martedì 09 febbraio 2010
 
 INTERNI
domenica 19 aprile 2009, 08:04

"Vi svelo perché in Italia mi impediscono di farvi vedere Katyn"

Mario Mazzarotto, distributore dell'opera di Wajda candidata all'Oscar che Berlusconi ha consigliato ai leader della nato. Il film sul massacro voluto da Stalin escluso dalla Mostra di Venezia, proiettato soltanto in 7 sale su 4mila. "Ho scritto a Franceschini, segretario del Pd: non mi ha neppure risposto"

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Dal diario, anzi dal bestiario, di un onesto giornalista di sinistra: «Finalmente sono riuscito a vedere Katyn. È il film di Andrzej Wajda sul massacro degli ufficiali polacchi, compiuto dai sovietici nella primavera 1940. Vennero uccisi uno per uno, con il colpo di rivoltella alla nuca. Ancora oggi non si conosce con certezza il numero degli assassinati, si va dai 4.000 ai 22.000. Molti erano civili chiamati alle armi. Venne così annientata la futura classe dirigente della Polonia. L’opera di Wajda è bellissima e straziante». Beato Giampaolo Pansa (Il Riformista). E beati i critici cinematografici che hanno avuto il suo stesso privilegio. Tullio Kezich (Corriere della Sera): «In un Paese che insiste a dirsi civile, questo sarebbe un film da vedere in piedi». Fabio Ferzetti (Il Messaggero): «Una lezione di storia». Natalino Bruzzone (Il Secolo XIX): «Un’opera solenne, ieratica, toccante e austera».
Qualcosa non quadra. A due mesi dall’uscita, Katyn può vantare la circolazione di un samizdat. Su 107 capoluoghi di provincia, in questo fine settimana lo proiettano solo a Milano, Rimini e Napoli. Per vederlo altrove, bisogna rivolgersi ai cinema parrocchiali Don Fiorentini di Imola e Lanzi di Corridonia o al Capitol di Fiorenzuola d’Arda, circuito d’essai. In totale 7 cinema sui 4.000 sparsi in Italia. Lo 0,18 per cento delle sale.
Ma anche fra i giornalisti non tutti hanno avuto la fortuna di Pansa. Un esempio di cui ho conoscenza diretta: l’altro ieri ho dovuto percorrere 1.100 chilometri in auto fra andata e ritorno, arrivare sino a Pescara e cercare il più fantomatico indirizzo in cui mi sia mai imbattuto da quando perlustro il Belpaese: piazza 19 Da Denominare. Qualcosa che mi ha ricordato il limbo dei giusti scaraventati nelle fosse di Katyn, ma anche il tormento di una regione che deve provare a risollevarsi dal terremoto guidata da burocrati provvisti di una simile fantasia toponomastica. Qui in Abruzzo, nella sede della Gm produzioni, ho incontrato Mario Mazzarotto, l’uomo che ha portato Katyn in Italia. Nel Dvd che mi ha messo gentilmente a disposizione neppure la dicitura «Not for commercial use», in sovrimpressione dall’inizio alla fine, riesce a scalfire la potenza drammatica delle scene, tanto opprimente quanto priva di retorica. Alla fine restano solo i bottoni delle uniformi. Quelli cantati dal poeta Zbigniew Herbert, i «bottoni irriducibili testimoni del crimine»: «Hanno vinto la morte, risalgono dal fondo in superficie, unico monumento sulla loro tomba». Stanno lì a ricordare che «Dio terrà i conti».
Tutti incensano l’ottantatreenne Wajda, premio Oscar e Orso d’oro alla carriera, regista di capolavori come I dannati di Varsavia, Cenere e diamanti, L’uomo di marmo e L’uomo di ferro, premiato a Cannes nel 1981. Tutti parlano di Katyn, candidato all’Oscar 2008 come miglior film straniero e dedicato dal regista alla memoria del padre Jakub, capitano del 72° reggimento di fanteria trucidato nel villaggio russo sul fiume Dnepr. Tutti gli addetti ai lavori lo reputano un film struggente. Ma agli italiani è vietato vederlo. Appena in 20.000, a tutt’oggi, ci sono riusciti. Persino il presidente del Consiglio è stato costretto a procurarsene una copia di cortesia e a guardarselo privatamente di notte, in una camera d’albergo, mentre partecipava al vertice della Nato a Strasburgo. Il giorno dopo ne ha raccomandato la visione a tutti i leader dell’Alleanza atlantica e subito il premier britannico Gordon Brown ha seguito il suo consiglio.
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70 commenti su  1  2  3  4  5  6  7  8  9  10   pagine dal più vecchio | dal più recente
#70 jasmino (1) - lettore
il 23.04.09 alle ore 23:52 scrive:
per tutti interessati della proiezione di film "Katyn" - cinemà Metropolis di Bibbiano (RE) 29/04/09 alle ore 21.30
#69 edo1969 (175) - lettore
il 20.04.09 alle ore 11:22 scrive:
Ci risamo! Come ai tempi dell'URSS! Mi chiedevo perchè fosse impossibile vedere il film in Italia. Dunque: Medusa (proprietà dell'amico intimo di un pericolosissimo ex KGB) preferisce proiettare "Fast and Furious". La Warner (altro nido di bolscevichi) propina "Dragonball", film di propaganda, solo per nascondere la verità storica. Questi komunisti sono infidi. E magari pensano anche un po' ai loro affari, visto che saranno film cretini ma incassano, che non guasta mai. Il nostro premier è si' anticomunista, ma troppo buono e tollerante, e loro ne approfittano. Perchè diciamocelo, Katyn non se lo sarebbe filato nessuno, col veto culturale che ci han messo gli stalinisti. Ma attenzione! Col circuito clandestino che si sta organizzando grazie a questo forum, li possiamo fregare! Direttore ci metta il DVD con un numero del Giornale. Se non lo trova, vado in persona a Londra o Parigi e glielo procuro io. Non mi sentivo cosi' in prima linea in difesa della libertà dai tempi di Don Camillo.
#68 angelop (162) - lettore
il 20.04.09 alle ore 11:07 scrive:
Parafrasando il Direttore: guarda un po', il cinema è lottizzato (e dauna parte sola)
#67 muff@ (1724) - lettore
il 20.04.09 alle ore 9:52 scrive:
#41 vinka.skansi - Forse sarebbe stato meglio che lei avesse scritto in croato. Magari con grafia cirillica. Il compagno Josip Broz Tito fu uno dei membri fondatori del Cominform, promosso dal compagno Stalin nel '47, e che ha avuto la sua prima sede a Belgrado. In questa veste non poteva che coprire le menzogne storiche sulle stragi staliniste. Senza contare che già doveva farlo per quelle sue proprie: i massacri di migliaia di persone che durante e dopo la guerra mondiale colpirono l'opposizione politica e le minoranze etniche. Tristemente note anche in Italia, soprattutto per la complicità dei comunisti italiani. La Storia che le è stata insegnata è falsa, come quella che, purtroppo, è stata insegnata in Italia, e che ancora oggi i comunisti assassini e protettori di assassini cercano di spacciare per vera.
#66 michele lascaro (253) - lettore
il 20.04.09 alle ore 9:03 scrive:
Formidabile Dott Lorenzetto! Ma perchè Il Giornale non compra i diritti per permetterci di acquistare il DVD?
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