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sabato 11 aprile 2009, 07:00

Vauro, la matita che offende i morti

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Il pugno nello stomaco, quando la costernazione ti scuote le arterie e hai voglia di gettare il televisore dal terzo piano e devolvere il canone agli sfollati, il pugno, dicevo, è arrivato alla terzultima vignetta. C’è un parente di una vittima che scava una fossa, sullo sfondo una fila sterminata di bare, con annesso slogan da pelle d’oca: «Aumento delle cubature? Dei cimiteri». Tanto basta per intuire che, nella scala Mercalli dell’orrido, il vignettista Vauro gioca al rialzo, e l’altra sera da Santoro ce l’ha dimostrato. Altro capolavoro della miseria: Berlusconi sulle macerie vestito da antico romano: «Ecco la New Town».
Ora, per carità, continui pure a partorire nefandezze finché vuole, massì, anche sul secondo canale pubblico, qui nessuno vuole spezzargli la matita. La censura è roba da trogloditi, oltre che da ingenui: anche perché sappiamo bene con quale velocità supersonica guitti e vignettisti si autopromuovono martiri del regime. Non sia mai. Liberi tutti di esprimersi, anche nella maniera più animalesca, liberi tutti di foderare porcherie con l’articolo 21 della Costituzione, liberi tutti di approfittare della tv di Stato per sghignazzare sulle vittime d’una catastrofe naturale. Noi però siamo liberi di additare costui al pubblico disprezzo, siamo liberi di indignarci, di gridare al cattivo gusto e al cattivo esempio, siamo liberi di ammettere che talvolta Vauro fa centro, ma stavolta fa solo ribrezzo. Perché se è vero che la satira riesce meglio a sinistra, stavolta non si scappa: se questa è la satira del servizio pubblico, fateci almeno dire che è la peggior satira del peggior servizio pubblico. Anche perché la sacrosanta satira, pure quella più focosa, dovrebbe fustigare divertendo: e in studio da Santoro, quando Vauro gigioneggia sull’aumento di cubatura delle casse da morto, non c’e nessuno a sganasciarsi dalle risate. Nessuno si sbellica, mentre Vauro sfotte sulle vacanze di Pasqua in tendopoli. Nessuno si tiene la pancia dalla ridarola, mentre Vauro fa cabaret sui cadaveri estratti e le responsabilità seppellite.
Ecco, il punto è anche questo: un comico che profana il dolore puoi anche mandarlo giù a fatica, ma un comico profanatorio e pure incapace no. Figuriamoci poi se, come in questo caso, il comico è profanatorio, incapace e in aggiunta fieramente partigiano: perché sappiamo bene che la satira è intoccabile solo se picchia a destra, altrimenti è robaccia, è Bagaglino, è una provocazione dei postfascisti. Difatti, quando Santoro s’imbufalisce perché una radio trasmette una sua imitazione, ci saremmo aspettati plotoni di vignettisti sputafuoco. Invece in quel caso Vauro non sente, non parla e non scrive. Inspiegabilmente il supereroe del dileggio ha la penna scarica, la matita spuntata, la gola secca, la sindrome del foglio bianco. Che caso.
Già sappiamo che questa sarà musica alle orecchie di Vauro: per lui le critiche sono come il concime per il contadino, o la curva sud per il calciatore. Non aspettava altro, lui, se non tradurre in successo il disgusto che provoca: finché ghigna sui capelli di Berlusconi, la barba lunga di Gasparri e l’altezza di Brunetta va benissimo, anche sul Papa e i preservativi dico che ci si può stare, sul caso Eluana è già francamente troppo, ma sbracare sul terremoto no: non ce l’aspettavamo neanche da lui. E invece ha colpito ancora nel segno, il livoroso pistoiese: gonfierà il petto da patriota dell’umorismo, ci appunterà un’altra mostrina al coraggio delle sue idee. Potremmo annotare che è troppo facile fare l’eroe nel fortino blindato di Annozero: provi un po’ Vauro a decantare le sue opere per le strade aquilane o nella tendopoli di Piazza d’Armi, o di Onna, o di Paganica. Faccia ironia sulla Protezione civile davanti ai volontari della Protezione civile; sui morti davanti ai parenti dei morti. Vediamo come finisce. Se non lo fa, è perché questa malintesa idea di satira, che puntualmente risale il tubo catodico come la feccia dal pozzo, è senza limiti; dunque senza responsabilità; dunque senza colpe, senza rimorsi, senza obbligo di scuse, senza dignità. Dunque, in definitiva, senza vergogna. Afferrato il concetto, o dobbiamo fare il disegnino?
