Terremoto, il Nordest ha tremato di paura

Da Bolzano a Rovigo e da Verona a Belluno, qualche crepa sui muri ma niente danni né feriti. Alle 6.13 di ieri tutti svegli per un boato. Ai pompieri di Trento 500 telefonate. Il governatore Zaia: "La Protezione civile si è mossa presto e bene"

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«Questa mattina alle 6.13 mi sono svegliato e come prima reazione al letto che batteva contro il muro mi ci sono buttato sotto, ancora prima di realizzare che fosse un terremoto. Poi, guardando fuori dalla finestra, ho visto che il condominio di fronte a casa mia aveva tutte le luci accese e così ho capito». Alessandro da Arco (Trento) commenta così, sul sito del Gazzettino, il sisma avvertito nella prima mattina di ieri in tutto il Veneto e in tutto il Trentino, con epicentro tra i comuni di trentini di Avio e Ala e quelli veronesi di Brentino, Ferrara di Monte Baldo e Sant’Anna d’Alfaedo, proprio sopra il lago di Garda. E se Alessandro, insieme a moltissimi altri, è stato svegliato dal letto trasformato in una sorta di disco volante, vuol dire che la scossa è stata forte. E infatti, pochi minuti dopo è arrivata la misurazione ufficiale: magnitudo 4,2 della scala Richter, secondo i rilievi dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. Quanto basta per farsi sentire anche nelle province di Vicenza, Padova, Venezia, Rovigo, Treviso, Belluno e Bolzano.

A un anno esatto dalla grande alluvione che ha messo in ginocchio la pianura veneta, con Vicenza città finita in buona parte sotto l’acqua e il fango, a poche ore dal bis concesso dalla violenza della natura, resa devastante dall’incuria umana, in Liguria, per pochi ma interminabili secondi ieri mattina decine di migliaia di persone hanno pensato che fosse in arrivo un’altra tragedia. E il pensiero di chi ha l’età per averlo vissuto sulla propria pelle è andato veloce a quel 6 maggio del 1976, quando il Friuli venne squarciato a morte da un sisma terrificante. Stavolta, per fortuna, il bilancio si chiude con tanta paura, qualche crepa da verificare ma nessun danno a persone o a cose, come recita la documentazione burocratica diffusa poche ore dopo l’evento.

Certo, nel cuore della notte quel botto forte, quel rumore di fondo di suppellettili che si spostano improvvisamente, hanno indotto molte persone ad attaccarsi al telefono per chiamare i vigili del fuoco, più per avere informazioni e denunciare l’accaduto che per richiederne l’intervento.

Volendo contabilizzare la paura, basti dire che i residenti dei paesi del Trentino che più hanno avvertito la scossa hanno effettuato 500 chiamate alla centrale dei vigili del fuoco. In mattinata il grosso del lavoro è stato quello di andare a verificare la consistenza e l’eventuale pericolosità delle crepe causate dal terremoto. I primi sommari riscontri sono rassicuranti: si tratterebbe solo di qualche spaccatura superficiale, a livello di intonaco, con gli edifici pubblici non interessati da danni significativi. Stesso discorso per Verona e per le altre province colpite.
Si diceva dell’alluvione di un anno fa, per la quale il governatore del Veneto, Luca Zaia, ha fatto un po’ da garante in qualità di commissario straordinario. A questo proposito il Veneto celebrerà in questi giorni il primo triste anniversario dell’esondazione dei fiumi avvenuta il 1° novembre del 2010 e se c’è una lezione che è stata imparata bene è quella di tenere sempre oliata la macchina dell’emergenza.

«Il nostro sistema di Protezione civile - ricordava ieri Zaia a poche ore dalla scossa avvertita in tutta la regione - è attivo dalle 6.15 per affrontare le eventuali problematiche che derivassero dal terremoto, coadiuvato anche da numerosi volontari, che ringrazio per il loro grande impegno. Lo stato di allerta dei nostri uomini proseguirà per tutto il tempo necessario».
Fortuna ha voluto che non ci fosse bisogno di mobilitazioni particolari, soprattutto in quelle zone già martoriate dall’alluvione che di tutto hanno bisogno tranne che di un’altra catastrofe. «Ore 6.13, guardo la sveglia che riflette l’ora al soffitto mentre tremo con il letto e tutto il resto - commenta Nico da Noale (Venezia) -. L’angoscia è rimasta e ancora ho paura, ricordo troppo bene il ’76 in Friuli». È anche questo uno dei tanti interventi diffusi in rete da veneti e trentini rimasti atterriti dalla paura, per fortuna solo per pochi secondi, quanto è durata la scossa più forte, poi doppiata da una di assestamento molto più debole, e non avvertita dai residenti, quattro ore dopo.

