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sabato 12 settembre 2009, 09:08

Tarantini: "Sbaglia chi dice di non conoscermi" D'Alema: "Non ho mai avuto rapporti con lui"

L'imprenditore indagato per droga, prostituzione e appalti della sanità pugliese, si sente come un collaboratore di giustizia con le confessioni pubblicate. "Emiliano e D’Alema hanno detto di non conoscermi: fornirò tutte le indicazioni". D'Alema: "Mai avuto rapporti con lui"

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Bari - Ha paura e teme per la sua vita. Si sente come un collaboratore di giustizia che, dopo aver rivelato ai magistrati i nomi dei responsabili di alcuni omicidi, vede le proprie confessioni pubblicate dai giornali. È lo stato d’animo di Gianpaolo Tarantini che afferma di temere per la sicurezza sua e della sua famiglia e confessa che, se qualcuno dovesse minacciarlo, non esiterà a chiedere alle forze di polizia e alla magistratura di essere tutelato, proprio come si fa con i "pentiti" di mafia. Le proprie preoccupazioni Tarantini le annota nell’esposto che stamani, assieme al suo avvocato Nicola Quaranta, ha depositato nelle mani del procuratore della Repubblica di Bari Antonio Laudati. Proprio al magistrato Tarantini ha lamentato il danno "devastante" che ha ricevuto dalla pubblicazione dei verbali secretati dei suoi interrogatori finiti due giorni fa sul "Corriere della Sera".

Dubbi sulla veridicità delle dichiarazioni Tarantini ha spiegato a Laudati che la pubblicazione degli atti ha danneggiato anche la sua posizione processuale. Per due motivi: perchè reca pregiudizio alla riservatezza e alla reputazione sua e delle altre persone, alcune delle quali non hanno responsabilità penali, i cui nomi compaiono nei verbali; ma soprattutto perchè gli investigatori stanno verificando la veridicità delle sue dichiarazioni, anche attraverso testimoni di riscontro che Tarantini stesso ha indicato a verbale. Il ragionamento dell’imprenditore è questo: se il teste già sa - sintetizza - che io ho fatto il suo nome agli investigatori può precostituirsi (o essere indotto da altri a precostituire) una versione falsa dei fatti che mi danneggerà sicuramente. Proprio sulla veridicità delle dichiarazioni di Tarantini si gioca il futuro processuale dell’imprenditore barese che al termine dei cinque interrogatori del luglio scorso ha chiesto di patteggiare la pena per tutti i reati per i quali è indagato dal pm Giuseppe Scelsi: cessione di droga, associazione per delinquere finalizzata alla corruzione e favoreggiamento della prostituzione. Una richiesta che la procura ha respinto perchè sono necessarie altre indagini utili anche a capire se Tarantini sia attendibile.

"Sbaglia chi dice di non conoscermi" "Sbagliano quanti oggi dicono di non conoscermi o di non ricordarsi di me. Farebbero bene a ricordarsi chi sono". Così l’imprenditore barese Gianpaolo Tarantini ha risposto in Procura alle domande dei giornalisti che gli facevano notare che in molti, soprattutto uomini politici, affermano di non conoscerlo dopo aver saputo dei suoi guai giudiziari. "Emiliano e D’Alema - ha detto Tarantini incalzato dai giornalisti - hanno detto di non conoscermi: se ce lo chiederanno gli inquirenti forniremo tutte le indicazioni utili". Si riferisce alla cena in un ristorante di Bari, a cui eravate presenti Lei, Massimo D’Alema e il sindaco Michele Emiliano? "Sì, ma non dico nulla perchè su quella cena sono in corso indagini da parte della Procura della Repubblica".

D'Alema: "Mai avuto rapporti con Tarantini"
"Confermo che non ho mai avuto rapporti con Tarantini. Se afferma il contrario, spieghi come, quando e dove". Lo ha detto Massimo D’Alema, arrivando alla festa della destra Atreju, dove terrà un dibattito con il ministro della Difesa, Ignazio La Russa.
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28 commenti su 1  2   3  4  5  6   pagine dal più vecchio | dal più recente
#18 Allen Ferrari (405) - lettore
il 12.09.09 alle ore 10:19 scrive:
D'Alema dice di non aver mai avuto rapporti con Tarantini credo intendesse rapporti intimi "di letto" allora ci credo, ma cene di "compagnia" e rapporti di "navigazione" sembra proprio li abbia avuti, solo che non si ricorda!!!!! amnesia di comodo?
#17 pellini susanna (1685) - lettore
il 12.09.09 alle ore 10:08 scrive:
Il solito ballo della manfrina molto in uso al sud,ne abbiamo visti a centinaia di situazioni del genere in 50 anni,poi finisce in genere con la prescrizione per scadenza dei termini.Ed i soldi fregati,non sono tornati mai, nemmeno un centesimo.Addirittura quando si è preteso di aumentare un prezzo di acquisto conocordato e volutamente giudicato troppo basso,si sono spesi 750 milioni in piu' per l'acquisto(inutile) di teleserbia,e nessuno ne ha saputo piu' nulla.Era implicata la trimurti.Altri tempi altri giornali.Bla bla bla indignazione un po di stampa in piu,minacce di tutti i tipi e poi silenzio.Un teatrino che si ripete per le connivenze trasversali di una democrazia debole di tipo sudamericano....la famosa repubblica delle banane.Solo che da noi a nessuno conviene fare la rivoluzione sia da destra o da a sinistra.Troppi gli agi e le comodita' sia di chi governa che dell'opposizione,...e i cittadini comuni considerati solo delle mucche da lavoro da mungere il piu' possibile.
#16 c_gera (544) - lettore
il 12.09.09 alle ore 8:45 scrive:
#9 cast49, D’Alema e soci, da anni sguazzano alla grande nel nostro Paese: mangiano, bevono, si arricchiscono, si ritengono bravi, moralmente e culturalmente superiori a tutti, ma alla fine dicono di non sapere niente di niente. Ne governare, quando hanno avuto le occasioni, né a capire la nostra società, e ci vogliono fare credere che vengono invitati in certi consessi solo perché hanno dei bei baffini. Che carini! A mio avviso, invece quello che sanno fare benissimo, e su questo sono dei veri maestri, è prendere per i fondelli gli italiani, e lo stanno impunemente facendo da almeno una quarantina d’anni. Claudio Gera
#15 papik40 (29) - lettore
il 12.09.09 alle ore 2:42 scrive:
Sono indignato con chi ci governa! Non posso accettare che in fase di accertamenti i verbali, senza neppur pensare a quelli secretati, vengano resi di dominio pubblico. I magistrati, il CSM condannano! I politici inveiscono ma non fanno nulla per eliminare questa barbarie! Eppure basterebbe una semolice leggina: Chiunque diffonda notizie processuali prima dell'inizio del processo vedra' la propria emittente chiudere per almeno 6 mesi. Difficile togliere questo malcostume? E' forse degno di un paese civile che un imputato debba essere giudicato prima del processo?
#14 yure22 (1167) - lettore
il 12.09.09 alle ore 0:21 scrive:
D'alema é un sismologo, toglilo dalle scosse e non sa più nulla: l'uomo che non sapeva troppo.
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