95 commenti su  1  2  3  4  5  6  7  8  9  10   pagine dal più vecchio | dal più recente
#95 vincerefacile (2) - lettore
il 16.04.09 alle ore 2:14 scrive:
Senza cattiveria ma se qui c’è qualcuno che assomiglia a un verme quella sei tu. per schierarti non hai avuto bisogno di sforzarti più di tanto ti è bastato strisciare verso il carro dei vincitori. “ a fare tutto quello che ha fatto” adesso non esageriamo; gli riconosco comunque il merito di aver innescato un circolo virtuoso che induce alla concreta partecipazione. A già dimenticavo che Lui è buono… sono gli altri i cattivi. Stento a credere che, dopo i suoi trascorsi, costui oggi, quando pensa a un suo simile, specialmente se debole e indifeso, possa rinunciare ad applicare la logica del profitto.
#94 mtarantola (3) - lettore
il 14.04.09 alle ore 14:06 scrive:
Che Schifo !!!
#93 Sylvia Mayer (8996) - lettore
il 13.04.09 alle ore 17:39 scrive:
*#88 alfiokrancic * - Non se la prenda, e' evidente quel che Novella voleva dire. Il Giornale, purtroppo, nel panorama editoriale e dell'informazione in genere conta come il due di picche. La sua satira purtroppo segue a ruota il destino di chi la pubblica. Le cose stanno come lei ha detto, perche' tutti sappiamo fin troppo bene che e' la cricca di "sinistra", nei media e nei premi e nelle prebende, nei contratti etc. ad essere spudoratamente favorita. Son loro quelli che hanno ancora in mano la stragrande maggioranza dell'informazione, dagli editori alle Tv, in qualsivoglia campo. Per questo ed in questo senso i disegnatori fuori dal coro come lei "non contano niente". Penso che questo volesse dire Novella. Infine, le suggerisco di chiedere al Direttore che le sue vignette appaiano anche in prima pagina nell'edizione online. Molti leggono solo quella, e delle sue vignette non c'e' traccia. Buon lavoro!
#92 Sylvia Mayer (8996) - lettore
il 13.04.09 alle ore 17:30 scrive:
Visto ragazzi che bei ribaltamenti di frittate? E' Berlusconi a sfruttare le disgrazie altrui, capito? E' andato in Abruzzo a fare tutto quel che ha fatto per sfruttare le disgrazie altrui. Ma da quali verminai vengono fuori certi figuri (con rispetto per i vermi intesi come animali invertebrati)?
#91 Sylvia Mayer (8996) - lettore
il 13.04.09 alle ore 14:43 scrive:
Bene ha fatto qualcuno a ricordare la vignetta del 1999 sullo "sbianchettatore" D'Alema.Forattini fu querelato e furono chiesti 3 miliardi di lire di risarcimento.La querela fu lasciata poi cadere perche' a farne le spese sarebbe stata anche"Repubblica",sulla quale la vignetta era apparsa..La puntata di "Porta a porta" prevista per il 26 Novembre 1999 dedicata alla querela di D'Alema per quella vignetta, cui Forattini doveva essere presente,fu annullata all'ultimo momento.Chissa' perche'...in nome della liberta'd'informazione,suppongo.Nel 1991 erano stati Occhetto e D'Alema a querelare Forattini per una sua vignetta,ed il Tribunale di Milano condanno'nel 1994 il disegnatore "con la motivazione che la vignetta aveva un intento 'informativo' (in altre parole, si pretendeva di paragonare una vignetta satirica a un articolo di giornale)"."Al TG5 del 17 dicembre 2008 Forattini dichiarò di essere stato querelato 20 volte solo da esponenti della sinistra".E poi parlano di liberta'di satira.
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