Turismo sociale, ecco la ricetta della Brambilla: fasce deboli in vacanza con i contributi statali

"Un modello per lo sviluppo del turismo sociale": è questo per la Brambilla il senso dell'accordo firmato con l'Istituto nazionale di previdenza per i dipendenti dell'amministrazione pubblica. I pensionati, le famiglie con bassi redditi e i disabili potranno andare in vacanza usufrendo del sistema dei buoni vacanze e di un contributo statale del 45% del costo del vaggio 

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Roma - Il governo non va mai in vacanza, anzi aiuta le persone più svantaggiate ad andarci. “Un modello per lo sviluppo del turismo sociale in Italia”. Lo ha definito così il ministro del Turismo, Michela Vittoria Brambilla, l’accordo di collaborazione firmato con il presidente dell’ Istituto nazionale di previdenza per i dipendenti dell'amministrazione pubblica, Paolo Crescimbeni. Un'intesa che permetterà agli iscritti Inpdap, ai pensionati, alle famiglie con bassi redditi e ai portatori di disabilità di ogni livello, di effettuare soggiorni in località turistiche grazie al sistema dei buoni vacanze. Sistema che il Ministero del Turismo ha finanziato dalla loro attivazione nel 2010 con 10 milioni di euro e che prevede l’erogazione di un contributo statale fino al 45% del costo del viaggio.

In vacanza in ogni periodo dell'anno Con la Riforma del Turismo, appena entrata in vigore, viene poi reso stabile l’istituto dei Buoni Vacanze che si finanzierà con la quota dell’8 per mille destinato allo Stato. E dunque, adesso gli iscritti all’Inpdap che appartengono alle categorie sopra descritte, in qualsiasi periodo dell'anno, potranno prenotare una vacanza nelle strutture convenzionate godendo di tale importante contributo dello Stato e contando su una quota aggiuntiva di pari entità messa a disposizione dall'istituto.

Fondi per i disabili Una particolare attenzione sarà riservata poi alle persone con disabilità che avranno diritto ad un contributo raddoppiato rispetto all’ordinario. L'Inpdap ha stanziato 2 milioni di euro per le vacanze dei propri iscritti nel 2011 e ulteriori risorse saranno garantite per i successivi due anni. Dalla prossima settimana l’istituto avvierà la selezione delle famiglie che avranno diritto al contributo sulla base criteri socio-economici già previsti per i Buoni vacanze.

La persona al centro dell'azione di governo “Quello che presentiamo – ha spiegato il ministro – è un vero e proprio modello per lo sviluppo del turismo sociale nel nostro Paese. Diamo così attuazione ai principi sanciti dal nostro “Manifesto per la promozione del Turismo accessibile”, sostenendo il diritto alla vacanza senza barriere, né fisiche né di reddito. L’accordo sarà un esempio che mi auguro possa essere seguito da altre casse previdenziali o realtà similari, interessate ad investire sul miglioramento della qualità della vita dei propri iscritti appartenenti alle fasce più deboli della popolazione. La persona è, da sempre, al centro della nostra azione di governo – ha ricordato il ministro – La vacanza rappresenta un’esperienza essenziale per il benessere psicofisico e un momento di arricchimento culturale e sociale. Tutti devono avere diritto a questa opportunità di miglioramento della propria qualità di vita”.

 

 

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COMMENTI

17 commenti su  1  2  3  4   pagine dal più vecchio | dal più recente
#17 stufo (696) - lettore
il 23.07.11 alle ore 12:39 scrive:
Come no. Scegliamoli tra quelli delle case popolari, che già gli paghiamo Suv e box, così quando tornano non hanno problemi a trovare parcheggio. Iinfatti, potete star sicuri, quelli che ne hanno veramente bisogno non vedono mai un piffero.
#16 singaporegiove15min. (952) - lettore
il 23.07.11 alle ore 10:31 scrive:
Ma quale turismo, ai piu` deboli servono pane e lavoro prima di tutto.
#15 lazzarus450 (170) - lettore
il 23.07.11 alle ore 10:01 scrive:
otimo,ma non so come fare per ottenere questa agevolazione,chi mi aiuta?
#14 white_knight (76) - lettore
il 23.07.11 alle ore 9:57 scrive:
L'idea potrebbe anche essere buona e la appoggerei, certo che leggere "i dipendenti dell'amministrazione pubblica" fa venire i brividi. Si tratta di personaggi già privilegiati con migliaia di benefit dei quali, meritati, ne troviamo uno su cento, come chiunque abbia avuto a che fare con l'amministrazione pubblica per qualche motivo ovviamente sa.
#13 cic (58) - lettore
il 23.07.11 alle ore 9:34 scrive:
Io ho un'azienda di falegnameria; fatti i conti, mi converrebbe fare lo spazzino sotto lo stato. Si perché stipendio sicuro, nessuno ti manda via, pensione, assistenza sanitaria, lavoro non usurante, ferie retribuite, malattia, invalidità, facilitazioni mutui di qua di là etc io invece se mi taglio una mano sono rovinato - alla prossima voto Bertinotti, tanto é uguale, anzi lui aveva detto che tutti i lavoratori vanno equiparati.
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