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lunedì 09 novembre 2009, 08:00

Treviso, Messa vietata a scuola per rispettare gli alunni non cattolici

Negato il diritto di entrare in chiesa alle scolaresche. Per rispettare i non cattolici, gli alunni di Cordignano hanno partecipato alla commemorazione laica del 4 novembre

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Treviso - A messa? Non sia mai. Gli alunni delle elementari e medie di Cordignano (Treviso) potrebbero subire uno choc se la festa del 4 novembre, oltre che con l’orazione civile davanti al monumento dei Caduti, venisse celebrata anche con una funzione religiosa. Che direbbe quel 10 per cento di ragazzini stranieri? Dopo aver tolto il crocifisso dalle aule, si vuole forse creare un conflitto interiore agli islamici? Certo che no. E così, manuale del laicismo e disposizioni europee alla mano, le due scolaresche dell’Istituto comprensivo di Cordignano sono rimaste sul sagrato del Duomo, quasi quest’ultimo fosse la casa del demonio e non quella del Signore.

«Mi sono stupito - ha dichiarato al Gazzettino monsignor Piergiorgio Santon - che in chiesa non ci fosse nessun rappresentante della scuola. Erano tutti fuori, davanti al municipio, in attesa di partire per la processione. Ma la messa era parte integrante della commemorazione. È inaudito che, a causa di pochi alunni di altre religioni, venga negato, alla maggior parte dei ragazzi, che sono cristiani, battezzati e frequentano la parrocchia, il diritto di entrare in chiesa».

Il sacerdote ci è rimasto male. E all’amarezza è subentrata presto, se non la collera, la voglia di mettere i puntini sulle «i». «Mi hanno detto che la scelta della scuola si spiegava col rispetto dovuto alle altre religioni. Dico, ma ai cristiani che rispetto è stato riservato?».
Anche al presidente dell’Associazione combattenti e reduci, Gino Piccoli, erano state date queste spiegazioni. Poi, visto che la tradizione culturale di una nazione è difficile da cancellare a colpi di decreti, è successo che nel corso della cerimonia civile ci sia scappata pure la benedizione. Sì, perché agli italiani che sono morti durante la Prima guerra mondiale nessuno, per fortuna, ha voluto negare la consueta benedizione.

«Ma ci è stato chiesto di portare i ragazzi alla commemorazione civile e questo abbiamo fatto - tiene a precisare Carlo Berlese, vicepreside dell’istituto -. Non c’era nessuna motivazione anticattolica, ci mancherebbe». «Ma nella nostra scuola oltre il 10 per cento degli alunni è straniero - ha spiegato Berlese al Gazzettino - e sono molte le famiglie di cordignanesi che non avrebbero gradito la nostra presenza a messa. Qui lavoriamo e ci confrontiamo con ragazzi di dieci diverse etnie e questo testimonia il profondo cambiamento subito da questa società». I cambiamenti intervenuti sono tali che la dirigente scolastica Maria Grazia Bollettin, dirigente scolastica di Villafranca Padovana a suo tempo licenziata dal direttore per «incapacità gestionale» (e perché aveva rifiutato di portare gli alunni proprio a una cerimonia del 4 novembre per non urtare la sensibilità degli alunni stranieri), ha vinto il ricorso e ha ottenuto dal giudice del lavoro il reintegro nel posto.

C’è da giurare che, se i dirigenti scolastici di Cordignano, anziché dribblare con attenzione le chiese, avessero portato le classi in duomo, il licenziamento in tronco si sarebbe abbattuto inesorabile. Togliere i crocifissi, introdurre approfondimenti sull’Islam ed evitare qualsiasi contatto con luoghi cristianamente sacri. Queste sono le istruzioni «superiori».
A Cordignano ci è scappata la benedizione in piazza, ma c’è da star sicuri: l’anno prossimo si vedrà di evitare anche questa scivolata.

