VIETATO PREGARE (SOLO AI CRISTIANI)

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La Fifa, cioè il governo mondiale del calcio, ha inviato un «ammonimento» ufficiale alla Federazione brasiliana i cui calciatori, al termine della finale vittoriosa nella recente Confederations Cup in Sudafrica, hanno ringraziato Dio con una preghiera collettiva in mezzo al campo. Una preghiera esplicitamente cristiana, com’ovvio, vista la fede comune in Brasile. La Fifa censura: la religione deve stare alla larga dal calcio.
Non ci sembra una notizia di poco conto. Tuttavia, su giornali e tv ha trovato scarsissimo rilievo. Ci sbaglieremo, ma ieri l’abbiamo vista solo sul Corriere della Sera e su Repubblica. L’articolo del Corriere era ineccepibile. Quello di Repubblica, invece, ci ha fatti sobbalzare sulla seggiola. L’autore, infatti, subito dopo aver descritto il rito messo in scena dai calciatori brasiliani, e dopo aver rimarcato che molti indossavano «magliette alla Kakà (“I belong to Jesus”, appartengo a Gesù)», commenta: «Fosse stata una preghiera islamica, è il caso di dirlo, apriti cielo. Invece la faccenda è passata quasi sotto silenzio, almeno da noi».
Davvero stupefacente lo stravolgimento dei fatti e della realtà. Qui, è il caso di dirlo, è accaduto esattamente il contrario di quel che fa intendere Repubblica. Il cielo si è aperto proprio contro la preghiera cristiana dei brasiliani; mentre nessuno, tantomeno la Fifa, ha detto bah per una manifestazione altrettanto plateale, e anch’essa trasmessa in mondovisione, di pochi giorni prima. E cioè la preghiera islamica dei calciatori egiziani i quali, subito dopo la partita vinta contro l’Italia, hanno pregato in mezzo al campo tutti quanti rivolti alla Mecca, secondo tradizione. Repubblica vuol farci credere che - nonostante l’ammonimento della Fifa - la preghiera cristiana dei brasiliani è passata «sotto silenzio», mentre un’ipotetica preghiera islamica (...)

COMMENTI

48 commenti su 1  2  3  4  5   6  7  8  9  10   pagine dal più vecchio | dal più recente
#23 oleizard (183) - lettore
il 05.07.09 alle ore 11:52 scrive:
Mi trovo pienamente d'accordo con la Fifa: queste manifestazioni personali di appartenenza a gruppi o sette private di qualsiasi carattere, soprattutto religioso, devono rimanere nel privato e non devono entrare in uno spettacolo qual è una partita di pallone. Basta con questa manifestazione di fede in pubblico: urtano solamente la sensibilità della gente.
#22 MLPremuda (260) - lettore
il 05.07.09 alle ore 11:51 scrive:
Ho letto in un altro articolo, cosa che già sapevo, che l'Islam non ha intermediari tra l'uomo e Dio. Non esiste alcuna autorità suprema che possa ammonire il fedele "Guarda, che questa è la vera interpretazione del Corano, questa è il vero spirito dell'Islam." Quella espressa in questo bellissimo articolo rimarrà quindi l'opinione persomale del signor Tahar Ben Jelloun. Bellissimo spirito, come quelli di altri mussulmani che ho avuto la fortuna di conoscere, ma senza dubbio minoritario nelle file dei seguaci del profeta. E' comunque una consolazione sapere che questo tipo di fedeli islamici ha una voce, e la usa.
#21 MLPremuda (260) - lettore
il 05.07.09 alle ore 11:29 scrive:
Sono anni, ormai, che Repubblica e i suoi seguaci tentano di far passare un messaggio ossessivo: L'Italia di destra è razzista e anti islamica. Si parla di razzismo se un giocatore di calcio viene fischiato perchè antipatico e capita che abbia la pelle nera. Si parla di razzismo se si dice che uno zingaro è uno ... zingaro. Si parla di anti islamismo se si chiede che gli islamici rispettino la nostra legge. Credo che, in effetti, chi scrive su Repubblica e chi lo imita sia anti italiano e anti cristiano. Come lo sono sempre stati i comunisti nostrani.
#20 Cyclamen (557) - lettore
il 05.07.09 alle ore 11:23 scrive:
Ecco, bisogna assolutamente leggere La Repubblica se si vuole sapere la verità. Solo che bisogna leggerla come i testi di Leonardo Da Vinci: alla rovescia!
#19 aldogam (5575) - lettore
il 05.07.09 alle ore 11:14 scrive:
Non è né l primo, né il solo segnale di filoislamismo, da parte di Repubblica. D'altro canto l suo "padrone" non è mai andato per il sottile quando ha sentito odore di soldi. Che la guerra a Berlusconi non sia mossa solo da desiderio di vendetta?
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Alessandro Sallusti
Gli Stati Uniti lo salutano come il "salvatore d'Europa", lui elogia Berlusconi "statista" ma poi sale in cattedra  continua..
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