Usa peggio della Grecia, ma fanno il doppiogioco

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Atene affonda perch´ ha un deficit pubblico di circa il 12%, che i mercati giudicano insostenibile. Ma un altro Paese sta in condizioni altrettanto gravi ed è molto più grande della Grecia, dunque potenzialmente molto più destabilizzante: gli Stati Uniti d'America. Sìssignori. Tutti sembrano essersene dimenticati, ma Washington registrerà quest'anno un deficit pari al 12% del Pil, il debito pubblico salirà oltre l'80% ed è destinato a toccare il 100% nel 2012. Numeri da brivido, con un problema. Anzi, due. Gli americani non risparmiano abbastanza, dunque, contrariamente a noi italiani, non sono in grado di finanziare da soli gli acquisti di Buoni del Tesoro: pertanto, oltre la metà del debito pubblico è finanziato da stranieri.
Il secondo problema è che l'America è gravata anche da un enorme debito privato, che, sommato a quello pubblico, raggiunge il 300% del Pil. Un abisso.
Conti alla mano, gli Usa, finanziariamente, sono messi peggio dell'Unione europea. Pechino, che è il maggiore acquirente di Buoni del Tesoro Usa, se n'è accorta e ha deciso di ridurre gradualmente la propria esposizione. Da qualche mese i cinesi comprano meno T-bons nella persuasione che il buco Usa sia insostenibile nel lungo periodo; preferiscono l'euro e, soprattutto, l'oro.
Voi direte: e tutto questo che cosa c'entra con la Grecia? C'entra, eccome. Il disimpegno cinese spaventa gli Usa, che devono assolutamente trovare altri acquirenti. Impresa vana, fino a pochi mesi fa. I lettori più attenti ricorderanno che molte banche pronosticavano l'euro a 1,50 o addirittura 1,60.
Ma poi è esplosa la bolla di Atene. Com'è giusto. Quando uno Stato falsifica i conti viene punito dai mercati. A suscitare giustificate perplessità è la drammatizzazione della crisi; è il tentativo di estendere il contagio al Portogallo e alla Spagna, sulla base non di fatti accertati, ma di voci, ipotesi, stime, scanditi dagli annunci di Moody's, Standard & Poor's, Fitch, ovvero dalle agenzie di rating che nel 2006 davano triple A ai bonds basati sui mutui subprime.
Tre agenzie che non dovrebbero nemmeno esistere, tanto sono screditate; eppure sono proprio loro, con straordinario tempismo, ad indicare la strada agli speculatori. Che senso ha annunciare, nelle fasi cruciali della crisi greca, che il Portogallo potrebbe subire un lieve downgrading? Perch´ aggiungere un meno al debito spagnolo in assenza di nuovi elementi? Strane agenzie. Distratte con Lehman, Citigroup, Enron, inflessibili ed esasperanti con Atene, Madrid, Lisbona. Il doppiopesismo impera.
Mi chiedo: che rapporti intrattengono con gli hedge funds? E con la Federal Reserve di Bernanke? E con il Tesoro dell'ammanigliato Geithner? Perch´ Obama non le ha ancora riformate? Perch´ l'Europa non crea una propria autorità di controllo?
Gli unici incontestabili giudici sulla qualità del debito continuano a essere tre società inaffidabili. Detengono un potere enorme, ingiustificato. Agiscono in una zona grigia, senza contrappesi, senza concorrenza. E in queste ore contribuiscono in modo decisivo a indebolire l'euro, moltiplicare i dubbi sulla sua tenuta, e dunque rivalutare miracolosamente l'indebitatissima America. Di fronte a un'Europa che potrebbe esplodere, molti investitori sono indotti a pensare che tutto sommato siano meglio i Treasury bonds Usa. Un'operazione raffinata che sfrutta la forza dirompente della speculazione e la psicologia dei mercati. Con un obiettivo: sfiancare l'euro per salvare il dollaro.

