Tangente da 6 milioni: arrestato Del Turco Ed è scontro tra il premier e la magistratura

Il presidente della Regione Abruzzo (leggi la scheda) è stato arrestato dalle Fiamme gialle nell’inchiesta sulla sanità. Presi anche altri assessori regionali e funzionari dell’ente. Berlusconi: "Il solito teorema". La replica dell'Anm: "Il premier discredita la magistratura"

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Pescara - Il presidente della Regione Abruzzo, Ottaviano del Turco, è stato arrestato questa mattina dalla Guardia di finanza nell’ambito dell’inchiesta sulla sanità condotta dalla procura della Repubblica di Pescara. Il provvedimento di custodia cautelare ha riguardato anche altri assessori regionali e funzionari dell’ente. La notizia è stata diffusa dall'agenzia Agi.

Gli arrestati Il numero complessivo delle persone sottoposte ad indagine allo stato è di 35 persone. Oltre al presidente della Regione Abruzzo che - secondo quanto si è appreso è stato condotto in carcere - sono in carcere il segretario generale della presidenza della Giunta regionale Lamberto Quarta, il capogruppo del Pd in Consiglio regionale Camillo Cesarone, l'assessore al Commercio Antonio Boschetti, Gianluca Zelli (ex funzionario del gruppo di cliniche private di Vincenzo Angelini), l'ex manager della Asl di Chieti Luigi Conga. Agli arresti domiciliari, invece, si trovano l’ex presidente della Fira (Finanziaria regionale abruzzese) Giancarlo Masciarelli, l’ex assessore alla Sanità del centrodestra Vito Domenici, l’assessore alla Sanità Bernardo Mazzocca e il suo segretario particolare Angelo Bucciarelli. Al direttore generale dell’azienda sanitaria regionale, Francesco Di Stanislao, è stata applicata la misura del divieto di dimora a Pescara.

L'inchiesta Gli arresti sono stati eseguiti a conclusione di un settore delle indagini condotte dalla Procura della Repubblica di Pescara sulle cartolarizzazioni dei crediti vantati dalle case di cura private nei confronti delle Asl abruzzesi. Le indagini sono state condotte dal Nucleo di Polizia Tributaria del comando provinciale della Guardia di Fiannza di Pescara con il contributo dei carabinieri del Nas di Pescara e della sezione di P.G. dei carabinieri presso la Procura di Pescara. Tra i delitti contestati ci sono l’associazione per delinquere (Masciarelli, Donenici, Conga, Boschetti, Del Turco, Quarta, Cesarone, Boschetti, Mazzocca, Bucciarelli Di Stanislao, Masciarelli), il riciclaggio (Zelli), la concussione in danno dell’imprenditore della sanità Maria Vincenzo Angelini anche egli indagato ma nei confronti del quale il Gip non ha ritenuto, per la importante collaborazione di disporre la misura cautelare richiesta (Domenici, Masciarelli, Del Turco, Cesarone, Quarta, Bucciarelli, Boschetti, Conga), la corruzione Del Turco, Cesarone), oltre a truffe aggravate, falsi, abusi d’ufficio ed altro.

Le indagini degli inquirenti Questa seconda tranche dell’inchiesta prenderebbe spunto da quella che fu definita "la cena del capretto" effettuata a casa di Giancarlo Masciarelli due sere prima del suo arresto, avvenuto il 26 ottobre 2006. Vi parteciparono oltre al padrone di casa, Del Turco, Boschetti, Cesarone e Quarta. In quella circostanza, secondo quanto si è appreso, i cinque avrebbero stabilito la ripartizione illecita legata alla seconda parte della cartolarizzazione. Nella prima inchiesta erano coinvolte 45 persone di cui undici furono arrestate. La Guardia di Finanza sta perquisendo tutto il primo piano di Palazzo Centi all’Aquila, sede della Giunta regionale, nel quale vi sono gli uffici del presidente e di Quarta.

Il giro di corruzione Le somme provento della presunta corruzione e delle presunte concussioni sono 200mila euro per Del Turco e Cesarone; 5.800.000 euro per Del Turco, Cesarone e Quarta (oltre a tentativo per altri 250 mila euro); 110 mila euro per Cesarone e Boschetti; 15 mila euro per Cesarone; 500 mila euro per Domenici e Masciarelli ( oltre al tentativo per per altri 500 mila euro); 6.250.000 (oltre a 550 mila euro promessi ma non versati) per Conga. Altre ingenti somme sarebbero state inutilmente pretese o riscosse - secondo quanto accertato dale indagini - da indagati nei confronti dei quali non sono state richieste o applicate misure cautelari.

