Spunta un "papello" anti Tremonti: giallo nel Pdl

Circola tra i parlamentari un documento che contesta la politica di via XX Settembre. I presunti autori prendono le distanze. Scajola: "mai scritte quelle frasi". Brunetta: "Attenti alle bufale". Prestigiacomo: "Non uso mezzucci" 

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Roma - Non è più leggenda, né semplice confidenza raccolta nella semi-ombra del Palazzo. Alla fine, il pdl, minuscolo e corsivo, è saltato fuori. Ecco a voi il papello della libertà. Rigorosamente anonimo, come si confà. Ma di cosa parliamo? Delle due paginette di pseudo-denuncia contro il superministro Giulio Tremonti. Dei dieci punti in cui il gotha un tempo azzurro avrebbe contestato, al titolare di via XX Settembre, le «scelte di politica economica fin qui fatte», che «non appaiono sufficienti a mettere l’economia nazionale su un nuovo sentiero di sviluppo». Boom. A prima vista sembra roba forte, anche perché le due facciate clandestine, udite udite, sarebbero state assemblate in via dell’Umiltà, quartier generale del Pdl, mica in un sottoscala qualunque. Per capirci, sarebbe la «prova provata» - parola di maligni - del fuoco amico pronto ad abbattersi su Tremonti. Attraverso un testo di sfiducia destinato a finire sulla scrivania del Cavaliere. E messo giù, secondo i soliti rumors, da quattro ministri (Renato Brunetta, Claudio Scajola, Raffaele Fitto, Stefania Prestigiacomo), un coordinatore (Denis Verdini) e un capogruppo (Fabrizio Cicchitto). Una mina vagante. In cui si chiederebbe, tanto per cominciare, l’abbassamento delle tasse, prospettando l’innalzamento dell’età pensionabile per compensare il conseguente aumento del deficit pubblico.

E ancora: forti investimenti pubblici, impulso alla produzione di energia nucleare, vasto programma di edilizia pubblica, accelerazione degli investimenti infrastrutturali. Senza contare il deciso contenimento della spesa corrente - a partire ai costi della politica - così come gli aiuti alle imprese e l’impulso al settore delle «buone banche private». Infine, avanti tutta con le riforme istituzionali e della giustizia. Tutte misure per «ridurre l’incertezza sulle politiche future». Vabbè, ma davvero si tratta di un dossier anti-Tremonti? E siamo sicuri che in ogni caso siano stati proprio gli «indiziati» ad assemblarlo? La reazione è netta, così come il tono delle smentite. Il primo a dire la sua è Brunetta: «Il documento? Mai esistito, non mi risulta. Non vedo Verdini da mesi e non mi riunisco con la Prestigiacomo se non nel Consiglio dei ministri. Quindi, attenti alle bufale». Che si tratti di una sorta di polpetta avvelenata ne è convinto pure Scajola: «Non ho partecipato alla stesura di alcun contro-documento di politica economica, né ad alcuna iniziativa per “ridimensionare” il ministro Tremonti. Con il collega ci confrontiamo quotidianamente, lealmente e in spirito di collaborazione, per individuare le misure migliori per arginare la crisi, rimettere in moto la ripresa, assicurare al Paese un futuro di crescita e di benessere». E ancora. «Io non so nulla di questo documento», è il secco commento di Fitto. Un po’ più articolato lo sfogo della Prestigiacomo. «Non ho ragioni per sottoscrivere documenti contro Tremonti e non l’ho fatto neppure in questo caso. Sto chiedendo da tempo al ministro dell’Economia che venga ripristinato il bilancio al mio ministero e pretendo che venga fatto in sede di Finanziaria, non certo attraverso le eventuali entrate dello scudo fiscale. E poi, gli dico sempre in faccia quello che penso, non ho certo bisogno di questi strumenti».

