UN REGALO A DUE GENERAZIONI

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Il ritorno italiano al nucleare sarà la cosa più importante che si sarà decisa in questo Paese negli ultimi 30 anni. Dobbiamo rendercene conto: la nostra civiltà è fondata sulla disponibilità di energia abbondante, economica e garantita secondo i nostri bisogni. E i nostri bisogni sono che essa deve essere erogata nel momento in cui viene richiesta e con la potenza richiesta. Non aver compreso quanto appena detto ha indotto la sbornia da eolico e fotovoltaico che il mondo, purtroppo, non ha ancora sbollito. Quando accadrà, sarà sempre tardi.
I combustibili fossili contribuiscono all’85% del fabbisogno d’energia primaria dell’umanità. Contribuiscono anche, nel mondo, al 66% del fabbisogno elettrico: per il resto, l’energia elettrica è prodotta da idro (17%) e nucleare (15%). Il restante 2% da geotermia e termovalorizzatori: come vedete, vento e fotovoltaico sono inesistenti (oddio, gli impianti - costosissimi - ci sono: sono solo inutili).
L’Italia è messa peggio del resto del mondo: i combustibili fossili soddisfano il 73% del nostro fabbisogno elettrico, l’idro il 10%, geotermia e rifiuti solidi urbani il 3%: anche in Italia, a dispetto dei colossali sperperi del precedente governo su eolico e fotovoltaico, questi sono quasi assenti. Se avete fatto le addizioni, rimane un 13% di fabbisogno: esso è coperto dal nucleare che importiamo dalla Francia. Insomma, nel mondo il nucleare è a +15% da noi, unici al mondo, a -13%. Non avete idea del danno economico che il Paese ha dovuto subire. Per farla breve: è da 20 anni che paghiamo alla Francia, ogni anno, l’equivalente di un reattore nucleare: come dire che un quarto del parco elettronucleare francese l’abbiamo pagato noi contribuenti italiani.
C’è però una ragione più profonda della necessità del ritorno al nucleare in Italia, ed è la stessa della necessità del suo potenziamento nel mondo: bisogna programmare una lenta e dolce uscita dall’economia del carbonio. Non, naturalmente, per via del riscaldamento globale - che è un colossale falso scientifico - ma perché la Terra non è piatta e infinita ma tonda e finita, e finiti sono petrolio, gas e carbone. La loro produzione, cominciata a zero nel passato, ha continuato ad aumentare finché, prima o poi, raggiungerà un picco massimo; che è stato anzi già raggiunto dal petrolio e il gas ci è vicino (il picco del carbone è ancora lontano, grazie alla sua maggiore abbondanza). Quel picco è un grave campanello d'allarme: da esso in poi la produzione della risorsa sarà inferiore alla domanda. O si corre ai ripari o saranno guai che non oso nemmeno immaginare.
I ripari non possono essere né eolico né fotovoltaico perché, per ragioni tecniche, queste tecnologie hanno una sola funzione: fanno evitare la combustione di combustibile convenzionale quando il sole brilla o il vento soffia. Quando il combustibile convenzionale sarà esaurito, non potranno far evitare la combustione di alcunché, e non avranno alcuna funzione. Qualcuno, con poca dimestichezza con la fisica, si illude coi pregi dell’accumulo della energia elettrica prodotta dal vento o dal fotovoltaico: mi spiace deludere, ma non è possibile, e alla prima occasione lo chiarirò.
L’unico riparo possibile è il nucleare: il buon Dio ci ha dato uranio e torio a sufficienza per alimentare il fabbisogno elettrico dell’umanità per oltre 10.000 anni, per cui la nostra civiltà, fondata sulla disponibilità di energia abbondante e garantita, avrebbe ancora lunga vita. Quella dei reattori nucleari è di 60 anni: installarli oggi, significa lasciare un bel regalo a ben due generazioni future. Se in Italia riusciremo a farlo, dovremmo esserne orgogliosi.

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COMMENTI

59 commenti su  1  2  3  4  5  6  7  8  9  10   pagine dal più vecchio | dal più recente
#59 Mari0722 (38) - lettore
il 28.02.09 alle ore 0:29 scrive:
Egr. Dott. Battaglia, la leggo e mi pento del tempo che ho sciupato a farlo. La prego, convinca delle sue teorie anche il Presidente degli Stati Uniti, altrimenti si "perderà" dietro alle fonti energetiche alternative invece di pensare a qualche centrale nucleare in più.
#58 rokko (2837) - lettore
il 25.02.09 alle ore 23:35 scrive:
#39 renzoriva: a proposito di "e qui casca l'asino", quand'è che le turbine eoliche sarebbero ferme del tutto ? L'evento è praticamente impossibile. Quel 20% è importante: significa che, sia pure per un solo giorno, una quota importante di energia è stata prodotta con l'eolico. Parlando dell'intero 2007, la Spagna ha coperto il 13% del proprio fabbisogno energetico con l'eolico. Se vi sembra poco ...
#57 gianmariax (1998) - lettore
il 25.02.09 alle ore 23:17 scrive:
#55 Alba78 Se vai in estasi per l'idea di una cosa del genere...devi vivere una vita davvero triste e grama. #54 micdipi I fotovoltaici durano almeno 20 anni e non 10.
#56 Biri107 (1343) - lettore
il 25.02.09 alle ore 21:15 scrive:
Gianmariax : che il riscaldamento globale sia, per ora almeno, "presunto" non lo dico io che non ho alcun elemento in merito, lo dice il prof.Battaglia e lo va ripetendo da vario tempo. E non è il solo. Penso si riferisca al fatto che prima di poter affermare una cosa del genere occorra verificare su tempi un po' più lunghi di un decennio o due. Ma il punto vero è di appurare se tale riscaldamento abbia origine antropica - come a molti fa comodo dire, pur senza alcuna prova - o non si tratti invece di oscillazioni naturali, come è infinitamente più probabile per i motivi già più volte accennati. Per quanto riguarda invece le sue osservazioni sulla democrazia, le cose stanno esattamente come dice Giuseppe Spotti : chi vince le elezioni - chiunque le vinca - ha il DOVERE di portare avanti il suo programma di governo senza dover continuamente patteggiare e accordarsi con l'opposizione : ascoltare sì, esserne condizionati no. L'era del consociativismo è finita. Semplice, no?
#55 Alba78 (3) - lettore
il 25.02.09 alle ore 19:35 scrive:
Sono un laureando in ingegneria meccanica e leggo sempre i suoi editoriali con interesse. Il mio sogno sarebbe vederla ad Annozero vs Realacci, Grillo e Legambiente, anche se per lei questo sarebbe un supplizio, ma l'idea che lei sia lì a smontare le loro fobie sulle centrali a fissione mi manda in estasi. Grazie di esistere
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Alessandro Sallusti
Gli Stati Uniti lo salutano come il "salvatore d'Europa", lui elogia Berlusconi "statista" ma poi sale in cattedra  continua..
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