Solo un'espressione turistica

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Chi è cresciuto in una realtà talvolta è il più inadatto a giudicarla, non il contrario. Il discorso vale per Massimo Cacciari come per l’amico Renato Brunetta, che ancora ieri, incredibilmente, diceva che Venezia non deve diventare la nostra Disneyland. No, certo, non deve diventarlo nel senso che lo è già diventata da almeno quarant'anni: eppure continuano a discuterne come se la questione esistesse. Venezia non è una città, è un avamposto del turismo mondiale globalizzato, comandano i turisti e il loro denaro, gli abitanti se ne sono andati o se ne andranno - sono ridotti a 60mila, pari a una città come Crotone - o campano del turismo stesso. Gli altri, e mi scuso per il cinismo, sono perlopiù degli snob benestanti che restano residuali e terminali. Il processo è irreversibile. Topi e rifiuti sono sì un problema, ma dell'assessorato al Turismo. Il problema delle gondolette di plastica, o dei finti merletti o bicchieri di Murano, è che sono Made in Corea. I gondolieri cantano ’O sole mio e servono pizze con sopra gli spaghetti, mentre le librerie - Stenio Solinas ha scritto bene - latitano. Prenderne atto non è disfattismo, è senso della realtà. Non c'è da rianimarlo, il paziente è morto di vecchiaia e di modernità. Di notte, se volete, a Venezia potete rivivere visioni oniriche e fiabesche. Di giorno, e da secoli, solo zecchini e talleri e sghei.

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COMMENTI

11 commenti su  1  2  3   pagine dal più vecchio | dal più recente
#11 MAgo (229) - lettore
il 31.07.09 alle ore 9:49 scrive:
x plaunad. Se - come probabile - lei ha ragione, allora - secondo me - sarebbe meglio non avere turisti, sarebbe meglio non avere politiche (e ministeri) per il turismo, a meno di non intenderli in chiave di ordine pubblico interno, vale a dire come tattiche diversive per contenere e buggerare delle orde di invasori!!
#10 robertoguli (1032) - lettore
il 29.07.09 alle ore 16:59 scrive:
Caro Facci il suo articolo purtroppo testimonia una triste realtà. Condivido pienamente l'analisi che da quarant'anni ne soffoca la rinascita. Una città così ricca di cultura, storia, monumenti etc. che non riesce a darsi un futuro solido. Tutti hanno cercato di sfruttare questa meraviglia,ma solo per interessi personali e comodità momentanee; di veneziani ne vedo pochini, Lei ha ragione da vendere! Distinti saluti. Roby
#9 galerius (95) - lettore
il 29.07.09 alle ore 15:26 scrive:
Ma MAGARI avessimo un po' di più una mentalità da Disneyland. In America e altrove con un niente riescono a far soldi a palate. Noi che grazie ai nostri avi abbiamo quel che abbiamo riusciamo a far scappare i turisti.
#8 plaunad (2141) - lettore
il 29.07.09 alle ore 15:03 scrive:
x MAgo. Quelli a cui lei si riferisce non sono "turisti". Questo termine, che io stesso rifiuto quando sono in viaggio ritenendolo volgare ed offensivo, fa oggi riferimento a quelle orde di selvaggi sbracati ed ignoranti, frutto del cosiddetto "turismo di massa". Vi é una enorme differenza tra il "turista" ed il "viaggiatore" od "ospite straniero"
#7 muff@ (2262) - lettore
il 29.07.09 alle ore 13:36 scrive:
L'unico che riesce a rivolgersi al mondo con più annoiata spocchia di D'Alema è Cacciari. Ed è detto tutto.
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Alessandro Sallusti
Gli Stati Uniti lo salutano come il "salvatore d'Europa", lui elogia Berlusconi "statista" ma poi sale in cattedra  continua..
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