martedì 09 febbraio 2010
Aggiornato oggi alle 10:43
 INTERNI
giovedì 05 marzo 2009, 08:50

Via subito ai cantieri per 16,6 miliardi Ora il governo accelera la cura anticrisi

Domani al Cipe una lista di infrastrutture da far partire entro 6 mesi. Misure di sostegno ai lavoratori atipici, Tremonti apre ai sindacati. Emergenza economia, i primi numeri del 2009: pil e consumi in discesa, sale la cassa integrazione

  Strumenti utili
 Carattere
caricamento in corso...
caricamento...
 Invia a un amico
 Stampa
 Rss
Condividi su Facebook

Roma - Cantieri da aprire subito, al massimo entro sei mesi, per affrontare l’emergenza economia. Domani, alla riunione del Cipe - il comitato per la politica economica - il governo varerà la dettagliata lista di opere pubbliche da finanziare con 16,6 miliardi di euro, con l’obiettivo di garantire 150mila posti di lavoro. «Noi speriamo in una ripresa rapida - dice Gianni Letta nell’incontro fra governo, imprenditori e sindacati a palazzo Chigi - ma intanto ci attrezziamo per affrontare le emergenze». Le priorità degli interventi: salvaguardia delle imprese, occupazione, coesione sociale. Anche con misure di sostegno al reddito dei lavoratori atipici.

La crisi s’è aggravata, nelle ultime settimane. I dati sulla cassa integrazione, i consumi, il fatturato e gli ordini dell’industria rappresentano altrettanti segnali d’allarme. Dunque, il governo cerca di puntare sulla rapidità degli interventi. La lista delle infrastrutture, che sarà messa a punto oggi nella riunione del «pre-Cipe» e approvata domani dal Comitato interministeriale, punterà sulle opere cantierabili al più presto. Saranno rimodulati i fondi europei Fas, sia quelli destinati alle infrastrutture, sia quelli reperiti nell’accordo raggiunto fra governo e Regioni - 8 miliardi di euro in due anni - per incrementare i fondi destinati agli ammortizzatori sociali.
Dalle misure di sostegno al reddito non resteranno esclusi i lavoratori atipici. Da parte dei ministri dell’Economia e del Welfare, Giulio Tremonti e Maurizio Sacconi, è giunta la disponibilità a discutere la questione. «Occorre vedere quanto si spende degli 8 miliardi dell’accordo, oggi non lo sappiamo e magari possono restare risorse per quei lavoratori», spiega Tremonti. «Ne possiamo discutere», conferma Sacconi. E proprio sulla questione degli ammortizzatori sociali non manca un botta e risposta polemico fra Tremonti ed Emma Marcegaglia, che aveva sollecitato il governo ad agire, «dato che l’immobilismo è la cosa peggiore». «Emma - dice il ministro dell’Economia - gli ammortizzatori sono immobilismo»? «No - risponde il presidente di Confindustria - ma si può sempre fare di più».

Dunque, adesso la palla passa al Cipe che, domani, darà il via libera ad opere cantierabili entro sei mesi, per un valore complessivo di 16,6 miliardi di euro. Non cambia la cifra, cambiano i tempi di erogazione. Il ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli, spiega che la lista delle opere è stata estrapolata dal piano per le grandi opere da 44 miliardi di euro in tre anni, «proprio perché cantierabile subito, da qui a sei mesi». Fra gli interventi, l’atteso completamento della Salerno-Reggio Calabria, la statale ionica, e anche opere situate nel Nord: la Brebemi, la Pedemontana, l’alta velocità Milano-Treviglio, alcune opere dell’Expo milanese.

Per combattere la crisi, le imprese chiedono al governo una politica più espansiva, di sostegno all’economia e all’occupazione e sgravi fiscali per chi investe. «Bisogna concentrare gli interventi - spiega la Marcegaglia - per garantire la sopravvivenza delle imprese e dei lavoratori, e rendere subito operativo l’accordo sugli ammortizzatori sociali». La Confcommercio, che poco prima dell’incontro di Palazzo Chigi aveva reso note cifre preoccupanti sui consumi, parla di «crisi acuta» e chiede, col presidente Carlo Sangalli, garanzie sul fronte del credito. Una risposta, su questo fronte molto delicato, arriverà oggi: Tremonti riunisce al Tesoro banche, imprese e sindacati per quello che il ministro ha definito il credit and liquidity day.