«Abbiamo tranquillizzato facilmente le persone», assicura la Protezione civile di Trento. Ma ieri pomeriggio, a diverse ore dalla scossa, erano ancora molti quelli che cercavano di esorcizzare la paura esternando pensieri e scacciando incubi via internet.

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COMMENTI

10 commenti su  1  2   pagine dal più vecchio | dal più recente
#10 Angelo_1976 (2) - lettore
il 31.10.11 alle ore 17:09 scrive:
Mio caro sig. sorciverdi, rispondo solo a coloro che hanno offeso delle persone che non hanno più il diritto sulle proprie case, che anche se volessero non Possono e lo ripeto non possono fare nulla da soli, in quanto grazie al presente statocon burocrazia ecc non dà modo di fare. Rispondo solo a quelle persone che li definiscono "comunisti" solo perchè hanno osato scendere in piazza per far vedere lo stato reale delle cose. Si faccia dire da i suoi amici aquilani se c'è o non c'è ancora l'esercito per le strade e lo stato di degrado e di abbandono non voluto. E non c'è solo l'Aquila anche altri paesi più piccoli sono alle stesse condizioni. S'informi del fatto che tra poco gli aquilani dovranno rrestituire le tasse non pagate e tutte insieme(non mi pare che per altri eventi sia stato lo stesso). Non ho nulla da dire alle persone che si sono rimboccate le maniche e hanno risolto da sole come i friulani..ma gli è stato permesso!! Bello pensare ai problemi delle exmogli!
#9 gianni59 (1785) - lettore
il 30.10.11 alle ore 23:03 scrive:
a l'Aquila anche se ciascuno si mettesse di tasca propria a ricostruire (visto che gli aiuti non arrivano) non potrebbe farlo, perché c'è ancora confusione sulle normative e nessuno può agire....
#8 sorciverdi (1259) - lettore
il 30.10.11 alle ore 22:53 scrive:
#7 Angelo_1976: credo che le sue affermazioni e le offese (: zombi, cervelli fusi, etc.) da parte sua a chi simpatizza col CDX servano solo a connotarla politicamente e non ad avvalorare le sue opinioni su come si è lavorato a L'Aquila! Ho amici aquilani o totalmente apolitici o da scheda bianca che hanno fatto commenti diametralmente opposti al suo per cui fatico a crederle sulla parola. Non mi pare che il Governo sia stato con le mani in mano e se offendere gli aquilani è sbagliato, altrettanto sbagliato è esprimersi come fa lei. Se ha delle lamentele da fare, le notifichi alle Autorità invece di limitarsi a mugugni del tutto improduttivi. Riguardo ai Friulani mi pare che tutti dobbiamo esprimere loro il massimo del plauso per la loro grande capacità di riprendersi e per la laboriosità che permise una rapida rinascita nonostante nessuno avesse costruito per conto loro neppure case in legno dentro le quali, come lei dice, piove e che credo sarebbero comunque state utili. Saluti.
#7 Angelo_1976 (2) - lettore
il 30.10.11 alle ore 16:34 scrive:
Vorrei solo dire ai ben parlanti che parlano male degli aquilani, di venire a L'Aquila e vedere di persona cosa realemente è stato fatto dal vostro idolo del cavolo!! vedere le case in legno che ci piove dentro...vedere quanta gente ancora dorme in albergo, vedere con i propri occhi cosa realemente è successo e non le 4 cavolate chela tv vi fà bere, aprite il cervello siete solo degli zombi! Tanto di cappello a chi ha lavorato per il proprio paese, ma se non viene data la possibilitàdi tornare nelle proprie abitazioni dietemi come si dovrebbe fare....visto che ci sono ancora i militari a presidiare a non far entrare a L'Aquila chi vuol ricostruire...informatevi cervelli fusi dal B.
#6 gianky53 (1323) - lettore
il 30.10.11 alle ore 15:21 scrive:
Abito in zona e di solito a quell'ora sono già sveglio. Stranamente proprio ieri mi sono svegliato dopo, senza aver sentito niente. Mi son perso il terremoto e ci sono rimasto male, ma nemmeno Chicco, il mio Yorky si è scomposto, lui che dorme dentro casa, ma sente i gatti passare anche con le finestre chiuse e il camion dei rifiuti da lontano e allora si scatena e fa il demonio. Niente... Il mio vicino invece l'ha sentito, e tanti altri, al punto da farne l'argomento del giorno. Il terremoto non è una cosa piacevole, ma poi penso che dove vivo il terreno è argilloso e poggia su un lago sotterraneo che costituisce la più ricca riserva d'acqua dolce d'Europa. Beh, penso, farà da cuscinetto... e se ci sono chiese e palazzi ancora in piedi da sette, otto e più secoli, vuol dire che almeno nel periodo forti terremoti in zona non ne abbiamo avuti. Speriamo bene.
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