Stuprano ancora. E noi li scarceriamo

Continuano le aggressioni contro le donne. E se i carabineri arrestano in pochi giorni i bruti di Guidonia la magistratura li libera. Ma la logica e la morale vorrebbero questi malviventi rinchiusi in una cella. Milano, nella "fabbrica" di clandestini

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I branchi crescono, dilagano, terrorizzano, al Nord, al Centro e al Sud, con tecniche d’aggressione sempre eguali e con imprese infami alle quali, comunque, non ci rassegneremo mai. Stupratori con l’istinto dei lupi – ci perdonino i predatori dei boschi – sempre abituati a cacciare in gruppo, ancora romeni. Qualche giorno fa hanno colpito a Guidonia, mercoledì scorso i loro emuli e connazionali hanno attaccato a Sibari, in Calabria, e poco importa che la vittima questa volta sia una madre romena e non una ragazza italiana: identico è lo sdegno per l’oltraggioso disprezzo per la donna, considerata una preda più o meno legittima e non una persona. E ogni oltraggio è morte, lo stupro è un attacco micidiale al nostro sistema di convivenza.
Entrambi i casi sono stati risolti dalla sagacia delle forze dell’ordine - carabinieri, per l’una e l’altra vicenda - che hanno agito con rapidità e determinazione: a Guidonia li ha guidati la traccia di un cellulare, in Calabria è stata la ferma volontà della donna vittima dello stupro, che ha descritto, con una freddezza che deve esserle costata tanto, i tatuaggi dei suoi carnefici.
La cronaca, al pari della storia, può essere maestra di vita, o almeno una supplente. Da queste vicende si possono trarre subito due lezioni, grazie anche alla forza delle cifre: 1) i romeni costituiscono la new entry più preoccupante – nessuno vuole criminalizzare nessuno, ma parlano i numeri – sul palcoscenico della criminalità italiana; 2) le forze dell’ordine sono all’altezza delle responsabilità loro affidate dalle istituzioni e, soprattutto, dai cittadini.
Ma l’altro braccio della legge, intendiamo la magistratura, è all’altezza delle necessità imposte dai tempi, oppure è troppo spesso paralizzato da incertezze dovute all’eccesso di discrezionalità, lassismo e burocratica vocazione all’utopia? La domanda s’impone, perché proprio in materia di stupri ci sono state decisioni che hanno sconcertato i cittadini, inducendoli a dubitare, con fondati motivi, della funzione della magistratura. Innanzitutto, c’è quel giudice che ha concesso gli arresti domiciliari allo stupratore di Capodanno, confermando l’opinione diffusa che non contano la gravità e l’allarme sociale del reato, ma l’orientamento – indipendente dalla legge - del giudice che la roulette giudiziaria ti assegna. Ma non è un caso isolato. Il Gip che ha confermato l’arresto per gli stupratori di Guidonia ha anche concesso i domiciliari ai loro due favoreggiatori, anch’essi romeni.
Ma come? Le belve del branco stavano per partire verso la Romania e ci sono fondati motivi per ritenere che i favoreggiatori volessero fornire loro appoggio logistico organizzando una tappa in Veneto. Ebbene, con la concessione degli arresti domiciliari è probabile che gli stessi complici degli stupratori vengano inviati in Veneto. A due passi dalla frontiera orientale, a due passi dalla fuga.
Gli italiani non sono più in grado di capire. Quale giustizia è questa, a chi va riservata la permanenza nelle galere? E in base a quali criteri?.
I messaggi che con queste ordinanze o sentenze si inviano sono deleteri. Ci sono i componenti dei branchi in atto e in potenza che, lette le cronache, possono dirsi: «Sì, si può fare, quest’Italia è un Paese molle e tenero come un formaggio, in cui si possono fare tanti buchi». E ci sono tanti cittadini che si aspetterebbero una giustizia piena. Che per ora non sempre c’è.
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COMMENTI

58 commenti su  1  2  3  4  5  6  7  8  9  10   pagine dal più vecchio | dal più recente
#58 sandro7562 (13) - lettore
il 01.02.09 alle ore 22:15 scrive:
Questi nuovi casi di stupro, con relative scarcerazioni facili sono l'ennesimo caso di ingiustizia all'italiana e ci dimostrano il vero pericolo per la convivenza democratica rappresentato da questa magistratura irresponsabile che pensa solamente a difendere i suoi privilegi e non la sicurezza dei cittadini,con la complicità di una sinistra ipergarantista che con le norme di legge, volute soprattutto dai cosiddetti progressisti,ha causato ormai la completa impunità per i delinquenti.
#57 LoZioTazio (1173) - lettore
il 01.02.09 alle ore 20:27 scrive:
E poi i magistrati e la sinistra tutta hanno la faccia tosta di venirci a dire che la giustizia non ha bisogno di una radicale e profonda riforma!
#56 zen39 (361) - lettore
il 01.02.09 alle ore 18:50 scrive:
Se i magistrati applicano alla lettera la legge mi chiedo perchè la maggioranza che è abituata a fare decreti a oltranza non interviene a modificare queste norme così inadeguate a fronte della situazione odierna. Non si tratta forse di casi di comprovata urgenza ? Almeno cosi i magistrati non hanno più alibi.
#55 Francesco U. (1277) - lettore
il 01.02.09 alle ore 18:10 scrive:
Questa è la magistratura che manifesta e si offende per le mancate intercettazioni. quando poi le stesse ti permettono di arrestare un branco di animali, loro li tirano fuori perchè devono dare conto ai padroni politici. Perchè non ragli per questo, Weltroni?
#54 Davide (4966) - lettore
il 01.02.09 alle ore 17:49 scrive:
Se non si interviene in tempo saranno gli stessi cittadini a farsi giustizia. Già nell'aria si respira qualcosa di simile ma che non deve avvenire assolutamente, sarà solo peggio. Propongo che all'arresto i criminali vengano rispediti al loro Paese a scontare la pena. In Romania per casi simili la chiave la buttano!
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