L’onorevole di Fli aveva ipotizzato un utilizzo da parte di alcune deputate del proprio corpo per ottenere la candidatura. Ieri è toccato a un uomo, Giorgio Stracquadanio del Pdl, replicare al fatidico quesito: «È assolutamente legittimo - ha spiegato - che ognuno di noi utilizzi quel che ha, l’intelligenza o la bellezza che siano». E se anche un deputato o una deputata «facessero coming out e ammettessero di essersi venduti per un posto in lizza, non sarebbe una ragione sufficiente per lasciare la Camera o il Senato». A Stracquadanio sono arrivate le accuse più varie, da «pappone» a «aberrante» a «che schifezza». Le più aspre dall’Italia dei Valori. Ma anche nel Pdl sono state espresse critiche dure, in particolare dalle donne. Stracquadanio si è poi corretto in una successiva intervista con il sito clandestinoweb: ha spiegato cioè di non aver «mai detto che in parlamento sia legittimo prostituirsi»: «Come in qualsiasi altro lavoro, l’aspetto fisico è importante. Basta con questa ipocrisia». Il terreno è comunque scivolosissimo e gli attacchi per lui sono rimasti tutti in piedi. Bocciatura anche dalla responsabile pari opportunità del Pdl, Barbara Saltamartini: «È questo il messaggio che vogliamo lanciare ai giovani?». Roberta Angelilli, vicepresidente del Parlamento europeo per il Pdl: «Dichiarazioni volgari e inaccettabili». Si passa poi a Futuro e Libertà: «Dichiarazioni aberranti», per la marocchina Souad Sbai. Pd, il vicecapogruppo al Senato, Luigi Zanda: «Concezioni nauseabonde». La capogruppo, Anna Finocchiaro: «Che schifezza». Infine pure la deputata finana Angela Napoli reagisce indignata all’agenzia Asca: «Parole offensive per le donne». Ma era stata lei ad aprire il dibattito, dieci giorni fa, non certo un uomo. Stracquadanio ha poi rincarato al canale Repubblica tv: «Tutte le ragazze del Pd hanno conquistato il loro posto per meriti scientifici e culturali?». Oggi nuove risposte.
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