martedì 09 febbraio 2010
Aggiornato al 09/02 alle 20:54
 INTERNI
sabato 12 settembre 2009, 09:08

Tarantini: "Sbaglia chi dice di non conoscermi" D'Alema: "Non ho mai avuto rapporti con lui"

L'imprenditore indagato per droga, prostituzione e appalti della sanità pugliese, si sente come un collaboratore di giustizia con le confessioni pubblicate. "Emiliano e D’Alema hanno detto di non conoscermi: fornirò tutte le indicazioni". D'Alema: "Mai avuto rapporti con lui"

  Strumenti utili
 Carattere
caricamento in corso...
caricamento...
 Invia a un amico
 Stampa
 Rss
Condividi su Facebook
Bari - Ha paura e teme per la sua vita. Si sente come un collaboratore di giustizia che, dopo aver rivelato ai magistrati i nomi dei responsabili di alcuni omicidi, vede le proprie confessioni pubblicate dai giornali. È lo stato d’animo di Gianpaolo Tarantini che afferma di temere per la sicurezza sua e della sua famiglia e confessa che, se qualcuno dovesse minacciarlo, non esiterà a chiedere alle forze di polizia e alla magistratura di essere tutelato, proprio come si fa con i "pentiti" di mafia. Le proprie preoccupazioni Tarantini le annota nell’esposto che stamani, assieme al suo avvocato Nicola Quaranta, ha depositato nelle mani del procuratore della Repubblica di Bari Antonio Laudati. Proprio al magistrato Tarantini ha lamentato il danno "devastante" che ha ricevuto dalla pubblicazione dei verbali secretati dei suoi interrogatori finiti due giorni fa sul "Corriere della Sera".

Dubbi sulla veridicità delle dichiarazioni Tarantini ha spiegato a Laudati che la pubblicazione degli atti ha danneggiato anche la sua posizione processuale. Per due motivi: perchè reca pregiudizio alla riservatezza e alla reputazione sua e delle altre persone, alcune delle quali non hanno responsabilità penali, i cui nomi compaiono nei verbali; ma soprattutto perchè gli investigatori stanno verificando la veridicità delle sue dichiarazioni, anche attraverso testimoni di riscontro che Tarantini stesso ha indicato a verbale. Il ragionamento dell’imprenditore è questo: se il teste già sa - sintetizza - che io ho fatto il suo nome agli investigatori può precostituirsi (o essere indotto da altri a precostituire) una versione falsa dei fatti che mi danneggerà sicuramente. Proprio sulla veridicità delle dichiarazioni di Tarantini si gioca il futuro processuale dell’imprenditore barese che al termine dei cinque interrogatori del luglio scorso ha chiesto di patteggiare la pena per tutti i reati per i quali è indagato dal pm Giuseppe Scelsi: cessione di droga, associazione per delinquere finalizzata alla corruzione e favoreggiamento della prostituzione. Una richiesta che la procura ha respinto perchè sono necessarie altre indagini utili anche a capire se Tarantini sia attendibile.

"Sbaglia chi dice di non conoscermi" "Sbagliano quanti oggi dicono di non conoscermi o di non ricordarsi di me. Farebbero bene a ricordarsi chi sono". Così l’imprenditore barese Gianpaolo Tarantini ha risposto in Procura alle domande dei giornalisti che gli facevano notare che in molti, soprattutto uomini politici, affermano di non conoscerlo dopo aver saputo dei suoi guai giudiziari. "Emiliano e D’Alema - ha detto Tarantini incalzato dai giornalisti - hanno detto di non conoscermi: se ce lo chiederanno gli inquirenti forniremo tutte le indicazioni utili". Si riferisce alla cena in un ristorante di Bari, a cui eravate presenti Lei, Massimo D’Alema e il sindaco Michele Emiliano? "Sì, ma non dico nulla perchè su quella cena sono in corso indagini da parte della Procura della Repubblica".

