Blitz a Vicenza tra ville, gioielli e auto di lusso Ecco le lucciole milionarie nel mirino del Fisco

La Guardia di finanza scopre centinaia di prostitute che non dichiaravano un euro, ma vivevano nel lusso. Una si è comprata la casa senza mutuo, un'altra girava in Jaguar. Una riceveva i clienti in giro per il mondo, da Parigi a New York

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Vicenza - Una manovrina da 5 miliardi di euro. Ecco quanto salterebbe fuori se in tutta Italia imitassero il lavoro certosino svolto dalla Guardia di finanza di Vicenza. L’idea del tenente colonnello Paolo Borrelli potrebbe essere clonata anche dai segugi del ministro Tremonti: mappare i redditi, ovviamente sommersi, delle prostitute in attività, straniere o italiane non fa differenza. I risultati sono stati strabilianti.
Le fiamme gialle vicentine hanno cominciato a navigare in internet, a consultare le inserzioni delle signorine sui giornali. Da qui è nata l’operazione «Hot nights», «Calde notti». Ma più che le notti, i finanzieri hanno scoperto che caldi erano soprattutto i conti correnti e i patrimoni immobiliari di queste imprenditrici del sesso. Naturalmente tutte queste disponibilità sono state rigorosamente occultate al fisco. Signorine sudamericane o ucraine o asiatiche, con qualche valente collega italiana, beccate a girare in Jaguar, col Rolex al polso e via esibendo. Secondo la Guardia di finanza, il giro d’affari nazionale varia tra uno e 5 miliardi di euro. Nel vicentino la lente si è soffermata su qualche centinaio di prostitute. Mica facile individuarle. Dunque, dai numeri pubblicati su internet e sui giornali, conditi dalle offerte di servizi molto particolari, i finanzieri sono risaliti all’identità delle professioniste. Dimostrare che queste percepivano reddito non è uno scherzo, ma se una di queste contrae un mutuo o acquista una villa spendendo centinaia di migliaia di euro, qualche arma in più agli investigatori la dà. Specie se l’interessata «dimentica» di presentare la dichiarazione dei redditi. E se magari aggiungevano, le extracomunitarie, anche operazioni di trasferimento di denaro all’estero. Ma l’elenco dei beni di lusso a disposizione di questa categoria non prevista dalle Camere di commercio è lunghissimo e in continuo aggiornamento. Con l’intuibile contributo di alcuni consulenti specializzati. Sì, perché non si possono spiegare costose e complicate polizze sulla vita senza l’apporto dei promotori finanziari. E comunque, non passano inosservati appartamenti in località turistiche di grido, auto di lusso e via andare. Questo è un mestiere, evidentemente, in cui la crisi non c’è. C’è invece una straordinaria convinzione d’impunità se è vero, come è vero, che queste signorine, spesso prese di mira dai ladri che evidentemente non consultano l’archivio del fisco per scegliersi gli obiettivi più redditizi, sono arrivate a denunciare furti clamorosi, roba da Fort Knox. Qualcuna ha denunciato sottrazioni di denaro per parecchie migliaia di euro, soldi custodite in ville lussuose che risultavano essere state donate da facoltosi «amici».
L’esempio più evidente è quello di una prostituta italiana quarantenne che ha acquistato un immobile del valore dichiarato di 270mila euro senza bisogno di accendere un mutuo. Oppure il caso dell’ucraina che prestava servizio di escort tramite un sito molto gettonato, garantendo servizi di alto livello in mezzo mondo, da Milano a Roma, da Parigi a New York, partendo ovviamente da Vicenza. Gli elementi acquisiti dai finanzieri hanno finito con l’interessare altri 9 uffici dell’Agenzia delle entrate, in quattro diverse regioni. Vale a dire le zone dove risultavano residenti alcune di queste «imprenditrici». Un lavoro immane che adesso, però, passa alla fase tradizionalmente più complicata: quella dell’incasso. Le signorine hanno già arruolato avvocati agguerriti e pronti a contestare le deduzioni della Guardia di finanza.
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COMMENTI

37 commenti su  1  2  3  4  5  6  7  8   pagine dal più vecchio | dal più recente
#37 charmant2 (1991) - lettore
il 10.02.12 alle ore 23:41 scrive:
Ho letto l'articolo sulle prostitute milionarie Evidenzia il fatto che molte lavoratrici del sesso,non presentano la dichiarazione dei redditi. Rimango sorpreso nel considerare che si parla di molte. Ma forse, ci sono quelle che pagano l'irpef? Ma per un lavoro non autorizzato,svolto in nero,si pagano tasse? Ma quali tasse?;Ma stiamo vaneggiando? Queste signore della notte,per l'ipocrisia dei nostri governanti supportati dai predicatori clericali,fanno soldi a palate e li spediscono nei paesi di origineAltre italiane comprano più di un appartamento e forse la finanza dimentica di approfondire come abbiano potuto fare questi acquisti. Altre affittano in nero a colleghe.E le tasse,ai soliti fessi. Amen
#36 charmant2 (1991) - lettore
il 10.02.12 alle ore 22:39 scrive:
La prostituzione delle donne,è una professione che porta degli utili non indifferenti. Poichè,in questo momento storico, stiamo vivendo una crisi esponenziale che porta l'agenzia delle entrate a mettere il naso dapertutto,non si capisce perchè il bersaglio dell'interesse generale a vedere pagare le tasse a chiunque percepisce reddito,non debba rivolgersi anche verso la venditrici di sesso. C'è qualcuno che chiaramente voglia affrontare il problema,o l'ipocrisia e le varie opportunità rifuggono dal far luce su questo problema? Si tratta di una bella fetta di introiti per lo stato che potrebbe servirsene per le innumerevili spese che sostiene. Parliamone chiaramente: Le lavoratrici del sesso dagli incassi esponenziali,non pagano una sola lira di tasse. Che le paghino come tutti.
#35 Bruno Burinato (2874) - lettore
il 19.09.11 alle ore 10:12 scrive:
Pima cosa da fare regolamentare quel antica professione e poi si potrà parlare di reddito e relative tasse, in attesa quelle "lavoratrici" vivono di donazione fra privati non tassabili
#34 cavecanem (332) - lettore
il 19.09.11 alle ore 8:36 scrive:
Se non le vogliono regolarizzare perche' dovrebbero pagare tasse?
#33 papimax2307 (611) - lettore
il 19.09.11 alle ore 0:55 scrive:
Peche'chiamare evasore, chi per legge nn esercita' un attivita' regolamentare, evasori sono i preti che nn pagano un euro di tassa su tutte le attivita nn direttamente religiose, ossia affitti di immobili, alberghi per le vacanze sia estive che invernali, i posti piu' panoramici sono in mano a ex conventi, colonie, ecc. degli evasori sono i ns. "on" che hanno due o tre stipendi, portano via il lavoro a dei prof. onesti che rimangono precari a vita, perche' quando nn siedono piu in parlamento, continuano attivita politica e nn lavorano pur percependo lo stipendio e maturano i contributi pensione che poi al momento verra pagata in aggiunta ad altre, tutte regolari e nn comulabili.
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