Roma - "L’onorevole Berlusconi è incapace di separare l’interesse personale da quello del paese". È l’attacco di Walter Veltroni al premier l'inizio della relazione all’assemblea del Pd. Il segretario va subito sull’attualità, sull’interruzione del dialogo tra maggioranza e opposizione seguito a quella che il Pd ha giudicato come "una sequenza di strappi" che Veltroni elenca così: "Le intercettazioni, la ricusazione dei giudici, la riproposizione del Lodo Schifani, gli emendamenti ’salva-premier’. Ecco, tutto indica che ci risiamo. Lo strappo che è stato consumato dall’onorevole Berlusconi sul decreto sicurezza chiude l’occasione del dialogo forse definitivamente - scandisce Veltroni -, ma nessuno si illuda che torneremo con loro nel passato. Noi continueremo con il nostro modo civile di fare opposizione".
La replica di Berlusconi "Veltroni si preoccupi delle notizie terrificante sui conti di Roma che vanno sotto la sua responsabilità. Su questo chiederemo a un istituto internazionale una completa due diligence. Se sono confermate le notizie si tratterà di una bancarotta e gli amministratori di Roma saranno dei falliti che non potranno continuare a governare". Arriva nel pomeriggio da Bruxelles la risposta del premier Silvio Berlusconi agli attacchi di Veltroni: "Questa emergenza mi ha stranito. In tutte le città d’Europa non esistono conti così drammatici. Chi ha provocato questa situazione non si può riproporre come leader e il fatto che lo faccia ha dell’incredibile". Silvio Berlusconi torna a parlare dei conti della Capitale e risponde per rimarcare la speranza che "quel che appare non sia vero". Se invece questi conti saranno confermati "non sapremo come ripianarli. È una cosa che lascia tutti sbalorditi. È un fatto allucinante". Poi parla dell'opposizione: "Veramente non c’è mai stata una luna di miele in parlamento con l’opposizione. Ci sono state anzi forme di contrasto dure e direi anche eccessive. Noi siamo aperti nei confronti di tutti, io sono il presidente del Consiglio di tutti gli italiani. Sono stati anche accusato dai miei di prestare più attenzione alle amministrazioni di sinistra piuttosto che a quelle governate dal Pdl. E forse questo è anche vero, ma da parte mia c’è sempre la totale apertura nei confronti di chiunque".
No ritorni al passato "Faremo un’opposizione intransigente contro il ritorno di conflitti istituzionali e leggi ad personam" prosegue Veltroni. "All’indomani della sconfitta elettorale noi abbiamo messo in campo un’opposizione coerente con la natura del Pd che si candida a governare il Paese e ad aprire un ciclo di innovazione non torneremo agli errori del passato". E anche se il governo ha strappato il dialogo con l’opposizione il Pd non si farà " trascinare al massimalismo e all’antiberlusconismo. Nessuno si illuda tra gli avversari - ha detto Veltroni - non torneremo nel passato. Non torneremo ai vizi antichi o ci giocheremo la possibilità di tornare al governo". Questi vizi, secondo il segretario del Pd, sono "il connubio tra massimalismo e antiberlusconismo" che è stato bocciato dall’elettorato. Tra gli errori il segretario individua anche "le divisioni".
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