Su Facebook la rabbia di chi vive in via Padova

Grondano rabbia i commenti sulla pagina di Facebook dedicata alla strada di Milano teatrodell'omicidio del un giovane egiziano e di una guerriglia fra immigrati notrdafricani e sudamericani. "La vita in via Padova, a Milano, è un'esperienza che va raccontata anche se non sempre con molto orgoglio"

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Milano - Contro gli stranieri, "animali, bestie", contro istituzioni e forze dell'ordine, "perché lo Stato in via Padova non c'é". Grondano rabbia i commenti sulla pagina di Facebook dedicata alla strada di Milano teatrodell'omicidio del un giovane egiziano e di una guerriglia fra immigrati notrdafricani e sudamericani. "La vita in via Padova, a Milano, è un'esperienza che va raccontata anche se non sempre con molto orgoglio". Il fondatore, Francesco Galli, presenta così il gruppo del social network dedicato a questo stradone dove, come scrivono alcuni degli oltre mille iscritti, le risse sono la norma, non è impossibile vedere persone con un machete in mano e la canotta rossa di sangue, e dove la scorsa estate, quando l'Egitto ha battuto l'Italia alla Confederations Cup la comunità egiziana ha bloccato l'intera via. Subito dopo i disordini di ieri la pagina si è riempita con brevi cronache, commenti e fotografie.

"Ora spero che tutti quelli che pensavano alla civiltà di certi animali si rendano conto che proprio questo distingue l'uomo dalle bestie", scrive Antonino Lupo puntando, come molti, il dito verso gli stranieri. "Un'auto della polizia, ferma, in mezzo alla rotonda - è la testimonianza di Aldo Boni de Nobili -. Gridavo: 'Polizia, ma non fate niente? Stanno sfasciando tutto! Dovete fare qualcosa! E' una vergogna!'. La mia voce rimbalzava contro lo sguardo immobile del poliziotto. Il dolore dell'omissione. Lo Stato non c'é. C'é solo la vergogna di un sistema che ha perso". C'é poi chi, come Marino Viola, invita gli abitanti della zona a reagire: "Riunitevi in assemblea, non pagate più le tasse comunali finché non sarà ripristinato l'ordine pubblico e risarciti i danni: nessun tribunale potrà condannarvi".

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COMMENTI

#2 mopy (1645) - lettore
il 14.02.10 alle ore 19:27 scrive:
A chi giova questo caos? Le elezioni sono ad un passo e la gente trarrà le sue conclusioni.Ma parte questo,una dissennata politica di sinistra, sotto le pressioni della caritas, ha portato negli anni i magistrati a non applicare le leggi vigenti ed uno stolto buonismo ha consentito a migliaia e migliaia di disgraziati di venire da noi senza nessun controllo.Ora sono troppi,violenti, incontrollabili.Ci vorrà tempo, mezzi e sacrifici per riportare l'ordine civile.Per primi i magistrati, poi i Prefetti, poi i cittadini.I sindaci dovranno pretendere ed imporre che le leggi siano rispettate da tutti.Altrimenti sarà la guerra civile e le armi potrbbero essere l'unico modo per difendersi da questi teppisti,specie se governati dall'islam.
#1 maan (783) - lettore
il 14.02.10 alle ore 17:02 scrive:
Ma siamo più noi o loro ? E allora basta piagnucolare se la Polizia non può intervenire ( anche questo grazie ai comunisti perché è più facile che venga indagato un agente che un delinquente ) reagiamo noi..... FUORI LE PALLE ITALIANI !!
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