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giovedì 19 novembre 2009, 09:02

Ue, delusione D'Alema. Agli Esteri la Ashton Il premier belga Van Rompuy presidente

Passa il ticket col candidato ufficiale del Pse, la britannica Catherine Ashton e il premier belga Van Rompuy. Sfumata la candidatura di Massimo D'Alema che incassa con fair play: "Un onore essere candidato, auguri ai nominati"

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Bruxelles - Delusione per Massimo D'Alema, non ce l'ha fatta a diventare Mr Pesc. Il premier belga Herman Van Rompuy e la britannica di Catherine Ashton, nominati dai leader europei rispettivamente primo presidente stabile della Ue e primo nuovo Alto rappresentante della politica estera, ovvero ministro unico degli esteri della Ue. Contro le previsioni pessimistiche della vigilia, su maratone notturne e divisioni incolmabili tra i troppi interessi da far quadrare, la presidenza svedese di turno della Ue ha imposto il proprio ticket, emerso come vincente, dopo una breve consultazione tra i leader.

La baronessa Asthon L'esito del vertice è apparso quasi scontato dopo la decisione a sorpresa degli otto governi socialisti della Ue di candidare la britannica laburista Catherine Asthon, 53 anni, commissaria al commercio estero nella Commissione di José Manuel Durao Barroso, titolata baronessa, che ha scalzato l'ex premier italiano Massimo D'Alema nel ruolo di ministro degli esteri. Una mossa con la quale si sono neutralizzate due potenziali mine. La prima, rappresentata dall'insistenza del primo ministro britannico Gordon Brown sul nome dell'ex premier Tony Blair, temuto da diversi paesi (inclusi Francia e Germania) perché considerato una guida "troppo forte", che poteva fare ombra agli stati nazionali. E rifiutato da altri per la sua scelta di affiancare Bush nella guerra contro l'Iraq. La seconda, temutissima da Barroso, che deve passare al vaglio del Parlamento europeo, rappresentata dalla lobby rosa: le eurodeputate dei cinque più grandi parlamentari e molte eurovip hanno condotto una campagna di pressione a favore di candidature femminili, che alla fine è stata ascoltata: da oggi l'Europa ha la sua Madame Pesc, la sua Hillary Clinton.

I grandi sostenitori di Van Rompuy, cristiano democratico fiammingo, di 62 anni, sono stati il presidente francese Nicolas Sarkozy e la cancelliera tedesca Angela Merkel. Ma il merito di avere chiuso in modo indolore una partita che poteva essere molto controproducente per l'immagine dell'Europa nel mondo, è del premier svedese Fredrik Reinfeldt che con la tenacia e la pazienza di un 'diesel', ha portato a sintesi i tanti interessi e i diversi equilibri. E pazienza se il risultato è lontano alle grandi aspettative del dibattito lanciato otto anni fa per riformare le istituzioni europee e che puntava a dare all'Europa un suo George Washington.  

Fair play D'Alema "Faccio i migliori auguri alle persone che sono state nominate. È stato un onore essere stato candidato per un incarico così prestigioso in un momento così importante per l’Europa". Lo afferma D’Alema a proposito delle nomine dei nuovi vertici dell’Unione europea.

Schultz: "Peccato non sia candidato da governo socialista" Massimo D’alema è "un eccellente candidato" ma ha un problema "è il candidato di un governo non socialista". Lo ha affermato il capogruppo dei socialdemocratici al parlamento europeo, Martin Schulz arrivando al prevertice del Pse. "Come alto rappresentante dell’Ue per la politica estera - ha detto Schulz - Massimo D’Alema sarebbe un eccellente candidato come anche Miguel Angel Moratinos". "È sempre un candidato ed è sempre stata la mia proposta. Ma ha un problema - ha aggiunto - che è il candidato di un governo non socialista. Spero che la famiglia socialista avrà un candidato, che sia Massimo D’Alema o altri". Infine, in questo clima di grande incertezza, un’altra osservazione del capogruppo S&D a Strasburgo: "Chi entra nel conclave come papa spesso esce come cardinale".

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74 commenti su  1  2  3  4  5  6  7  8  9  10   pagine dal più vecchio | dal più recente
#74 Aldo Tommasi (3) - lettore
il 21.11.09 alle ore 23:40 scrive:
La delusione di D'Alema è il frutto della campagna denigratoria fatta dai giornali Italiani all'estero,e non solo anche politici,contrari a questo governo, e al Presidente del Consiglio in particolare.
#73 Luigi Fassone (1836) - lettore
il 20.11.09 alle ore 21:13 scrive:
Due mie considerazioni: Presidente o come diavolo si chiamerà,Europeo :il belga Herman Van Rompuy ,adesso non si potrà più pronunciare e scrivere Bruxelles,lui è di origine certamente fiamminga,dovremo adeguarci a "Brussel" . E le quote rosa ? Orbene,la teoria di queste quote si sta estendendo,era già arrivata perfino in...Afghanistan
#72 fedele50 (453) - lettore
il 20.11.09 alle ore 18:05 scrive:
quanti tafazzi su questo blog , che banda di esseri miserrimi, sono veramente andati...........
#71 fedele50 (453) - lettore
il 20.11.09 alle ore 17:54 scrive:
pellini susanna:si scrive L'ITALIA,............L'ITALIA...........E NON l'itaglia, bha , tempo perso.........
#70 fedele50 (453) - lettore
il 20.11.09 alle ore 18:00 scrive:
Aspice, pensa se al posto di S. BerLusconi ci fosse stato prodi,se il nostro non conta nulla il prode prodi solo un ectoplasma.cerca di respirare aria fresca ,ciao.
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