Un governo tecnico? Napolitano dirà no

La riforma elettorale è il grimaldello di chi spera di far fuori Berlusconi senza passare dal voto. Ma i congiurati del ribaltone stanno facendo i conti senza l’inquilino del Quirinale

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Il piano c’è, ma i congiurati del ribaltone stanno facendo i conti senza l’inquilino del Quirinale. La riforma elettorale è il grimaldello di chi spera di far fuori Berlusconi senza passare dal voto. A vederlo da lontano sembra un paradosso. Questa strana coalizione di finiani, centristi, dipietristi, piddini, con la solita combriccola di padri della patria e un poker di senatori sardi noti come i «quattro mori», punta a cambiare il governo con la scusa che ci sono da riscrivere le regole del gioco. Tutto questo è possibile solo se il presidente diventa loro complice.

Ma che dice Napolitano di questa storia? Nulla di ufficiale, ma per chi ha voglia di ascoltare i segnali sono chiari: non sono disponibile a certificare pasticci. Non è una novità. Lo ha già detto questa estate. «Non esistono governi tecnici, ma solo governi sorretti da una maggioranza politica». È passato un po’ di tempo e non ha cambiato idea. Il capo dello Stato, quando si dissolve una maggioranza, ha il dovere di verificare se in Parlamento c’è un’alternativa. Napolitano lo farà. Prima di sciogliere le Camere sonderà, chiederà, incontrerà, sentirà. Ma la sua azione ha un limite. La Costituzione, certo, e anche il buon senso. Il presidente in questi anni ha voluto costruirsi una fama di uomo super partes, amante del dialogo e dell’unità. Non vuole, né può permettersi un Paese in rivolta.

Quelli che lo tirano per la giacca ritengono che Napolitano possa appoggiare un governo «per riscrivere la legge elettorale». Si sbagliano. Napolitano chiede e vuole qualcosa di più. Il volto della maggioranza non può assomigliare a un mostro politico. Non può avere il naso di Fini, la bocca di Di Pietro, gli occhi di Bersani, le orecchie di Rutelli e le braccia di Pisanu e i suoi fratelli. La maschera delle riforme non basta a nascondere la truffa. Il presidente sa che questo ircocervo politico non ha alcuna sostanza. È solo un modo per risolvere la questione Berlusconi senza pagare dazio alla democrazia. È la scorciatoia, poco coraggiosa e abbastanza sporca, di chi è stato sconfitto due anni fa e non ha il coraggio di rigiocarsi la partita davanti agli italiani, è la sete di vendetta di chi ha rotto con il Cavaliere soprattutto per un’incompatibilità umana. Non è una scelta politica. Non è uno strappo che nasce da un progetto che punta al futuro. È un gioco di palazzo. È la prova matematica che la casta esiste. È uno scippo. È togliere agli italiani il diritto di scegliersi chi deve governarli. La beffa è che i congiurati non riuscirebbero neppure a mettersi d’accordo sulla legge elettorale. Litigherebbero sul doppio turno, sullo sbarramento del cinque per cento, su questo o quel maggioritario, su questa o quella variante esterofila. No, Napolitano non può permettersi tutto questo. Ha speso sei anni per rifarsi una verginità da post comunista. Non sarà lui a firmare il golpe.

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COMMENTI

38 commenti su  1  2  3  4  5  6  7  8   pagine dal più vecchio | dal più recente
#38 iltrisnonnoditigrino (1358) - lettore
il 06.10.10 alle ore 18:35 scrive:
Innominato (8) - Ehi purista, guarda che non basta copiaincollare “wishful thinking” per mimetizzare il raccapricciante “captazio benevolentia” che sbrodoli al posto di “captatio benevolentiae”: con o senza articolo (quarantena forzata?), sempre sugli scudi della cultura classica il mio ca*acritiche letterarie preferito!
#37 iltrisnonnoditigrino (1358) - lettore
il 06.10.10 alle ore 18:34 scrive:
Il vero motivo degli incubi di Poppolitano è un altro: teme una topica che in confronto i carrarmati a Budapest del ’56 sarebbero macchinine virtuali della playstation. E se, invece di avere come dice l’articolo “il naso di Fini, la bocca di Di Pietro, gli occhi di Bersani, le orecchie di Rutelli e le braccia di Pisanu e i suoi fratelli”, a causa di un sobbollimento di primarie, l’ipotetico governacchio putipù si ritrovasse col posteriore di Vendola?
#36 aldogam (5603) - lettore
il 06.10.10 alle ore 18:09 scrive:
Questi signori (si fa per dire) che giustificano il ribaltone con l'esigenza di riscrivere la legge elettorale, stanno organizzando la più marchiana truffa dell'epoca moderna. Vogliono una legge elettorale diversa? bene, presentino una proposta di legge, c'è il caso che la maggioranza la accetti, comunque, finchè nessuna proposta sarà presentata non possono sostenere che per modificare la legge è necessario costituire un accrocchio tecnico. Così è, ma purtroppo la nostra costituzione consente loro anche questi obbrobri.
#35 calogero capuano (2) - lettore
il 06.10.10 alle ore 17:48 scrive:
chi ha rotto con il Cav. non lo ha fatto per incompatibilità umana. Deve sserci di più. All'indomani delle elezioni regionali vi erano le condi-zioni per una serena navi-gazione che avrebbe potuto dimostrare la capacità di governo della coalizione saldata da berlusconi. chi ha aperto la crisi nel pdl proprio in quel momento sapeva di agire contro gl'interessi del paese e di compiere una azione proditoria. Perchè lo ha fatto ? A quale logica ris-ponde una simile condotta ? chi c'è dietro ? La scelta di tempo dimostra premedi-tazione: Berlusconi in questa fase ha bisogno di uno scudo giudiziario, senza rischia di subire una grave ingiusta condanna. non ha scelta, non può andare subito alle ele-zioni. il golpe può scattare. archiviata la pratica cavaliere il tradimento darà frutti sorprendenti. fini utilizzerà i suoi voti per candidarsi a capo del centro destra. qualcuno in grado di dargli una mano c'è. E questi è il committente. Lo stesso che aveva preteso la testa di tremonti?
#34 iltrisnonnoditigrino (1358) - lettore
il 06.10.10 alle ore 17:45 scrive:
Innominato (8) - Ehi purista, guarda che non basta copiaincollare “wishful thinking” per mimetizzare il raccapricciante “captazio benevolentia” che sbrodoli al posto di “captatio benevolentiae”: con o senza articolo (quarantena forzata?), sempre sugli scudi della cultura classica il mio ca*acritiche letterarie preferito!
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