Verso le elezioni anticipate La Regione Abruzzo potrebbe andare ad elezioni anticipate. E' quanto si apprende da fonti della Regione che spiegano come i domiciliari del governatore Ottaviano Del Turco abbiano messo in moto gli articoli 44 e 45 del nuovo statuto regionale. Al momento, visto che Del Turco a causa di un "impedimento temporaneo", gli arresti, non può più esercitare funzioni, è il vicepresidente, Enrico Paolini, a guidare la Regione in base all’articolo 45 che lo delega a sostituire il presidente per l’ordinaria amministrazione in caso di "assenza o impedimento temporaneo". Nel pomeriggio ci sarà una riunione informale di giunta per capire se è però possibile applicare l’articolo 44 del nuovo Statuto che recita: "La rimozione, l’impedimento permanente, la morte o le dimissioni volontarie del presidente della Giunta comportano le dimissioni della Giunta e lo scioglimento del Consiglio". In questo caso l’interdizione dai pubblici uffici in caso di condanna, o più verosimilmente le dimissioni di Del Turco, porterebbero di fatto allo scioglimento del Consiglio regionale e alle dimissioni della Giunta e, di conseguenza, alle elezioni anticipate. Al momento gli uffici legislativi della Regione stanno lavorando per valutare se ci siano o meno gli estremi per applicare l’articolo 44 dello Statuto. 

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COMMENTI

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#151 Zio Gianni (938) - lettore
il 14.07.08 alle ore 21:26 scrive:
*** >Satirina< "Otto-mano del Turco", Duca degli Abruzzi.*
#150 sarahice (28) - lettore
il 14.07.08 alle ore 21:01 scrive:
Non era del tutto infondato il mio sospetto su Di Pietro. Ha subito chiesto elezioni anticipate e ricambio generazionale. Vuole l'Idv al governo della Regione, è scontato!
#149 vincenzoaliasilcontadino (2509) - lettore
il 14.07.08 alle ore 20:48 scrive:
Molte volte mi dicevano beati voi che al Sud non avete delinquenti. Come la corruzione e avete il sole! Già che solone sto Cristianucci, ma crediate che a Bari non ci siano già dieci persone inquisiti alla Regione Puglia? Perché se alzassero il C** con ispezioni nella Sanità crediate che non trovino le mani infarinate? Infarinate viene da chi val al mulino si infarina e di paste e dolcetti scherzetti ne fanno come la sanità! Vi racconto un episodio ascoltato alla TV BLU, un antenna di Scanzano Jonico. Parlava un Primario di Lodi che spiegava che aveva operato un signore che aveva avuto un incidente e operato in Lucania subito ebbe dei dolori ma erano naturale per i medici! Giunto per un controllo a Lodi ebbe la sentenza nell anca aveva un pezzo di perno più lungo che gli causava dolori! Il Primario sempre di Lodi sosteneva che l operazione di Raffaele fitto era eccellente dicendo che non solo servano buoni dottori in Ospedale ma meglio in accettazione poiché la qualità non costava dolori, morti e tanti danè, ma arrivato Niky Vendola ecco lo scempio smantellato tutto e verso Taranto ricordate i morti e adesso 10 indagati. Poi cosa dire la divisione dell Acqua Pugliese divisa in due società metà a Potenza, ad un Dirigente DS, l altra Società ad un Ligure, Presidenza Margherita. In poche parole, vero o no, che le COOP uniscono più Società per il massimo lucro e risparmio! Allora perché Niky Comunista, fa il contrario? Poi, cosa ne pensate se una Società Amministrata con poco più di 200 milioni di lire, passi a oltre i 700 mila euro, percepiti non da ex, ma Dirigenti di Partito? vincenzoaliasilcontadinoatgmail.com MT
#148 Wolf (6306) - lettore
il 14.07.08 alle ore 20:46 scrive:
@Sylvia Mayer, con la precisione di sempre fa un esempio assai concreto. Esempi come quello fanno pensare ad una magistratura affetta da disturbo bipolare, schizoide insomma. Ogni tanto si sveglia e guarda caso sempre in momenti politici "particolari". Sarò malizioso ma a me puzza assai. L'unica costante è il beneficiario: adp, lo descolarizzato manettare che vuole conquistare l'Italia. Regards.
#147 angelo41 (161) - lettore
il 14.07.08 alle ore 20:22 scrive:
A prescindere dalla colpevolezza o meno di Del Turco, ma non è lo stesso che prese le distanze da Craxi con parole sprezzanti? Chi sputa in cielo.........................................................
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Alessandro Sallusti
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