Chiuso il capitolo governo, tocca al presidente dei deputati smontare il caso. «Circolano voci completamente destituite di fondamento - spiega Cicchitto - che hanno come unico scopo quello di provocare qualche fenomeno di destabilizzazione all’interno del Pdl». A chiudere il cerchio ci pensa infine il partito, che contesta la «ridda di voci» sul «fantomatico» documento. «Ogni giorno, da sempre - si spiega nella nota - vengono prodotti spontaneamente, da singoli parlamentari o da gruppi di lavoro, documenti che vogliono essere solo ed esclusivamente un contributo all’attività di governo o di un singolo ministro. Anche in questo caso, tale appare probabilmente la natura del testo in questione». Ma non finisce qui. «Il Coordinamento nazionale - si legge ancora - precisa che il contenuto di questo documento, ora conosciuto, non risulta in alcun modo essere un documento del Pdl. Non esiste, quindi, alcun testo in contrasto con il ministro Tremonti, mentre siamo in presenza di un’eccessiva rilevanza ad un lavoro che sicuramente non ha avuto alcun contributo da parte dei ministri indicati». Ok. Ma come l’ha presa il diretto interessato? Ah, saperlo. Di certo, si sa che in serata siede, in veste di presidente dell’Aspen Italia, ad una cena «super riservata» con i vertici dell’istituto.

Così, mentre il premier se ne sta in Russia, da Vladimir Putin, il ministro sta a tavola pure con il nuovo ambasciatore Usa a Roma, David Thorne. Ma per evitare ulteriori retroscena, basta ricordare un dato: per la sua prima uscita ufficiale fuori dalla capitale, lunedì scorso, il diplomatico ha scelto Venezia. E il teatro La Fenice. Alla presenza di un certo Silvio Berlusconi.
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COMMENTI

6 commenti su  1  2   pagine dal più vecchio | dal più recente
#6 robertobindi1958 (2) - lettore
il 22.10.09 alle ore 15:10 scrive:
Io sono un estimatore assoluto di Tremonti e da semplice cittadino vorrei dare appoggio al suo concetto di posto fisso come valore per la famiglia italiana e ho una idea un po strampalata che vorrei proporre al ministro: perche non studiare la forma di legare la capacita delle imprese a garantire il posto fisso (escluso naturalmente i licenzaimenti per giusta causa e giustificato motivo oltre a quelle per i fannulloni) ad un abbattimento del cuneo fiscale per le imprese che attuano la politica del posto fisso? si potrebbe trattare di uno sconto percentuale meritocratico per le imprese che abbiano una percentuale (85-90-95% di dioendenti fissi) questo sicuramente avrebbe effetti molto positivi su la ripresa economica abbattendo il costo del lavoro ed aiuterebbe i lavoratori creando le condizioni impresariali favorevoli (tre piccioni con una fava contenti gli imprenditori, contenti i lavoratori, aiuto alla ripresa economica) mi piacerebbe sapere che ne pensate???
#5 selva (550) - lettore
il 22.10.09 alle ore 13:50 scrive:
Probabilmente autentico, viste le uscite strampalate di Tremonti. Sarebbe infatti un grande segnale di cambiamento, in positivo, se fosse sostituito. La sostituzione probabilmente smorzerebbe anche le sue ambizioni di porsi quale erede di SB alla guida del PDL
#4 maria pasionaria (402) - lettore
il 22.10.09 alle ore 12:10 scrive:
vabbè, ma si sa che quando fini farà lo scisma anche tremonti lo seguirà, no?
#3 timoleonteo (73) - lettore
il 22.10.09 alle ore 11:31 scrive:
ecco bravi, la parola giusta è destabilizzare, io credo che in breve tempo succederanno cose molto forti, e non chiamateli mezzucci ragazzi, qui si tratta della destabilizzazione di un paese qui adesso è in gioco la democrazia del nostro paese, ci sono migliaia di persone che vogliono uccidere Silvio, hanno inculcato un odia tale nelle menti malate di queste persone che prima o poi qualcuno ci provera', non hanno accettato il verdetto delle urne, una vittoria schiacciante del centrodestra, adesso usano il terrorismo di ogni tipo per sovvertire uno stato di diritto (vedi papello anti Tremonti) sono preoccupato per questa Italia.
#2 cgf (3450) - lettore
il 22.10.09 alle ore 10:14 scrive:
mezzucci del genere sono di tipo vetero-comunista, è una bufala, lo capisce qualunque persona con un poco di cervello (quindi...)
6 commenti su  1  2   pagine RSS commenti | Cosa sono?
Alessandro Sallusti
Per una volta un pm aveva chie­sto di non processare Berlusco­ni. Ma niente, non è basta­to  continua..
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