martedì 09 febbraio 2010
 
 INTERNI
lunedì 13 ottobre 2008, 10:07

"Stop al pacchetto ambiente: sacrificio inutile"

Il ministro Prestigiacomo: "Il piano europeo contro i gas serra non riuscirà a coinvolgere Paesi, come Cina e India, che producono più veleni". All'Italia applicare i limiti alle emissioni costerebbe 22 miliardi ogni anno dal 2013

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Roma - Stefania Prestigiacomo, è vero, come dice qualcuno, che lei è un ministro dell’Ambiente poco ambientalista?
«Prego?».

Ad esempio, come è possibile che lei si stia opponendo alle norme per combattere l’aumento del clima che l’Europa sta per varare?
«Il fatto è che di effetti positivi sul clima, quel pacchetto di norme ne produrrà veramente pochi».

Argomentazioni più adatte a chi ha a cuore i destini dell’industria.
«Non lo dico io, è scritto negli allegati al pacchetto di norme europee dove si valuta l’impatto dal punto di vista ambientale. Se l’Italia applicasse i limiti alle emissioni che l’Europa vuole imporre, contribuirebbe per lo 0,3 per cento alla riduzione del gas serra globale. L’Europa nel suo complesso, per il due per cento».

È già qualcosa, o no?
«Sono risultati deboli a fronte di un impegno per l’economia pesantissimo. È inutile girarci intorno, l’Europa ha preso questi impegni in modo unilaterale sperando di portarsi dietro i Paesi che inquinano di più: Stati Uniti, Cina e India. Però è già chiaro che questi Paesi non daranno il loro consenso a misure vincolanti. Non possiamo farci carico noi delle loro emissioni con misure che rischiano di avere un impatto recessivo».

Quanto potrebbe diminuire la nostra ricchezza?
«È stato valutato un costo dell’1,14 per cento del Pil all’anno a partire dal 2013. Sono 22 miliardi di euro. Per questo io credo che la decisione sia stata presa per ragioni politiche, che prescindono da una valutazione seria. Penso alla Spagna che rischia di pagare più di noi ma ha detto sì».

Non è troppo tardi per fermare il pacchetto?
«Verrà discusso in via generale mercoledì al Consiglio dei ministri e dei capi di governo europei. In quella sede sarà possibile valutare un veto».

Decisione che però spetta al premier. Cosa farà Silvio Berlusconi?
«Il presidente è preoccupatissimo per gli effetti di queste norme. Ed è molto determinato ad aprire una discussione».

Intanto voi andate avanti con il nucleare...
«L’obiettivo, che è molto ambizioso, resta quello di iniziare a costruire le centrali entro la legislatura. Per il momento le norme sono in commissione e presto dovrebbe nascere il nuovo soggetto per la sicurezza...».

A proposito, è vero che c’è stato uno scontro tra lei e il ministro delle Attività produttive Claudio Scajola per il controllo della nuova agenzia?
«Il fatto è che c’è l’abitudine a considerare contrapposti il ministro dell’Industria e quello dell’Ambiente».

E non è così?
«Noi no, siamo al lavoro con il ministro Scajola per trovare una soluzione che dia il massimo della sicurezza e di informazione ai cittadini, perché ogni decisione su questa materia deve essere accompagnata da passaggi condivisi».

Se cercate il consenso sul nucleare, se ne riparla tra qualche decennio...
«L’esigenza di accorciare i tempi la sentiamo tutti, ma più ampio è il consenso meglio è. C’è una sinistra miope, pregiudizialmente contro il nucleare, ma ci sono posizioni nuove nel Partito democratico, quelle di chi guarda alla scelta del governo in modo diverso. Quando dico cercare il consenso, mi riferisco a questo».

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32 commenti su  1  2  3  4  5  6  7   pagine dal più vecchio | dal più recente
#32 marvel79 (43) - lettore
il 14.10.08 alle ore 17:25 scrive:
Risposta a Tacito, 3/3. Perciò la mia domanda è: ma chi ce lo fa fare di pagare bollette ancor più salate (che già sono le più alte d’Europa) e di mettere ancor più in difficoltà la nostra industria? E’ già in crisi da anni per le incapacità decisionali del passato, ora di fronte ad una possibile recessione e che di energia ne ha bisogno in quantità e a buon prezzo mentre i cinesi (in compagnia di USA, India....) se ne fregano e continuano a fare quello che vogliono. E allora visto che comunque annegheremo tutti in Piazza del Duomo, tanto vale cercare di fare i nostri interessi per una volta!
#31 marvel79 (43) - lettore
il 14.10.08 alle ore 17:23 scrive:
Risposta a Tacito, 1/3. La tabella a cui mi riferivo riporta il "costo di riduzione delle emissioni" in €/tCO2 evitata: questo non dipende da chi aderisce al piano europeo. Dipende esclusivamente dal costo tecnologico di produzione con fonte alternativa a quelle tradizionali (termoelettrico), è valutato a parità di energia prodotta e perciò corrisponde (basta fare un paio di conti) effettivamente a quanto andrà a pagare in più sulla sua bolletta grazie al cambiamento. Questi sono numeri (anche se quel rapporto non è propriamente vangelo e non c'è un alcun riferimento a come sono stati calcolati quei dati) e sono la realtà. Il discorso cambia se si parla invece di "dover" attuare il cambiamento per cause di forza maggiore (climate change). Non voglio aprire una discussione anche su questo, quindi ipotizziamo che l'uomo sia la causa dei cambiamenti climatici anche se non sono di questo parere. Il Ministro ha comunque ragione.
#30 marvel79 (43) - lettore
il 14.10.08 alle ore 17:22 scrive:
Ho provato ieri a postare altri commenti ma....spariti....ora ci riprovo!
#29 kamerichard** (17) - lettore
il 14.10.08 alle ore 10:41 scrive:
Pak.8.8: evitiamo di passare dall'ideologismo anti-nucleare a quello filo-nuclerare. Prima che entri in funzione una centrale nucleare, passeranno anni. Eppoi, le centrali nucleari, in un'ottica di riduzione delle emissioni di CO2, dovrebbero andare a sostituire quelle a combustibile fossile. Nel frattempo, qui e ora, bisogna sviluppare le energie rinnovabili. Perchè l'approviggionamento energetico deve essere difversificato, per ragioni economiche e di sicurezza. E per creare reddito e posti di lavoro nel nostro paese. Infine i costi ambientali sono molteplici e difficilemente calcolabili, ma non per questo vanno sottovalutati. Che ne sappiamo quanto ci costerà la riduzione dei ghiacciai? Già l'innalzamente della quota delle nevi, ci costa la sotto-/inutilizzazione di impianti sciistici a quote basse (piccolo esempio)
#28 PaK8.8 (627) - lettore
il 13.10.08 alle ore 18:30 scrive:
@19 marvel79 : Lei è un grande e la ringrazio per essersi andato a leggere il rapporto, ma non credo che Tacito risponderà mai a questa mazzata nei denti. Stia sicuro che lo ritroverà, il Tacito (magari lo fosse!) a fare uscite simili domani, a insultarci e a dirci di leggere cose che lui per primo non si studia. Che poi il costo del kilowattora da energie rinnovabili sia infinitamente piu' costoso del nucleare, questo non vogliono proprio capirlo. Tirano fuori i costi ambientali (esternalità negative) e chi s'è visto s'è visto. Non sanno neanche che il costo di smaltimento di una centrale nucleare a fine vita è già calcolato nel KW/h, e continuano a tirarlo fuori. Saluti.
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