Sulle gemelline siamesi non decida solo la scienza ma si ascolti anche l'etica

La loro nascita è una conquista. Ora crescono insieme il più possibile. In quella che è, innanzitutto, una scelta in favore della vita, i medici siano alleati dei genitori

di -

Giordano Bruno Guerri, nel suo articolo sul doloroso caso delle sorelline siamesi, si augura che a scegliere siano i genitori. Ma i genitori delle gemelle nate con un cuore in comune hanno già scelto: lo hanno fatto quando hanno saputo della loro drammatica condizione, ed hanno deciso continuare la gravidanza e farle venire al mondo così come erano, pur nell’angoscia e nella sofferenza che accompagna sempre la nascita di bambini gravemente disabili.

È stata innanzitutto questa libera decisione dei genitori ad indicare ai medici la via da seguire: la vita per le loro figlie, il meglio per le loro figlie. Già, i medici, perché pur con la massima condivisione delle decisioni che saranno prese, saranno le considerazioni degli esperti a stabilire cosa ne sarà delle due bambine. Spetta a loro dire se ci sono possibilità per le gemelle di continuare a vivere insieme, o invece se è ragionevole intervenire perché almeno una delle due si salvi, o ancora se invece ogni tentativo sarebbe vano per entrambe e si può solamente accompagnarle al loro destino, nel modo più indolore possibile.

A quanto sappiamo, sembra che l’unico cuore, a sua volta malformato, non riesca a far vivere tutte e due le bambine, unite. Anche altri organi sono in comune. In queste ore, secondo quanto diffuso dai media, i medici stanno valutando le possibilità di intervento, consultando anche alcuni comitati etici: se divise, pare che una delle due avrebbe una possibilità apprezzabile di sopravvivenza (intorno al venti per cento). Ma separare le due bambine significa lasciare il cuore solamente ad una di loro, e causare direttamente, anche se non volutamente, la morte dell’altra.

Una decisione e un atto da vertigine. Non si tratta, però, della versione tecnoscientifica della Scelta di Sophie, il film che racconta la tragica violenza a cui è sottoposta una madre, costretta a scegliere tra le sue creature. Sarebbe ingiusto nei confronti di quei genitori coraggiosi, e di quei medici che li stanno aiutando, affrontare questa storia come una decisione sulla vita e la morte, una decisione di cui ci si deve assumere la responsabilità, decretando: «tu sì, tu no».

Genitori e medici sono alleati, in questa vicenda assolutamente drammatica, nel cercare di far vivere chi ce la può fare, se una delle due ce la può fare. Mai come questa volta, il criterio di scelta è proprio la vita: lo sforzo di tutti è nel cercare di far crescere le bimbe il più possibile, proprio perché l’intervento avvenga nelle condizioni migliori, perché la possibilità che almeno una delle due sopravviva aumenti. E le due gemelline, finora, ce l’hanno fatta: nate premature, sono cresciute di peso, ed hanno già subìto un primo intervento palliativo, che le ha aiutate.

L’illusione che invece mi inquieta è quella che ci possa essere una valutazione solo tecnica, e che i medici siano tenuti a fornire un parere che non abbia alcuna valenza etica. L’etica è una questione nobilissima, scrive Guerri, e però in questo caso «non c’entra e non deve entrarci»: il rischio, sempre secondo Guerri, è che si apra un dibattito astratto sulla vita e la morte, anzi che si arrivi a «disquisizioni» che con la vita e il dolore reale poco hanno a che fare. Ma la tecnica, e così la scienza, non sono e non possono mai essere separate dall’etica, né possono essere per così dire eticamente neutrali. Non esiste un atto umano che è possibile sottrarre al giudizio etico, perché l’agire morale appartiene alla nostra quotidianità e alla vita reale delle persone.

Se, come sembra di capire, le due bambine insieme non riuscirebbero a sopravvivere, allora l’eventuale intervento di separazione servirà ad aiutare almeno una a vivere, nel tentativo di evitare una doppia morte. Non sarà, quindi, la scelta di far morire una e di far vivere l’altra, ma il tentativo di salvare almeno una persona da morte certa.