Pagina  12  | Successiva 
10 commenti su  1  2   pagine dal più vecchio | dal più recente
#10 flordluna (1335) - lettore
il 05.03.09 alle ore 10:05 scrive:
Ecco e mi auguro che nella lista dei lavori da fare ci sia anche la risistemazione dei 5000km di ferrovie disastrate o insufficienti al sud e anche al nord, potrebbero fare delle task force per le buche nelle strade cittadine.. da riparare subito, potrebbero iniziare con il recupero di tanto ma tanto patrimonio edilizio di varia natura, iniziato e lasciato a meta' (vedesi anche le tante troppe denunce di striscia) Da lavorare ci sarebbe e c'e' tanto.....basta avere volonta' e voglia di lavorare senza tanti intoppi ne' scioperi dannosissimi e' quindi inutile che epifani piagnucoli fintamente a protezione dei lavoratori se poi lagisce contro di loro
#9 flordluna (1335) - lettore
il 05.03.09 alle ore 10:04 scrive:
Ecco e mi auguro che nella lista dei lavori da fare ci sia anche la risistemazione dei 5000km di ferrovie disastrate o insufficienti al sud e anche al nord, potrebbero fare delle task force per le buche nelle strade cittadine.. da riparare subito, potrebbero iniziare con il recupero di tanto ma tanto patrimonio edilizio di varia natura, iniziato e lasciato a meta' (vedesi anche le tante troppe denunce di striscia) Da lavorare ci sarebbe e c'e' tanto.....basta avere volonta' e voglia di lavorare, senza tanti intoppi ne' scioperi dannosissimi, e' quindi inutile che epifani piagnucoli fintamente a protezione dei lavoratori se poi agisce proprio contro di loro
#8 niki (21) - lettore
il 05.03.09 alle ore 10:02 scrive:
altro che dare assegni di disoccupazione come vuole franceschini,la migliore risposta e' creare lavoro,ben venga apertura cantieri grandi opere, ristrutturazione edifici scolastici strade ecc.Il vantaggio e' doppio perche' si crea occupazione e si ammoderna il paese rendendolo piu' competitivo
#7 gianmariax (1998) - lettore
il 05.03.09 alle ore 9:53 scrive:
"Fra gli interventi, l’atteso completamento della Salerno-Reggio Calabria"...sono almeno ventann'anni che ogni tanto leggo questa barzelletta...che sia la volta buona? Speriamo...anche se la fiducia non è che abbonda.
#6 pellini susanna (1607) - lettore
il 05.03.09 alle ore 9:36 scrive:
Hmmm...staremo a vedere chissa' perchè le grandi opere mi ricordano molto da vicino i cirino pomicino,i craxi.i forlani,gli andreotti,i ferruzzi.dell'epoca.La ricchezza dell'Italia non consiste nelle grandi opere ma nelle migliaia di piccole e medie imprese che in passato hanno creato la ricchezza italiana sopportando le perdite delle grandi imprese foraggiate con i soldi dello stato e cioe' con quei soldi creati dal basso e non certamente dall'alto.Mi sembra che piu' che salvare l'Italia si vogliano salvare quei colossi dai piedi di argilla in cui intingono il biscotto tutte le correnti politiche e non, italiane.Altra profonda stupidaggine finanziaria.Se si vuole salvare l'Italia bisogna salvare la piccola e media industria dall'assalto cinese e il posto di lavoro agli italiani dall'assalto del lavoro nero dell'imigrazione,con la connivenza di chi dovrebbe invece proibirlo.I grandi spazi industriali sono l'ambito adatto alle grandi corruzioni,all'arrichimento di pochi.
10 commenti su  1  2   pagine
caricamento in corso...
caricamento in corso...

Pubblicità

I nostri servizi