Dichiarazione di Antonio Di
Pietro: «Quelli che, rinviati a
giudizio, non si sospendono,
vengono buttati fuori
dal partito; e chi ha la fedina sporca
manco si candida». La dichiarazione
è di martedì scorso, ma la riportiamo
solo oggi perché è da martedì scorso
che ridiamo. Cioè: la vedete questa
pagina? L'elenco degli indagati e dei
condannati che sono stati regolarmente
candidati nell'Italia dei valori,
alivello locale o nazionale, in questa pagina non ci starebbe.
Si potrebbe
cominciare da quella volta che Di
Pietro, ad Amantea, in Calabria, fece
due comizi con un personaggio già
allora indagato per brogli elettorali
e condannato per abuso, poi riarrestato
con l'accusa di aver ricevuto
aiuti elettorali dalla ’ndrangheta,
dunque in attesa di giudizio per concorso esterno
in associazione mafiosa.
Di Pietro non era informato: cose
che capitano. Ma l'elenco, appunto,
è lunghissimo e ogni giorno se ne
scopre una nuova. Per dire: qui a
Ponza, da dove scriviamo, sindaco
dell'isola fu a lungo Antonio Balzano,
condannato a due anni e mezzo
per danneggiamento, inquinamento ambientale e peculato;
è stato inoltre
condannato dalla Corte dei conti
e detronizzato da sindaco perché
amministratore di una società in affari
col Comune. Perfetto: secondo voi
in quale partito ha ultimamente trovato
accoglienza e candidature?