D'Alema: "Mai avuto rapporti con Tarantini"
"Confermo che non ho mai avuto rapporti con Tarantini. Se afferma il contrario, spieghi come, quando e dove". Lo ha detto Massimo D’Alema, arrivando alla festa della destra Atreju, dove terrà un dibattito con il ministro della Difesa, Ignazio La Russa.
Pagina  12  | Successiva 
28 commenti su  1  2  3  4  5  6   pagine dal più vecchio | dal più recente
#28 c_gera (540) - lettore
il 13.09.09 alle ore 10:42 scrive:
Leggo stupore, indignazione e rabbia per la fuga di notizie riguardante, l’inchiesta di Bari, perché coperte da segreto istruttorio. A questi signori chiedo: sono convinti che in Italia ci sia il segreto istruttorio? Se le indagini riguardano Berlusconi sicuramente no, e nessuno si scandalizza perché affermano che la gente ha il diritto di sapere, anzi, a chi suggerisce prudenza ed attenzione viene immediatamente tirata fuori la solita manfrina sulla liberta di stampa, che sarebbe posta in pericolo qualora i giornali non potessero pubblicare quanto di loro conoscenza. Sorvolando ed ignorando alla grande eventuali problemi di legalità sul sistema di acquisizione delle notizie. La cosa è considerata assolutamente irrilevante. Perfetto. Ma se questa è la regola, deve valere per tutti. Anche quando le informazioni, pur riservate, riguardano D’Alema e soci. O volete vedere che se la talpa o l’infiltrato divulga illegalmente notizie sul Cavaliere è un eroe della Patria (roba da ricordare intestandogli vie o piazze), mentre se rende pubblici verbali che mettono in difficoltà i sinistri è un traditore della Nazione? Claudio Gera
#27 pellini susanna (1607) - lettore
il 13.09.09 alle ore 9:46 scrive:
Un commento...ma perchè ci si scandalizza tanto per la fuga di notizie?Visto che tutti i processi durano fino alla prescrizione.Se non ci fosse fuga di notizie chi ne saprebbe niente?Con questa magistratura che fa sempre in modo che i processi durino abbastanza per arrivare alla prescrizione?Solamente in questo modo l'opinione pubblica almeno ne verrebbe informata.I signori politici casta degli intoccabili,dovranno bene prima o poi fare i conti con i cittadini.Auguro loro che alle elezioni vengano solo regolarmente *******i.e con loro tutti quei partiti che coprono gli scandali in ogni maniera possibile,in modo da almeno evitare la rivoluzione di piazza.Ma questo popolo oramai tra droga e alcool è talmente anestetizzato che a malapena riesce a stare in piedi...immaginiamoci se ha la forza e la dignita' di reagire nella maniera giusta per questi scandali che tutti insieme hanno formato in 50 anni il maggior debito pubblico Italiano pro capite nel mondo.
#26 abj14 (280) - lettore
il 12.09.09 alle ore 20:16 scrive:
#15 papik40 (4) + #25 Uchianghier (412) – Concordo e devo dire che mi sorprende, pardon mi fa incazzare, come dei verbali ancora coperti da segreto istruttorio possano essere pubblicati impunemente. Me ne frego se a sfavore o a favore di Pinco o Pallino. Fughe ce ne saranno sempre e dubito saranno mai scoperte, ma non si parlava a suo tempo di stangare i giornali con multe tanto appropriate quanto efficaci per sradicare questo malcostume? Ma in ossequio a qual diritto di libertà uno scribacchino può permettersi di citare nomi/fatti esponendo delle persone, magari risultate poi innocenti, al pubblico ludibrio? On.le Alfano, o chi per lui, esiste una legge in tal senso? Se sì, perché non è applicata e da chi; se no, è difficile crearla? SB & Co, ve la date una scossa (vera) o no?
#25 Uchianghier (486) - lettore
il 12.09.09 alle ore 12:22 scrive:
Perchè il Corriere ha pubblicato le notizie degli interrogatori di Tarantini coperti da segreto istruttorio? Come mai le carte sono sfuggiti al controllo dei magistrati? Ci sono magistrati alle cene di Tarantini? Il giornalista ha voluto avvertire qualche persona della nomenclatura pugliese? Chi risponde a queste domande che nascono spontanee.
#24 dario/a (459) - lettore
il 12.09.09 alle ore 12:02 scrive:
Leggo sulla stampa che la famosa cena sarebbe costata 3000 euro per 80 persone, circa 40 euro a testa. Ha ragione D'Alema, un uomo di successo come lui non va alle cene per poveri cristi.
28 commenti su  1  2  3  4  5  6   pagine
caricamento in corso...
caricamento in corso...

Pubblicità

I nostri servizi