martedì 09 febbraio 2010
 
 INTERNI
mercoledì 18 giugno 2008, 08:54

Università, la Gelmini: "Concorsi nazionali"

Il ministro chiede idee ai giovani per svecchiare gli atenei. E avverte: nuove regole per reclutare docenti e ricercatori. Ai dottorandi 240 euro in più al mese

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Roma - A.A.A. Giovani docenti e ricercatori cercansi per svecchiare il ministero dell’Università e progettare il futuro del Paese. Richieste idee veramente nuove, esclusi perditempo.

Non è una boutade ma la chiamata alle armi del ministro Mariastella Gelmini, pronta a invitare al ministero «i giovani docenti e ricercatori a partecipare ad un grande concorso di idee e ad aiutarmi a rendere realtà le idee migliori». L’ipotesi allo studio è quella di farsi inviare i profili dei giovani professori, accompagnati dalle loro proposte di innovazione, che verranno poi selezionate dal ministero stesso. Nella sua audizione alla commissione Cultura di Montecitorio, presieduta da Valentina Aprea, il ministro ha chiarito da dove intende partire per riportare gli atenei italiani e la nostra ricerca a livelli di eccellenza.
Prima di tutto nuove regole di reclutamento per professori e ricercatori. «Occorre una verifica nazionale di idoneità, riconosciuta da parte della comunità scientifica nel suo complesso», spiega la Gelmini. Dunque ripristino di concorsi a livello nazionale, in modo da evitare baronie e Dynasty accademiche con le cattedre che passano di padre in figlio come feudi medievali.

Una volta ottenuto il riconoscimento di idoneità, attraverso una selezione nazionale, si entrerà in una lista dalla quale i singoli atenei potranno attingere sulla base di propri criteri di valutazione. Si creerà in tal modo un doppio filtro. Nelle liste di idonei dovranno essere compresi, attraverso regole di riconoscimento dei titoli internazionali, anche studiosi che lavorano all’estero, siano essi italiani o stranieri.
Sarà il merito poi a incidere sullo stipendio dei docenti come annunciato nel settore scuola. «Il contratto nazionale fisserà soltanto la retribuzione di base - spiega il ministro -. Il resto sarà frutto di una trattativa tra atenei, docenti e ricercatori fondata su criteri meritocratici».

Una buona notizia poi per i dottorandi, che proprio ieri sono scesi in piazza a Roma improvvisandosi lavavetri per protesta, invocando l’incremento delle borse già promesso nella scorsa legislatura. «Abbiamo reso operante l’emendamento del senatore Giuseppe Valditara (Pdl) che prevede l’aumento di 240 euro mensili per le borse di dottorato», annuncia la Gelmini. In questo modo le borse dovrebbero salire dagli attuali 800 euro mensili a poco più di mille.
Fondamentale poi rivedere il sistema di valutazione. La Gelmini ricorda come il governo Prodi abbia istituito l’Anvur, l’Agenzia nazionale di valutazione, che non è ancora diventata operativa a causa dei rilievi avanzati sia dal Consiglio di Stato sia dalla Corte dei conti. «Occorre rivedere la disciplina dell’Anvur, concepita come una costosissima struttura ad alto tasso di burocrazia e rigidità - osserva il ministro -. Pensiamo invece a un sistema integrato di valutazione che vincoli il finanziamento pubblico ai risultati».

Alla valutazione “dall’alto” la Gelmini vuole aprire ad una valutazione “dal basso” da parte di studenti e genitori. Tutti gli atenei, inoltre, dovranno pubblicare in Internet i dati relativi alla produzione scientifica e anche al tasso di occupazione degli studenti dopo la laurea.

#3 vito29-29 (31) - lettore
il 07.09.08 alle ore 22:48 scrive:
Ottima idea di pubblicare la produzione scientifica in internet..ma dove?Perche' non estendere la pubblicazione in internet, e perche' no in bacheca, le relative attivita' dei professori, e docenti in genere.la scuola ed in particolare l' universita' devono essere dei luoghi aperti alla societa',luoghi nei quali poter attingere (lavoro, collaborazione)e poter contribuire con nuove idee.Per fare questo occorre fare conoscere quello che succede all'interno ad ogni livello sia amministrativo che didattico ed in ogni ordine e grado di scuola.In fondo non e' scuola pubblica?
#2 einar (57) - lettore
il 18.06.08 alle ore 10:22 scrive:
La prima cosa da fare per le borse di dottorato sarebbe renderle disponibili ogni mesi, e non ogni due (e' sempre mensile lo stipendio, ma erogato bimestralmente)... questa cosa mi ha causato problemi non da poco quando facevo il dottorato.
#1 pellini susanna (1607) - lettore
il 18.06.08 alle ore 10:01 scrive:
E se finalmente organizzassimo le Universita' come quella svizzera.Con numero chiuso ed esami attitudinali prima di accedervi?Esattamente in svizzera i corsi si compongono di 5 anni(per le lauree scientifiche)Ogni anno è composto da due sessioni di 4 gruppi di esame,ogni gruppo è composto da 6 materie.Il voto deve prevedere la sufficenza in ogni gruppo complessivamente.Se si boccia un esame,si dovranno ridare in autunno tutti e 4 i gruppi di esame,se ad autunno se ne boccia anche uno,si è espulsi da quel tipo di laurea,anche se si è all'ultimo anno,e si deve cambiare facolta',se si desidera continuare nello studio.E' un rischio quello di buttare via da uno a cinque anni che serve da deterrente agli scaldsedie dall'iscriversi all'universita'.Esiste inoltre l'obbligo di frequenza,dopo anche una assenza ingiustificata si è espulsi.Questo fa si che dopo una selezione naturale,tutti ma prprio tutti i laureati trovino immediatamente Lavoro.
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