267) - lettore
il 15.11.09 alle ore 11:33 scrive:
Giusto andare alla conta, ormai la fronda di Fini sta snervando anche chi lo ha votato, meglio fare la conta dei malati di protagonismo (Fini) curarlo per i suoi mal di pancia con l'olio di ricino per ricordargli da dove viene,altrimenti andiamo alle urne e vediamo quanti voti prende lui e le sirene della sinistra che lo stanno tentando
#16 puntoebasta (56) - lettore
il 15.11.09 alle ore 11:13 scrive:
Siamo incazzati neri . Basta con le ambiguità di Fini & C. Si faccia chiarezza nel partito e chi non ci stà vada al diavolo. Non sono democratico ? E chi lo è Fini e i suoi ...granatieri ? Da 15 anni siamo bloccati da questa banda di cialtroni che cerca solo la propria visibilità. E allora tutti in piazza in difesa di Silvio e in difesa della speranza di cambiare questo Paese che amiamo. Nessuno si scoraggi perchè siamo la maggioranza che lavora e suda contro i bla bla di Fini , Casini, Rutelli, & simili.
#15 millycarlino (218) - lettore
il 15.11.09 alle ore 11:16 scrive:
Ritornialo a Forza Italia basta con la CdL . Questa coalizione ha partorito malumori che sarebbe bene rimandare al mittente. Milly Carlino
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Alessandro Sallusti
Gli Stati Uniti lo salutano come il "salvatore d'Europa", lui elogia Berlusconi "statista" ma poi sale in cattedra  continua..
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Siciliotti è quel signore biondo, con i capelli quasi più ridicoli...
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