Solo i credenti difendono i valori che riguardano tutti

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Caro direttore,
opportuno il dibattito sull'otto per mille da devolvere alla Chiesa nella dichiarazione dei redditi. Come te, anche io confermerò la scelta in favore della Chiesa cattolica. Non mi sfugge la tua volontà, pur devolvendo l'otto per mille, di suscitare un po' di diffidenza nei confronti della Chiesa. Che ci possano essere situazioni deprecabili nell'ambito del clero è possibile. Tutte le grandi organizzazioni hanno al loro interno una ragionevole dose di difetti. La Chiesa non è immune dai rischi che corrono il mondo politico, gli apparati dello Stato, lo stesso mondo del giornalismo. Del resto, la perfezione non è di questo mondo e si spera che nell'altro ciascuno di noi potrà essere più bravo e virtuoso.
Credo però che, al di là del tono polemico e brillante con il quale affronti la questione, ci sia una valutazione da fare con chiarezza. La Chiesa rappresenta un presidio di ordine morale importante per i credenti, ma anche per chi credente non è. Questioni fondamentali come l'unità della famiglia, la difesa della vita in tutte le sue espressioni, sin dal concepimento, e altre ancora hanno una grande importanza anche da un punto di vista laico. Alcuni valori sono stati scanditi con precisione anche dalla nostra Costituzione, scritta nel 1948 e fortemente condizionata dalla presenza di una forte e agguerrita sinistra. Una sinistra che accettò l'introduzione dell'articolo 7, quello dedicato agli accordi tra lo Stato e la Chiesa. Una sinistra che sulla famiglia fu molto più chiara e rigorosa della confusa sinistra contemporanea.
È quindi giusto destinare l'otto per mille alla Chiesa, per la sua presenza sul territorio, per la sua capacità di organizzare momenti di aggregazione. Non saranno le eccezioni, che pur non dobbiamo trascurare, a farci diventare ostili. Non dimentico poi le opere di solidarietà che la Chiesa promuove nel mondo. Ci sono tanti che vorrebbero risolvere in casa nostra i problemi dell'immigrazione aprendo le porte a tutti, mentre invece tanti religiosi aiutano a casa loro, cosa molto più opportuna, coloro che vivono in povertà nel sud del pianeta.
Anch'io avrei molto da ridire nei confronti di alcune organizzazioni del mondo cattolico troppo appiattite sulle ideologie della sinistra e asservite a chi nega l'esistenza stessa di Dio. Ma questa è un'altra storia. In un'epoca di forte disorientamento sul fronte dei valori, la presenza della Chiesa è preziosa. Anche per chi non crede. Per noi credenti, poi, c'è un'ulteriore motivazione nella destinazione dell'otto per mille.
In una società in cui spesso lo Stato non funziona, in cui gli enti locali sono un colabrodo, la sussidiarietà è alimentata proprio da tante meritevoli organizzazioni che fanno riferimento al mondo cattolico e alle stesse parrocchie. Sussidiarietà vuol dire che il privato sociale e il volontariato fanno quello che lo Stato e le strutture pubbliche non sanno e non vogliono fare. Pensiamo alla lotta alla droga nelle periferie, pensiamo all'aiuto alla natalità dato a tante ragazze che, prive di mezzi, sceglierebbero la strada dell'aborto.
In una società in cui troppe istituzioni sono pronte a distribuire pillole del giorno dopo o del giorno prima, e altri intrugli chimici per abortire, in cui si vorrebbero leggi che aprono la strada all'eutanasia, si alimentano suggestioni su unioni gay, ben venga un otto per mille delle nostre tasse destinato a chi difende principi e valori che appartengono a tutti. Quindi, fai bene a destinare questa piccola somma a chi potrà ben utilizzarla e faranno bene tanti italiani a confermare questa scelta o a cominciare a farla con la dichiarazione dei redditi di quest'anno.
Capogruppo Pdl al Senato

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COMMENTI

#3 bqanto (9) - lettore
il 05.05.10 alle ore 16:23 scrive:
Non è vero che l'amore non appartiene a nessuna religione. Ovviamente chiunque può amare, ma la storia di ogni giorno ci mostra che il cattolicesimo ha una impostazione caritatevole (personale e sociale) che non appartiene alle altre religioni, che non fanno nemmeno un decimo del bene che fa la Chiesa; né tantomeno appartiene ai laicisti i quali, tranne una minima percentuale, hanno una visione dei rapporti personali cinica e sopraffattoria. I cattolici (non solo i preti) sono caritatevoli con tutti, non solo con i poveri e i delinquenti; e i divorziati non sono affatto considerati esseri inferiori; la pastorale dei divorziati è molto complessa e diversificata, esattamente al contrario di quanto afferma Lisa Simpson.
#2 02121940 (7430) - lettore
il 04.05.10 alle ore 10:51 scrive:
Ribadisco. Esiste una legge dello Stato che consente al cittadino di far trasferire a soggetti ben individuati parte dell'Irpeg versata da lui versata all'Erario. Punto. Ognuno è libero di fare le sue valutazioni e comportarsi come vuole. Io continuerò a far arrivare alla Chiesa la mia parte di imposta. Trovo completamente fuori luogo impostare discorsi del genere. Chi vuole escludere la Chiesa Cristiana presenti una proposta di legge in parlamento, se ne ha facoltà, altrimenti raccolga le firme necessarie per un’iniziativa popolare
#1 Lisa_Simpson (277) - lettore
il 04.05.10 alle ore 10:35 scrive:
No, non facciamola fuori dal vaso: i cattolici difendono solo i loro propri valori e non rappresentano altri se non se stessi. Non accetto questa presunta posizione di superiorità morale ed etica dei cattolici, anche perchè mi ricorda tanto la stessa presunta superiorità intellettuale dei comunisti... è una cosa ridicola no? Mettiamoci in testa un concettino facile facile: la solidarietà, la carità e l'amore sono sentimenti UNIVERSALI e non appartengono a nessuna religione. Anche x' i preti sono svelti a fare i caritatevoli con islamici, clandestini e delinquenti vari. Poi però guai se sei un divorziato! Sei un essere inferiore e poco importa quali siano i motivi di tale separazione! L'importante è salvare le apparenze no? Date l'8x1000 a chi volete ma non raccontate fandonie!
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