Solo un tentativo fallito di smarcarsi dall’odiato alleato Tonino

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Qui di seguito, la manifestazione spiegata a uno straniero. Allora. Sabato pomeriggio, a Roma, c’è stata un’imponente manifestazione organizzata dal Partito democratico e in particolare dalla Cgil. Questa manifestazione è stata voluta soprattutto dal segretario, Walter Veltroni, intenzionato a rispolverare la propria immagine e a ridare morale alla sua forza politica, da tempo immobilizzata tra i buoni risultati del governo e l’opposizione urlata di Antonio Di Pietro. Sono questi i due problemi di Veltroni: un governo che governa e un alleato che delira.
Nel dettaglio: il governo ha preso molte decisioni che hanno registrato un forte consenso legato alla velocità e qualità dei provvedimenti, rovesciando la percezione di immobilismo che aveva caratterizzato il governo Prodi; anche di fronte alla sopraggiunta crisi economica, troppo globalizzata perché se ne potesse colpevolizzare il premier, il governo ha mostrato un dinamismo «di sinistra» che sino a oggi ha contribuito a mantenere alta la fiducia degli italiani nell’esecutivo; sul fronte interno invece c’è questo Di Pietro, persona infida, che col suo partitino monoposto si è opposto demagogicamente al governo (parlando di dittatura e attribuendo al premier le colpe della crisi) e ha definito la propria forza politica come «unica opposizione», fregandosene degli alleati e puntando su un distinguo continuo. Questo ruolo da guastatore di Di Pietro (complici giornali e televisioni che ultimamente sono più attenti all’antipolitica che alla politica), ha inoltre fatto danni gravissimi al processo di modernizzazione che Veltroni ha cercato di imprimere al suo partito, oltretutto limando o limitando quell’antiberlusconismo che in passato aveva sterilmente coagulato le varie anime della sinistra. Non è un caso che Di Pietro, alla manifestazione di sabato, non fosse neppure invitato: ma gli autoinviti, essendo Di Pietro al solito sprovvisto di dignità personale, sono per lui una regola. Nel corso del corteo, infatti, l’ex magistrato è tornato a parlare di dittatura e ha cercato di rilanciare un’alleanza che per Veltroni è ormai nefasta.
Ciò detto, resta la manifestazione: un legittimo tentativo di corroborare gli umori stanchi e divisi del Pd. Una cosa a uso interno, senza particolare significato politico: il discorso di Veltroni, oggettivamente, non ne aveva. Anche perché il Paese, e Veltroni lo sa, per il resto è lo stesso dell’aprile scorso. Anzi.

COMMENTI

36 commenti su 1  2  3  4  5  6   7  8   pagine dal più vecchio | dal più recente
#6 moderatoincuor (7) - lettore
il 27.10.08 alle ore 12:01 scrive:
Come si può aggettivare con "equilibrato" un articolo del genere? Un buon giornalista deve fare cronaca della realtà prima di tutto e ammettere la verità anche quando non sia favorevole alla sua scheda di partito (che un giornalista non dovrebbe sbandierare in un articolo rivolto ad un pubblico eterogeneo). Ma ormai l'informazione italiana (dx e sin) è diventata una palese campagna elettorale costante; le opinioni servono a screditare non a dare un'idea personale. Signor Facci, sono buoni tutti a dire "Qui di seguito, la manifestazione spiegata a uno straniero.." e poi "Nel dettaglio..":potrebbe spiegarmi quale è il dettaglio? Mettendomi nei panni di uno straniero ho capito che sabato 25/10 ci doveva essere una grande manifestazione, mentre invece si è svolto un banale comizio anti-berlusconiano con le solite 3 deli-raglia-nti persone e con un pubblico inesistente:è accaduto questo(si chiede da straniero)? Penso che un governo si misuri anche dall'opposizione, sono speculari.M qui..
#5 endilor (6) - lettore
il 27.10.08 alle ore 11:54 scrive:
La vuotezza Veltroniana può essere paragonata solo ed esclusivamente a quella di Rutelli. Giusto al Circo potevano andare. Complimenti Facci, non immagina minimamente quanto mi piaccia leggerLa e seguirLa in tv. Cordialità
#4 zetadue (127) - lettore
il 27.10.08 alle ore 11:34 scrive:
sempre equilibrato e oggettivo, sei il miglior giornalista di italia
#3 mvasconi (2258) - lettore
il 27.10.08 alle ore 10:50 scrive:
Del discorso di Uolter si puó ben dire "Parturient montes, nascetur ridiculus mus", ossia "Partoriranno i monti, nascerá un ridicolo topolino"... che il gatto D'Alema (o chi per lui) fagociterá ben presto in cooperazione con la "scimmia urlatrice" molisana....
#2 cantastorie (5360) - lettore
il 27.10.08 alle ore 10:33 scrive:
Non ricordano, in chiave tragicomica, Ollio e Stanlio, uno che riprende l'altro in continuazione ma che alla fine nessuno dei due riesce nell'intento di non fare disastri?
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Alessandro Sallusti
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