183 commenti su  1  2  3  4  5  6  7  8  9  10   pagine dal più vecchio | dal più recente
#183 ermetere (1191) - lettore
il 11.11.09 alle ore 20:24 scrive:
A #182 Don Atheo: il che ci riporta a quanto da me affermato. In orario scolastico, significa esattamente questo.Anche l'ora di religione, che è facoltativa, è in orario scolastico. Se non ci vuoi andare vai in biblioteca,fai l'ora alternativa,torni a casa o entri un' ora dopo,giustificato. Nulla impediva di lasciare sul sagrato 10 allievi su 200 con uno o due docenti a seguire le parate, entrare in Duomo per la funzione, e riunirsi dopo. Anche i film che si vanno a vedere con la classe, sono in orario scolastico. Se non mi piace,ma la maggioranza insieme ai docenti ed ai rappresentanti l'ha scelto, semplicemente, vado in un'altra classe o in biblioteca,ovunque ci sia un sorvegliante, e non vado con gli altri. Quanto al suo nick, mi sono limitato a farle i complimenti. renderne conto? Figuriamoci che mi frega,si chiami pure come vuole.
#182 Don Atheo (65) - lettore
il 11.11.09 alle ore 16:26 scrive:
#170 ermetere: si rilegga meglio le sentenze da me citate. Non c'è scritto "a scuola" ma "in orario scolastico". Come nel caso in questione. Per quanto riguarda il mio nickname, scelgo quello che mi pare e piace senza dover rendere conto a lei.
#181 duefebbraio (7) - lettore
il 10.11.09 alle ore 0:48 scrive:
#169 nic56 - Sono perfettamente d'accordo con lei! anzi avrei una proposta da fare.. Perchè tutti quei bravi insegnanti, politically correct dediti all'integrazione a tutti i costi non li mandiamo a fare un bel periodo di "pratica" di insegnamento in quei paesi che tanto vogliono tutelare dalla nostra indiscriminata voglia di esprimere e mostrare liberamente a CASA NOSTRA il nostro credo e le nostre radici..? scommettiamo che quando tornano il crocefisso lo appendono loro alle pareti delle aule? e che il parroco a far funzioni settimanali in aulo lo chiamano loro..?
#180 duefebbraio (7) - lettore
il 10.11.09 alle ore 0:28 scrive:
E' solo uno stupido lento suicidio ad opera di pochi che riescono con la loro ottusità e prepotenza culturale ad ammazzare radici profonde di provenienza storica, sociale e di valori che ci distinguono da oltre duemila anni... certo nessuno di noi può dire di essere un buon cristiano, perchè "chi non ha peccato scagli la prima pietra", ma le regole del buon cristiano le rispettiamo inconsciamente e quotidianamente molto più di quanto non crediamo neppure noi stessi.. quanti tra di noi si mettono a fare discussioni aperte con chi invece ti sbatte in faccia direttamente il suo pensiero prepotente e infamante? quanti di noi non hanno dentro un innato senso di solidarietà e si prodigano ad aiutare il prossimo senza pensare, anche nei piccoli gesti? quanti di noi avrebbero la maleducazione e la mancanza di rispetto di andare a vivere in un altro paese e dire "sono offeso dai tuoi simboli religiosi levali dalla mia vista perchè ne vengo turbato"? cosi pochi da poter dire NESSUNO...
#179 ermetere (1191) - lettore
il 09.11.09 alle ore 23:53 scrive:
A #171 michageo: che dire? Innanzitutto i complimenti, buon seme da buon frutto. Visti i genitori, non mi aspettavo niente di meno che il meglio, ed ha mantenuto le aspettative. Purtroppo ha ragione. Il bello (o meglio, il brutto), è che spesso tale ignavia è perfino non richiesta da chi si ritiene debba gradirla. Sa che i musulmani più acculturati, quelli che ritengono di dover davvero educarsi religiosamente ed educare i figli, le bambine spesso le mandano dalle suorine?Dove almeno sanno che ambiente è,rispetto a certe scuole pubbliche. Sa che la Dante Alighieri di Istanbul,unica italiana, privata cattolica,è frequentata pure da musulmani ed ebrei? Crocefissi ovunque,preghierina inizio e fine corso,ora di religione facoltativa,con lettera dei genitori. In una classe di 25 sa quanti ce n'eran fuori? 3 Gli altri seguivan tutti,senza problemi.Compresi 3 musulmani e due ebrei. Alla domanda ai genitori sul perché, risposta: Studiano e imparano,poi il corano/torah, lo facciamo a casa.
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