Ingrandisci immagine

ANNUNCI GOOGLE

COMMENTI

16 commenti su  1  2  3  4   pagine dal più vecchio | dal più recente
#16 gimma71 (221) - lettore
il 22.07.11 alle ore 17:36 scrive:
Certo che avete un bel modo di interpretare la legge. Alcuni pontificano con certezza quale sia la verità senza pensare che stanno parlando della vita e della morte di due bimbe... Forse perché non sono figlie vostre, altrimenti vi garantisco che non sarebbe così semplice e scontato decidere di non farle nascere. è una decisione personale e nessuno si può e deve permettere di contestarla. Si può non essere d'accordo, ma bisogna rispettare la decisione di una madre, sia quando decide di abortire, sia quando decide di non farlo. Se la natura citata da giudiziodivino avesse voluto intervenire avrebbe avuto un aborto spontaneo, ma così non è stato.
#15 giudiziodivino (42) - lettore
il 22.07.11 alle ore 12:57 scrive:
Non credo di avere la verità in mano ma le nostre leggi parlano molto chiaro al riguardo. I genitori e in particolar modo la madre non è voluta assolutamente intervenire in quello che è il corso naturale di una gravidanza pur conoscendo la situazione. Ora si dovrebbe lasciar fare il corso alla natura. Qualora i genitori dovessero decidere per un qualsiasi intervento a cuoi seguirebbe la morte di una delle due - già ampiamente preventivata - devono essere indagati per mandanti di omicidio volontario premeditato. Non sarà etica ma è la legge.
#14 pietrom (971) - lettore
il 21.07.11 alle ore 16:41 scrive:
#5 singaporegiove15min.: "X pietrom: ...Ma sul fatto specifico delle gemelline potrebbe anche accadere che uno sfortunato donatore posso dare loro un nuovo piccolo cuore." - Due gemelli siamesi in quelle condizioni, anche fosse disponibile un cuore da un donatore, non potrebbero vivere in condizioni dignitose dopo un intervento. La vita non sempre vale la pena di essere vissuta, e chi nega cio' di solito non si e' mai trovato in situazioni tragiche. Vedo in chi e' disposto a tutto pur di far vivere una persona in condizioni limite un misto tra sadismo e timore di Dio, da blandire con "opere buone", ma solo per la propria coscienza.
#13 silvio frappa (1002) - lettore
il 21.07.11 alle ore 14:57 scrive:
Prima capitano dei genitori che possono essere solo dei miserabili fanatici religiosi per aver fatto nascere simili creature pur conoscendo i fatti... ora tutta la miseria intellettuale di un paese incivile vuole mettere bocca su chi e su come deve vivere... tutto questo è colpa, è deformazione, è prepotenza ed è ignoranza dovuta al dannato vaticano, che ha nei secoli AVVELENATO le menti delle persone distruggendo tutto ciò che di NATURALE avevano dentro. Questo vaticano è un cancro della mente e della civiltà che ci stà distruggendo, io me ne sono liberato presto, ed auguro a tutti di fare altrettanto. Proveranno e capiranno una nuova qualità di vita e di partecipazione, qualcosa di razionale e costruttivo fuori dal becero oscuro fanatismo .
#12 Andrea 68 (1189) - lettore
il 21.07.11 alle ore 12:53 scrive:
#10 gimma71 beh mi spiace che Lei consideri delle baggianate le spese del SSN dopo che hanno rimesso i tickets. Quello che non ha compreso è che queste "missioni impossibili" servono solo a soddisfare i dogmi della chiesa (come la legge sul testamento biologico) e sono riversate sul contribuente. Anche su chi come me non è d'accordo. Mi piacerebbe sapere poi, a proposito di salvare vite umane, cosa ne pensa Lei dei salvataggi dei barconi di migranti (in genere zeppe di persone sane anche se stremate) che, a detta della maggioranza dei lettori di questo giornaletto, ci costano un occhio della testa. E di conseguenza cosa ne pensa dell'aiutare queste persone, una volta in Italia, con ovvie spese di denaro pubblico, alle quali io sono più favorevole e che preferisco come Lei, alle spese per l'auto blu di qualcuno. Mi spieghi quindi la sua visione della vita sono sicuro mi interesserà. saluti
16 commenti su  1  2  3  4   pagine RSS commenti | Cosa sono?
- correlati
+ correlati