martedì 09 febbraio 2010
 
 INTERNI
giovedì 24 aprile 2008, 16:50

Vi raccontiamo la vera storia di Beppe Grillo


Dalle partite di pallone con Donato Bilancia e Antonio Ricci ai primi lavori nell'azienda del padre e poi come piazzista di jeans. Il ragioniere mancato che ingannava persino i contadini

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Il nostro uomo, una delle fonti incontrate nella nostra due giorni genovese, comincia a esser stanco: «Poi va be’, ci sono storie personali, che non si possono scrivere». Dica. «Non si possono scrivere». Dica. «Ma niente, lui a un certo punto stava in questo suo attico in corso Europa, che era tutto bello, col pianoforte, e ogni tanto ci portavamo le ragazze che gli procuravo quasi sempre io. Tra l’altro sotto il letto nascondevamo un mangianastri per registrare le cose, gli amplessi, poi riascoltavamo e ci ammazzavamo dal ridere. Avevamo un gergo nostro: lui, il coso, lo chiamava “il gottoro”, e urlava sempre questa parola alle ragazze che non capivano: “Gottoro! Ecco il gottoro!”. Il problema è che un giorno sua madre trovò le cassette e si mise ad ascoltarle, un macello». È questa la storia personale? «Aspetti. Un giorno portammo nell’attico due ragazze, mi ricordo che una era sposata. I suoi, del Giuse, erano nella casa di Savignone. Ma niente: ognuno cominciò a fare le cose sue e a un certo punto lui fece un urlo bestiale, ma bestiale, corse da me tutto nudo e disse “Guarda, guarda! Che mi succede?” e io glielo guardai e lui... lui...».
Censura.
La disavventura sessuale, oggettivamente ridicola, ebbe epilogo al pronto soccorso dell’ospedale San Martino, praticamente lì di fronte. Censura: anche se il soggetto non la meriterebbe perché lui una storia del genere (di un altro) l’avrebbe raccontata di sicuro: si parla di una persona, un comico, che ebbe a chiamare «Alzheimer» l’ex capo del governo e «venditore di bava» l’ex capo dell’opposizione, uno che ha mandato letteralmente affanculo decine di persone e che di fronte alla critica di un direttore di telegiornale, Mauro Mazza, ha replicato testualmente: «E se sparassero nel culo a lui?». La battuta sul Papa manco ce la ricordiamo, sta di fatto che qui, di fronte al grillismo, stanno saltando tutte le regole, si sta riscrivendo il galateo della politica per adeguarlo a quello dell’antipolitica: dunque la tentazione di adeguarci c’è, la voglia di non censurarci pure, come a dire: Grillo eccoci, siamo pronti, se questo è il ballo si balla anche noi, si fa all’americana come predicano tanti giornalisti amici suoi: e ti si contano anche i peli del bulbo. Da qui, come modesto e sperimentale assaggio, la nostra due giorni genovese e questa modesta inchiesta.

Il Giuse. Giuseppe Piero Grillo è nato il 21 luglio 1948 a Savignone, Valle Scrivia. Secondo l’imbarazzante e compiaciuta agiografia «Beppe Grillo», forse il più insignificante libro pubblicato da Mondadori negli ultimi vent’anni, Beppe da Bambino «lanciava urli (sic) alla James Brown» e il padre commentava affettuosamente: «Sembra una bestia. Tuo figlio è un idiota». La famiglia, in ogni caso, di base stava a Genova nel quartiere di San Fruttuoso della celebratissima piazza Martinez, fucina di geni e lazzaroni dove piccoli leader minimi e massimi sedevano tra il bar Cucciolo e la fermata dell’autobus. Qualche bici, poche motociclette, le ragazze migliori della zona e in qualche modo anche il giovane Grillo, patito di calcio come tutti gli altri. «Aveva 12 anni e lo portai a fare un provino per una squadra locale sponsorizzata dalla Shell», racconta uno che c’era, «il problema è che il Giuse era una balena, lo chiamavamo Porcellino. Aveva un buon tocco di palla, ma l’allenatore ricordo che mi disse: “Ma chi mi hai portato?”».

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113 commenti su  1  2  3  4  5  6  7  8  9  10   pagine dal più vecchio | dal più recente
#113 Alset (6) - lettore
il 18.07.09 alle ore 20:12 scrive:
Scrivi qui il tuo commento
#112 FastFede (1) - lettore
il 17.06.09 alle ore 11:17 scrive:
E allora? Forse che se uno è stato condannato non può proporre che i condannati non vengano eletti al parlamento? Beppe Grillo non si presenta alle elezioni al contrario di tanti pregiudicati
#111 brasy22 (1) - lettore
il 28.12.08 alle ore 17:48 scrive:
facci facci!!ascoltami eh..mi ascolti?ok!**********!!!!!
#110 Paola_71 (1) - lettore
il 29.04.08 alle ore 16:26 scrive:
Ma che m'importa di cosa fa o ha fatto in passato nella sua vita privata? Chi non ha commesso mai errori? Chi non ha le sue fisse? E chi sono le fonti di queste notizie? Se si è veri giornalisti bisognerebbe citarle, invece che nasconderle dietro l'anonimato, altrimenti la notizia non si dovrebbe dare, se non è riscontrabile da chi poi la riceve e la legge. Facci non si smentisce mai...Se è dovuto arrivare a denigrare Grillo come persona, vuol dire che non ha proprio altre motivazioni valide per contestare quello che Grillo dice, e non sa più a cosa aggrapparsi.. Che pochezza!
#109 bart85 (27) - lettore
il 26.04.08 alle ore 14:35 scrive:
Ma chi sarebbero queste fantomatiche fonti???
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