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domenica 31 maggio 2009, 09:24

Via le croci dal cimitero: danneggiano l’ambiente

La giunta di Lugo di Romagna decide di bandire i simboli di fede dalle lapidi per motivi "ecologici". Ma gli addetti comunali spiegano che "la scelta è stata presa per non urtare le diverse sensibilità religiose"

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A Lugo di Romagna la croce sparisce dalle lapidi. Lo stabilisce una delibera della giunta comunale, datata 6 maggio. Il documento dichiara guerra ai simboli sulle tombe: è vietato l’emblema della cristianità ma son pure vietate la stella di Davide e la mezzaluna islamica così come l’eventuale stemma di famiglia. Bandite dalla nuova area del cimitero anche poesie, motti e dediche varie, fosse anche l’innocuo «la vedova inconsolabile lo ricorda con tanto amore».
L’allegato tecnico alla rivoluzionaria seduta di giunta non lascia dubbi. Al punto 3, relativo ai dati anagrafici, stabilisce che «le scritte ammesse sulla lapide sono due». Cioè: «Nome e cognome, data di nascita e morte». Stop. O, meglio, la maggioranza guidata dal sindaco Raffaele Cortesi (Pd) si dilunga sull’altezza dei caratteri, sul carattere tipografico di stampa, sull’allineamento a destra ma niente dice su quelle due assi incrociate che da sempre accompagnano nell’aldilà i lughesi nonché qualche miliardo di esseri umani. Anzi, Cortesi e compagni qualche riga sotto ribadiscono che «la data di nascita e quella di morte non deve essere precedute da alcun simbolo». Una prosa in linea con le disposizioni: contenuto e forma se ne infischiano delle tradizioni, siano religiose e o grammaticali.
La fotografia del defunto, quella sì, è ammessa. Per lo meno fino a quando a qualche assessore non verrà in mente che si rischia una violazione della privacy o di chissà che cosa. Ma anche con le immagini c’è poco da scherzare: l’allegato sentenzia che «la cornice che contiene la fotografia raffigurante il defunto dovrà essere rigorosamente in metallo cromato non lucido e di dimensioni massime pari al formato A6 verticale».

La massima libertà concessa dalla singolare livella lughese è quella di piazzare una pianta sulla singola sepoltura. «Anche ad arbusto». Consapevoli di essersi spinti un po’ oltre, gli amministratori romagnoli hanno pensato bene di vietare qualsiasi sistema di illuminazione votiva.

Il pacchetto di norme, che vale esclusivamente per le tombe a terra della nuova zona del cimitero, ha fatto sobbalzare sulla sedia tutti i religiosi locali, a cominciare dal vescovo Tommaso Ghirelli. Il prelato, per ora, si è chiuso in un prudente silenzio, in attesa di sviluppi. A farsi sentire è stato invece il Pdl locale che per bocca del candidato Franco Della Corte ha bollato la decisione di Cortesi - in corsa per la rielezione a sindaco - come «assurda». «E non è solo una faccenda di libertà religiosa - osserva l’esponente del Pdl - ma di espressione nel senso più ampio».

Eppure dopo il patatrac qualcuno ha provato a metterci una pezza. Il progetto, spiega il vicesindaco cattolico Fausto Cavina, andrebbe valutato in termini di «omogenizzazione tipologica», «arredo» uniforme e «funzione». Giusto quella: «La funzione del verde dovrà nel tempo prevalere sull’edificato». Insomma, la croce è stata bandita a causa di una profonda sensibilità ambientalista. Vuoi mettere la spiritualità dell’arbusto?

Cavina prova pure a negare l’evidenza: «A nessuno è mai venuto per la testa di mettere un divieto di porre insegne religiose». Il vicesindaco parla di «semplici indicazioni finalizzate a omogeneizzare gli elementi cercando di limitare, per quanto possibile, l’effetto di disomogeneità». Peccato ci sia la delibera di giunta a smentirlo. E soprattutto qualcuno ha già scoperto gli altarini (quei pochi rimasti, naturalmente). A spiegare come in effetti stanno le cose è l’avvocato Alessandra Nannini, dell’Adiconsum della provincia di Ravenna: «Un cliente si è rivolto a noi per protestare verso un regolamento che gli negava di mettere una semplice croce sulla lapide di un familiare defunto». Emblematica la risposta degli addetti comunali: «Dicono che la scelta di evitare segni sia stata presa per non urtare le diverse sensibilità religiose». Intanto il sindaco, consapevole di averla fatta grossa, sta meditando di scrivere una lettera ai parroci per tranquillizzarli sulle sue intenzioni. Perché i morti, croce o non croce, non votano ma i cattolici a Lugo hanno ancora un certo peso elettorale. Specie la settimana prima del voto.

63 commenti su 1  2  3  4   5  6  7  8  9  10   pagine dal più vecchio | dal più recente
#43 Giuseppe Spotti (2473) - lettore
il 31.05.09 alle ore 17:17 scrive:
Mi piacerebbe tanto vedere la forma delle teste di chi a eletto il sindaco e giunta a Lugo.
#42 rbluke (965) - lettore
il 31.05.09 alle ore 17:16 scrive:
Stessa città e stesso sindaco che hanno sbarrato la strada al revisionista Pansa, negandogli lo spazio per la presentazione del suo libro. Sarebbe anche la città che ha dato i natali all'eroe per antonomasia, Francesco Baracca, che avrà buoni motivi per rivoltarsi nella tomba.
#41 forbot (1265) - lettore
il 31.05.09 alle ore 17:13 scrive:
Ho proprio timore, l'essere umano stia precipitanto inconsapevolmente verso un baratro senza fine. Ogni giorno se ne sentono sempre più di nuove. Possibile che con tutto quello che c'è da fare, si debba pensare anche a cambiare le regole volute millenni orsono dai nostri progenitori finanche sulle tombe che devono custodire i loro e i nostri resti? Il cimitero di Gerusalemme, ove riposano gli ebrei, sono tutte tombe bianche, più o meno tutte eguali, quasi tutte hanno dei sassolini bianchi poggiati sopra, un segno di saluto e pensiero che si porta verso il defunto. Io stesso ne ho aggiunto qualcuno. Perchè mi avrebbe dovuto disturbare se sono di fede Cristiana? Chi è intollerante verso gli altri perchè di diversa fede, è facile che sia intollerante in tante altre cose. Difficilmente è disposto a far parte di una comunità diversa dalla sua. Queste persone se ne stiano al loro paese perchè finiranno per creare disturbi nella nostra società. Non siamo tenuti, per compiacerli, a cambiare.
#40 Falconiere (658) - lettore
il 31.05.09 alle ore 16:40 scrive:
Eh si! Non poteva che succedere nella rossa Romagna. Da qualche anno via il Crocifisso dalle scuole, dagli ospedali, dai tribunali, dagli ambienti pubblici, ora dai cimiteri altrimenti il clandestino per quanto criminale possa essere potrebbe sentirsi offeso nella sua dignità di appartenente alla religione islamica o musulmana o cos'altro. In nome del pluralismo culturale ci stiamo distruggendo da soli partendo dalla capostipite Romagna mentre "quelli" fanno i cavoli loro come piace fare. Ecco perché non vogliono integrarsi nella nostra cultura, nella nostra terra.
#39 lievantu (20) - lettore
il 31.05.09 alle ore 16:30 scrive:
L'unica cosa da fare è boicottare lugo di romagna.......
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