martedì 09 febbraio 2010
 
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domenica 02 marzo 2008, 07:00

Veltroni dietro la lavagna: adesso vuole abolire i temi

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Tema: «Il candidato premier Walter Veltroni ha promesso che in caso di vittoria smantellerà pezzo per pezzo la scuola ottocentesca. Per prima cosa, abolirà il tema. I ragazzi esprimeranno la creatività in altre forme: romanzo, film, spettacolo teatrale. L’alunno commenti questa notizia».
Svolgimento. Scrivo questo tema con una punta di malinconia, perché so che potrebbe essere l'ultimo. Se vincerà il candidato Veltroni, mi dovrò attrezzare con il romanzo (a proposito: come si fa a scrivere un romanzo su un foglio di protocollo?). In febbrile attesa del risultato elettorale, esprimo subito accordo totale con un collega di partito dello stesso Veltroni, e cioè con il professor Massimo Cacciari. So che magari le sue parole non sono molto ortodosse per un tema in classe, ma con licenza parlando mi sembrano efficaci: «Lasciamo perdere la fantasia e altre puttanate. Così va a finire che gli studenti si montano la testa e magari si sentono tutti Leopardi».
Oltre che sottoscrivere questa opinione, sento però di dover chiarire anche alcune idee personali, come i professori di lettere mi hanno sempre insegnato. Seguo la scaletta che a questo scopo ho preparato.
La prima cosa è questa: mi aspettavo che Veltroni annunciasse di voler smantellare la scuola. E ti pareva che uno come lui si lasciasse scappare l'occasione di fare il pavone con la scuola. Magari crede pure d'essere rivoluzionario: ma non s'è accorto che qui, ogni tre per due, salta su qualcuno fermamente deciso a «cambiare la scuola»? Il risultato lo vediamo tutti i giorni proprio a scuola: presidi in stato confusionale, insegnanti disorientati, studenti un po’ così. Quando appena si comincia a capire qualcosa della nuova riforma, magari pure ad applicarla, ecco subito arrivare un altro tizio che ribalta di nuovo tutto. Io non conto nulla, ma ho un’opinione molto ferma: secondo me, la scuola non ha bisogno di una riforma a ogni legislatura. Ha solo bisogno di tanta dignità, una dignità che le venga riconosciuta nei fatti con rispetto e con sostegno, perché resta pur sempre la colonna portante e fondamentale di qualunque costruzione civile. Se invece diventa anch’essa uno slogan elettorale, se finisce nel tritacarne degli annunci a effetto, non prevedo nulla di buono. Continuerà a essere una specie di circo equestre, dove tutti cercano il numero più ardito o la sparano più grossa, tanto per strappare l'applauso.
E qui veniamo al punto del tema: l'abolizione del tema. Maestro nel solleticare l'applauso, Veltroni la butta lì con fare da stupendo, sicuro di scatenare i facili entusiasmi di tanti giovani, che con la lingua italiana e il ragionamento logico hanno ormai seri problemi. Ecco, proprio di questo si dovrebbe parlare: scrivere un romanzo o un film è sicuramente affascinante, ma credo che queste opere dell’ingegno e della creatività siano possibili soltanto al termine di un lungo viaggio. Prima, servono tanto studio e tanta applicazione. Qui invece siamo al punto che molti studenti, persino quelli che studiano e si impegnano, faticano a scrivere una lettera alla fidanzata o un biglietto d’auguri per la festa della mamma. Già è molto se compongono un Sms sul telefonino. Lo si vede anche tra gli adulti: tanti italiani stimati entrano in crisi quando devono scrivere due righe all'amministratore condominiale, o anche solo un necrologio sul giornale.
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1 commenti
#1 Ruben (66) - lettore
il 03.03.08 alle ore 1:28 scrive:
E questo demente vorrebbe il Paese in mano... Ma "Salvadìri!" gliel'hanno già detto? Altrimenti glielo dico io...
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