Vauro, la matita che offende i morti

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Il pugno nello stomaco, quando la costernazione ti scuote le arterie e hai voglia di gettare il televisore dal terzo piano e devolvere il canone agli sfollati, il pugno, dicevo, è arrivato alla terzultima vignetta. C’è un parente di una vittima che scava una fossa, sullo sfondo una fila sterminata di bare, con annesso slogan da pelle d’oca: «Aumento delle cubature? Dei cimiteri». Tanto basta per intuire che, nella scala Mercalli dell’orrido, il vignettista Vauro gioca al rialzo, e l’altra sera da Santoro ce l’ha dimostrato. Altro capolavoro della miseria: Berlusconi sulle macerie vestito da antico romano: «Ecco la New Town».
Ora, per carità, continui pure a partorire nefandezze finché vuole, massì, anche sul secondo canale pubblico, qui nessuno vuole spezzargli la matita. La censura è roba da trogloditi, oltre che da ingenui: anche perché sappiamo bene con quale velocità supersonica guitti e vignettisti si autopromuovono martiri del regime. Non sia mai. Liberi tutti di esprimersi, anche nella maniera più animalesca, liberi tutti di foderare porcherie con l’articolo 21 della Costituzione, liberi tutti di approfittare della tv di Stato per sghignazzare sulle vittime d’una catastrofe naturale. Noi però siamo liberi di additare costui al pubblico disprezzo, siamo liberi di indignarci, di gridare al cattivo gusto e al cattivo esempio, siamo liberi di ammettere che talvolta Vauro fa centro, ma stavolta fa solo ribrezzo. Perché se è vero che la satira riesce meglio a sinistra, stavolta non si scappa: se questa è la satira del servizio pubblico, fateci almeno dire che è la peggior satira del peggior servizio pubblico. Anche perché la sacrosanta satira, pure quella più focosa, dovrebbe fustigare divertendo: e in studio da Santoro, quando Vauro gigioneggia sull’aumento di cubatura delle casse da morto, non c’e nessuno a sganasciarsi dalle risate. Nessuno si sbellica, mentre Vauro sfotte sulle vacanze di Pasqua in tendopoli. Nessuno si tiene la pancia dalla ridarola, mentre Vauro fa cabaret sui cadaveri estratti e le responsabilità seppellite.
Ecco, il punto è anche questo: un comico che profana il dolore puoi anche mandarlo giù a fatica, ma un comico profanatorio e pure incapace no. Figuriamoci poi se, come in questo caso, il comico è profanatorio, incapace e in aggiunta fieramente partigiano: perché sappiamo bene che la satira è intoccabile solo se picchia a destra, altrimenti è robaccia, è Bagaglino, è una provocazione dei postfascisti. Difatti, quando Santoro s’imbufalisce perché una radio trasmette una sua imitazione, ci saremmo aspettati plotoni di vignettisti sputafuoco. Invece in quel caso Vauro non sente, non parla e non scrive. Inspiegabilmente il supereroe del dileggio ha la penna scarica, la matita spuntata, la gola secca, la sindrome del foglio bianco. Che caso.
Già sappiamo che questa sarà musica alle orecchie di Vauro: per lui le critiche sono come il concime per il contadino, o la curva sud per il calciatore. Non aspettava altro, lui, se non tradurre in successo il disgusto che provoca: finché ghigna sui capelli di Berlusconi, la barba lunga di Gasparri e l’altezza di Brunetta va benissimo, anche sul Papa e i preservativi dico che ci si può stare, sul caso Eluana è già francamente troppo, ma sbracare sul terremoto no: non ce l’aspettavamo neanche da lui. E invece ha colpito ancora nel segno, il livoroso pistoiese: gonfierà il petto da patriota dell’umorismo, ci appunterà un’altra mostrina al coraggio delle sue idee. Potremmo annotare che è troppo facile fare l’eroe nel fortino blindato di Annozero: provi un po’ Vauro a decantare le sue opere per le strade aquilane o nella tendopoli di Piazza d’Armi, o di Onna, o di Paganica. Faccia ironia sulla Protezione civile davanti ai volontari della Protezione civile; sui morti davanti ai parenti dei morti. Vediamo come finisce. Se non lo fa, è perché questa malintesa idea di satira, che puntualmente risale il tubo catodico come la feccia dal pozzo, è senza limiti; dunque senza responsabilità; dunque senza colpe, senza rimorsi, senza obbligo di scuse, senza dignità. Dunque, in definitiva, senza vergogna. Afferrato il concetto, o dobbiamo fare il disegnino?

COMMENTI

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#70 fede67 (480) - lettore
il 11.04.09 alle ore 19:52 scrive:
Per un Calderoli che indossava una vignetta, si è chiesta la sua testa... che parte si chiederà di Vauro, che le ha disegnate...
#69 navigatore (200) - lettore
il 11.04.09 alle ore 19:39 scrive:
Egr,. Sig. Novella, lggendo il suo articolo ho sentito lámarezza nell´anima, purtroop qualcuno disse, parlate pure male di me ma parlate, questa *** residuo di un comunismo staliniano che ancora gronda di sangue di innocenti, e´ cio che ci puo´offrire la TV di stato, non mi sarei meravigliato se Don Santoro & ancora non abbiano incolpato Berlusconi di esser la causa del terremoto visto che Don Di pierto sta ceracndo colpevoli sui palazzi crollati.... lui e´sicuramente pulito nelle mani,le bustarelle le raccolgono i suo servi e schiavetti . buona triste pasqua
#68 bepi (495) - lettore
il 11.04.09 alle ore 19:38 scrive:
Il massimo che io posso scrivere è che in rai 2 a volte ci sono dei vermi. punto e basta. bepi
#67 vinicio (3) - lettore
il 11.04.09 alle ore 19:19 scrive:
I Guerriglieri Santoro, Ruotolo, Travaglio e Vauro mi sembrano dei guerriglieri che sparano a raffica innumerevoli cavolate. Anno zero non è una trasmissione di critica e denuncia, ma una trasmissione astiosa e di odio. Alla fine non fa propaganda manco alla sinistra.
#66 SR71 (2713) - lettore
il 11.04.09 alle ore 19:19 scrive:
Avete visto su striscia il mandriano che inveiva contro i concittadini? Ricordate gli epiteti? Del tipo: delinquente, ladro, infame ecc. ecc.? Per questi sedicenti giornalisti, vignettisti ne dovremmo inventare altri di sana pianta, non b asterebbe il vocabolario, dovremmo utilizzare anche la W,Y,J,K,X
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Alessandro Sallusti
Gli Stati Uniti lo salutano come il "salvatore d'Europa", lui elogia Berlusconi "statista" ma poi sale in cattedra  continua..
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