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COMMENTI

6 commenti su  1  2   pagine dal più vecchio | dal più recente
#6 km_fbi (1193) - lettore
il 06.05.10 alle ore 15:53 scrive:
L'articolo di Foa è pienamente fondato,e le sue considerazioni puntuali e condivisibili.Esse comunque suscitano moltissimi quesiti,che non trovano altra risposta che questa:l'Europa ed i suoi membri non si sono ancora resi conto che-mancando una guida univoca della CE a livello di politica economica e finanziaria-si è succubi dei poteri forti che dominano i mercati internazionali e che praticamente sono"poteri senza bandiera",dediti solo alla propria crescita.Da questi poteri emanano anche le agenzie di rating,che sono usate come strumenti per i fini di quei "poteri senza bandiera".L'Europa è ridotta ad una"bandiera senza poteri",sotto i colpi inferti dalle agenzie di rating,le cui valutazioni son considerate-da noi"poveri cocchi(...un po' allocchi)"-come giudizio neutro del mercato, basato su considerazioni statistico-matematiche,mentre sono invece funzionali a disegni,tenuti ben nascosti, dei "poteri senza bandiera".Cosa si aspetta a varare l'agenzia di rating ufficiale europea?
#5 L'Anonimo (257) - lettore
il 06.05.10 alle ore 13:18 scrive:
E così sarà finché in Europa resteremo schiavi della logica post Seconda Guerra Mondiale, per cui gli USA sono i nostri "liberatori" e noi a loro dobbiamo essere eternamente grati (ovverosia loro colonie)... E' necessaria una Europa Federale e più stretti legami con la Federazione Russa, che però, nei fatti, nessuno vuole, in primis, come è ovvio che sia, gli USA stessi, che così vivono al di sopra delle proprie possibilità anche a spese nostre. (2° invio)
#4 L'Anonimo (257) - lettore
il 06.05.10 alle ore 12:36 scrive:
E così sarà finché in Europa resteremo schiavi della logica post Seconda Guerra Mondiale, per cui gli USA sono i nostri "liberatori" e noi a loro dobbiamo essere eternamente grati (ovverosia loro colonie)... E' necessaria una Europa Federale e più stretti legami con la Federazione Russa, che però, nei fatti, nessuno vuole, in primis, come è ovvio che sia, gli USA stessi, che così vivono al di sopra delle proprie possibilità anche a spese nostre.
#3 ucisotti (1092) - lettore
il 06.05.10 alle ore 12:34 scrive:
E si il problema e' tutto nelle ultime 3 righe del Nostro. Erano molti mesi che si parlava di abbandono del dollaro da parte dei paesi produttori di petrolio e della Cina, ecco il risultato stanno distruggendo l'€uro. Avranno anche un debito pubblico/privato enorme, ma hanno il collaterale e l'economia che quando va , va molto forte 5, 6 % di aumento del GNP annuo, non il risicato 2 europeo e questo su un'economia enorme. La USSR ci si e' scornata su questo giochino ed e' crollata. Dobbiama stare attenti anche noi europei. Non tirare troppo la corda.
#2 rr.rossi (7) - lettore
il 06.05.10 alle ore 12:10 scrive:
Finalmente una analisi chiara della situazione finanziaria degli Stati Uniti che evidenzia il sostegno che il dollaro sta ottenendo dalle agenzie di rating Moody’s, Standard & Poor’s, Fitch, "ovvero dalle agenzie di rating che nel 2006 davano triple A ai bonds basati sui mutui subprime. Tre agenzie che non dovrebbero nemmeno esistere..." come ha perfettamente scritto Marcello Foa. Da tempo cercavo, senza trovare, una spiegazione al cedimento dell'euro nei confronti del dollaro che mi pareva anomalo, perchè se l'euro sta male il dollaro sta peggio. La giustificazione era il beneficio di immagine e di fiducia che gli US continuano nonostante tutto ad avere. Balle! Pur non sottovalutando la componente psicologica nelle attività economico-finanziarie, qui ci sono connivenze, sliding doors, legami non tanto occulti tra amministrazione Obama e agenzie. Come si è già visto quando si trattò di condannare alcuni e salvare altri. Di una cosa mi rammarico: la scarsa evidenza che ne viene data.
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