Urla, rancori, offese: altro che larghe intese alla Camera

Dal Pd a Bocchino, l'opposizione esulta. Scilipoti show contro Fini. Legge do stabilità approvata con 380 voti, ma a Montecitorio è rissa

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Roma - «Ce l’abbiamo fatta! Finalmente l’abbiamo buttato giù!». I nuovi padri della patria, gli uomini che dovrebbero salvare un’Italia a precipizio, ieri erano quelli che urlavano, insultavano e si esibivano in orribili versi di approvazione o biasimo di fazione. Da questo emiciclo di guerra dovrebbe nascere un nuovo Paese in pace, ma è difficile immaginare un miracolo di risurrezione quando il vicepresidente di un partito di cui fa parte anche il presidente della Camera, Italo Bocchino, al momento del voto nella seduta che deve aprire il new deal delle larghe intese si comporta esattamente come, in altra epoca, uno spettatore del Colosseo di fronte a un uomo sbranato dal leone. «L’abbiamo buttato giù!».
In quell’esatto momento Silvio Berlusconi, al centro dei banchi del governo, stava scrivendo qualcosa su un foglietto e sul tabellone luminoso della Camera brillava il numero dei sì alla legge di stabilità: 380, una cifra che non si vede da parecchio tempo a Montecitorio, con il voto favorevole di tutto il terzo polo, Pd non votante, Italia dei valori contraria: la maggioranza che sarebbe potuta essere con un allargamento al centro dell’esecutivo sciolto ieri. L’ex opposizione su tre posizioni distinte.
E poi, nell’aula del nuovo corso italiano, si sono viste e sentite, quasi nell’ordine, le urla della Lega, gli insulti all’ex Idv Scilipoti, il battibecco dello stesso Scilipoti con Fini, l’intervento dell’ex Pdl Antonione contro il suo vecchio partito, la stizza contro il Carroccio dell’ex ministro Scajola.
Non hanno aiutato a partorire un clima di concordia neppure alcune dichiarazioni di voto. Dario Franceschini, per esempio, sembrava parlare più come un cecchino che come un servitore dello Stato: «Un anno fa ci siamo posti due obiettivi: mandare a casa Berlusconi e fare un nuovo governo: li abbiamo centrati tutti e due». Bingo. E infatti è stato proprio durante l’intervento del capogruppo Pd che dai banchi della Lega sono partite le invocazioni: «Voto! Voto!».
Scilipoti ha usato invece un cartello per manifestare la sua disapprovazione nei confronti di Gianfranco Fini: «Vergogna!». E ha attaccato duramente Mario Monti: «Oggi si sta facendo un colpo di Stato. Da domani saremo commissariati da un personaggio che appartiene alla lobby delle banche ed è stato indicato non certo per salvare l’Italia, ma per garantire un gruppo di mercenari e di delinquenti». Parole pericolose che gli hanno scatenato contro il ruggito di metà aula. Come se non bastasse, forse per un singulto dell’ ultimo minuto, l’ex Pdl Roberto Antonione ha chiesto la parola quando la seduta era ormai sciolta per lamentare gli «epiteti indegni» che avrebbe ricevuto, ovvero la nomea del «traditore». «Giuda! Buffone», gli hanno gridato dagli scranni del suo ex partito. Per qualche secondo si è rischiata la rissa, poi i più del Pdl si sono precipitati all’inseguimento di Berlusconi per stringergli la mano, per parlargli, per salutarlo.
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COMMENTI

23 commenti su  1  2  3  4  5   pagine dal più vecchio | dal più recente
#23 Davide (4966) - lettore
il 13.11.11 alle ore 11:13 scrive:
Non abbiamo un parlamento ma una santa barbara!!!!!! Che tristezza. E si torna a votare sarebbero questi i candidati? Che tristezza.
#22 cesaresg (708) - lettore
il 13.11.11 alle ore 11:00 scrive:
Dove sono quelli che gridavano che bisogna abbassare i costi della "casta"? Ora che il comunista Napolitano nonché presidente della repubblica con un bliz degno dei corpi speciali dell'esercito ha nominato Mari e Monti senatore e premier. Questo senatore e premier abusivo ci costa in più ben 25.000 euro al mese. Cosa ne dite voi fasciocomunisti di emme? Vedrete che quando dovrete pagare ancora un po di più di tasse per pagare lo stipendio al Mari e Monti non riderete più dopo di ché vi faremo un c.... così.
#21 biberius (135) - lettore
il 13.11.11 alle ore 10:53 scrive:
Berlusconi. 1994 L'Italia è il paese che amo..Berlusconi 2011.. L'Italia è un paese di me... In questo lasso di tempo oltre a farsi le leggi per se stesso, la sua famiglia, le sue aziende; ha tirato troppo la corda invitando al banchetto squallide persone con l'avallo leghista. Salvare Milanese, fare ministro Romani..La nipote di Mubarack...Non è vero che l'elettorato di destra si beva tutto. Diversamente non si comprenderebbero i sondaggi che danno i sinistrosi a più 10%...
#20 illy (210) - lettore
il 13.11.11 alle ore 10:46 scrive:
Ieri sera una folla urlante ha costretto Berlusconi ad andarsene dalla porta sul retro. Questo è orrendo. Tutta questa gente, si sente "liberata" da un uomo che hanno sempre definito come la causa di tutti i mali esistenti sulla terra. Da domani, con Monti & Co. capiranno che il loro roseo sogno svanirà in un attimo.
#19 barbara 2000 (266) - lettore
il 13.11.11 alle ore 10:35 scrive:
una certa rosi bindi , dal colore della faccia di un cadavere rabbioso , ha dichiarato che il popolo bue ha voluto berlusconi . vorreri ribadire a quel bell'esempio di educazione e cultura che il popolo bue è lei . per carità , purtroppo in parlamento ci sono i cialtroni , in guerra difronte ad un esercito perdente ed in schiavitù , si offrono l'onore delle armi . Berlusconi ha sbagliato a voler fare a tutti i costi il presidente , con i comunisti più biechi che abbiamo , poteva andare altrove. l'italia e certi italiani sono la vergogna del mondo . compresi i cardinali ed i pretonzoli , che in chiesa espongono le bandiere comuniste proprio vicino all'altare maggiore. ed una domanda a quel signore che afferma che berlusconi ha fatto i suoi affari soprattutto a livello giudiziario " scusi signore se lei fosse attaccato da questi nullafacenti non si difenderebbe ? ha notato che i pm ora sono alla carica ? bravi complimenti , tanto gli stipendi li paghiamo noi
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