Ue, è allarme immigrati: in Italia il 25% degli arrivi, 12 milioni in più nel 2060

Nel 2060 l’Italia ospiterà 12 milioni di immigrati in più: oltre un quarto degli arrivi previsti in Europa. Tuttavia, a causa dell’invecchiamento della popolazione, sie stima che la popolazione italiana diminuirà

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Bruxelles - Da qui al 2060 l’Italia ospiterà 12 milioni di immigrati in più, pari a oltre un quarto degli arrivi previsti nell’intera eurozona (46,2 milioni) e a un quinto di quelli dei Ventisette (59 milioni). È quanto si legge nel Rapporto trimestrale sulla zona euro pubblicato oggi dalla Commissione europea. Secondo Bruxelles gli altri Paesi su cui si concentreranno i flussi migratori sono la Spagna (11,6 milioni) e la Germania (8,2 milioni).

L'allarme di Bruxelles "Secondo queste stime - osserva Bruxelles - la trasformazione di Spagna e Italia da Paesi di origine a Paesi di destinazione verrà confermata nelle prossime decadi". Tuttavia, a causa dell’invecchiamento della popolazione, l’esecutivo Ue stima che la popolazione italiana diminuirà, insieme a quella di Germania, Malta, Grecia, Slovenia e Slovacchia, mentre si prevedono aumenti per Belgio, Francia e Spagna, Irlanda, Cipro, Olanda, Finlandia, Lussemburgo, Portogallo e Austria.

L'intensità dei flussi migratori La Commissione prevede che l’intensità dei flussi migratori andrà scemando nel corso dei prossimi decenni: gli ingressi nell’Ue caleranno da 1,422 milioni nel 2008, pari all’1% della popolazione dell’eurozona, a circa 627mila nel 2060, pari allo 0,2%. Nel complesso la popolazione della zona euro dovrebbe salire del 6% dal 2008 al 2040, passando da 324,8 milioni a 345,5 milioni, per poi scendere del 3% a 335,1 milioni nel 2060. La previsioni di Bruxelles rilanciano il problema della "bomba" pensionistica, visto che nei prossimi cinquant’anni il rapporto tra ultrasessantacinquenni e popolazione attiva passerà dal 27% al 54%.

Le previsioni per il 2060 Nel 2060 oltre la metà della popolazione della zona euro avrà più di 55 anni, mentre per ogni dieci minori di 15 anni ci saranno otto ultraottantenni. Tuttavia, la Commissione indica anche che l’Italia è il Paese dell’eurozona dove l’invecchiamento della popolazione avrà l’impatto minore sui conti pubblici, limitato ad un aumento della spesa di circa 1,5 punti percentuali del Pil dal 2007 al 2060. In confronto, l’incremento sarà di 5,2 punti percentuali nella zona euro, e superiore a 7 punti in Lussemburgo, Spagna, Slovenia e Grecia.

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COMMENTI

55 commenti su 1  2  3  4  5  6   7  8  9  10   pagine dal più vecchio | dal più recente
#25 attilio baldan (785) - lettore
il 29.06.09 alle ore 17:10 scrive:
Finalmente qualche commento ponderato, in specie da parte di nuovi partecipanti al forum, dei quali si apprezza anche il nome e cognome al posto del solito nick dal quale lanciare insulti. Allora, visto il clima serioso, mi permetto per una volta una barzelletta di qualche anno fa, che mi sembra in tema. Siamo nell'anno 2060: su centinaia di ettari a granturco tra Bergamo e Lecco lavorano migliaia di braccianti. Ad un certo punto, si sente un gospel: "O mia bela Maduninina, che te brili de luntan...". Dall'alto di una collina, due senegalesi a cavallo con un mitra a tracolla guardano il tutto, ed uno dice all'altro: "Ecco! I bianchi saranno certo d'intelligenza inferiore, ma una cosa bisogna dirla, che la musica ce l'hanno nel sangue".
#24 onil (309) - lettore
il 29.06.09 alle ore 17:13 scrive:
Ma la Ue non ci dice se nel 2060 vivremo nelle riserve come gli indiani d'America
#23 geko (248) - lettore
il 29.06.09 alle ore 16:24 scrive:
qualche tempo fa ho letto il romanzo "L'ultima legione" di Valerio Massimo Manfredi, grandissimo scrittore di romanzi di storia. Nelle ultime pagine l'autore fa un paragone inquietante e avvincente al tempo stesso: i barbari assediavano l'impero romano su tutte le frontiere ma non volevano distruggerlo, mica erano stupidi, solo che loro facevano la fame nel posto in cui stavano e dall'altra parte del fiume vedevano un mondo ricco e prospero, volevano entrarvi a farne parte e l'unico modo era con la forza. Non si rendevano conto che cosi facendo avrebbero portato un intero sistema al collasso. Una cosa simile sta succedendo oggi con il ricco Occidente sempre più barricato per proteggersi dai migranti. Come le legioni non fermarono i barbari a me sembra difficile che la Lega o qualche legge europea possa fermare i migranti. Per cui... ognuno si prepari come meglio può!
#22 marco9999 (17) - lettore
il 29.06.09 alle ore 16:24 scrive:
Chi ha paura dell'immigrato? Ne hanno avuto paura gli americani quando hanno accolto milioni di italiani ad inizio 900? Se gli Stati Uniti sono diventati una potenza mondiale è anche perchè hanno saputo valorizzare gli immigrati. Non si sono limitati a dire che erano brutti, spochi, poveri e delinquenti.
#21 Corrado Luciani (218) - lettore
il 29.06.09 alle ore 16:22 scrive:
Investire per avere uno sviluppo economico alternativo nei paesi in via di sviluppo, anziché per voler "esportare democrazia", spendendo miliardi di dollari in armi, al fine di garantire certe lobby di industrie petrolifere, di produzione armi e di appalti di ricostruzione, forse aiuta ad avere meno profughi.
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