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mercoledì 01 ottobre 2008, 08:00

Voti, bocciati e maestri Cosa dice la riforma

Voto in condotta, grembiule per tutti, ritorno del maestro unico alle elementari e del voto in decimi anche alle medie. Sono tante le novità messe in campo dal governo. Ecco come stanno davvero le cose

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a cura di Francesca Angeli

Voto in condotta, grembiule per tutti, ritorno del maestro unico alle elementari e del voto in decimi anche alle medie. Sono tante le novità messe in campo dal governo Berlusconi. Tutte vengono puntualmente massacrate dall’opposizione che accusa il ministro Mariastella Gelmini di voler distruggere la scuola pubblica. Il centrosinistra e alcuni sindacati condiscono il tutto anche con un bel po’ di inesattezze e talvolta con fantasiose invenzioni. Si verrà bocciati col 7 in condotta, ha detto ad esempio il leader del Partito democratico, Walter Veltroni. Antonio Di Pietro invece ha preferito prendersela col maestro unico. Un «tuttofare antistorico» lo ha definito il leader dell’Italia dei valori. La Cgil ha recuperato il vecchio ritornello della «distruzione del tempo pieno». Il presidente della commissione Cultura della Camera, Valentina Aprea, relatrice del decreto di riforma dell’Istruzione, chiarisce tutti i punti cruciali del Dl, quelli che riguardano direttamente studenti e famiglie. Il provvedimento è attualmente in discussione alla Camera e verrà votato quasi sicuramente entro il prossimo martedì. È probabile che il governo ponga la fiducia per passare subito al Senato, dove invece la discussione potrebbe richiedere tempi più lunghi
Anche il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha parlato della necessità sia dei tagli sia di scelte coraggiose proprio per la scuola. «Il piano approntato dalla Gelmini va in questa direzione - dice la Aprea - diffondere il panico fra i docenti e le famiglie con notizie infondate su presunti disagi di natura occupazionale o didattica non è certamente un modo istituzionale di esercitare la legittima e opportuna opposizione democratica in Parlamento. Spero ci siano ancora margini per dialogare sulle proposte del governo».

E' vero che si può essere bocciati con 7?
No, con 5. E soltanto in casi molto gravi

Un solo 5 basta per la non ammissione?
No, l'alunno va valutato nel suo complesso

Niente più tempo pieno alle elementari?
No, non cambia nulla. Scelgono le famiglie

Chiuse le scuole con meno di 100 alunni?
No, accorpate come deciso da Prodi

Ci saranno meno docenti di sostegno?
No, questo settore non viene toccato

Il maestro unico è un ritorno al passato?
No, allora non c'era l'autonomia scolastica

E' vero che saranno tagliati i finanziamenti?
Sì, 8 miliardi. Ma la "dieta" serve al rilancio

87mila cattedre in meno in tre anni: è vero?
Purtroppo sì, ma non ci saranno licenziamenti

E' vero che si starà in classe di meno?
Sì, più ore non sono sinonimo di qualità

Stop ai corsi: e chi sta frequentando ora?
Niente paura, sarà inserito in graduatoria

 

 

 

 

15 commenti su  1  2  3   pagine dal più vecchio | dal più recente
#15 MikeTrotten (111) - lettore
il 17.10.08 alle ore 12:21 scrive:
sicuramente qualcuno di voi avrà un figlio che frequenta le scuole elementari!ebbene,oltre che per fare della scuola un"ammortizzatore sociale"(e su questo vi si può dare ragione),il corpo docenti era composto da più insegnanti,taltovlta anche 4,semplicemente perchè il bambino deve imparare a relazionarsi con diversi modi di insegnare e di pensare.Faccio un esempio:Insegnare l'italiano coi dettati è quanto di più deleterio si possa fare per i bambini per esempio.i bambini vanno fatti parlare,scrivere a piacimento, anche su un pezzo di cartaigienica,e non permettere loro di farlo significa rovinare i loro futuri anni scolastici,di fargli odiare determinate materie, e limitare le loro capacità di espressione.La collegialià del consiglio permetteva appunto di supplire a eventuali carenze del singolo insegnante.Ora non chiedo 10 maestri per ogni classe, ma due, per esempio sarebbe un ottimo risultato. Perchè, gentili signori, la scuola non è solo numeri, ma è fatta anche di PERSONE
#14 fabluini (225) - lettore
il 02.10.08 alle ore 23:02 scrive:
Per "ilcec": il problema sta nel fatto che si vuole tornare ad una sola maestra senza avere modificato gli insegnamenti. Se proprio si vuole rivedere la struttura della scuola £di base" si deve costruire un curricolo ragionevole. Vale a dire: immaginiamo una scuola di base di 8-10 anni (in Finlandia dura 9), e organizziamola. Ma così si vuole solo risparmiare senza logica.
#13 leopardo (1339) - lettore
il 02.10.08 alle ore 22:54 scrive:
Io la scuola la tagliere di 30 milairdi di euro. Prima cosa da fare: ABOLIZIONE della parassita figura del tecnico di laboratorio, autentico nullafacente.
#12 leopardo (1339) - lettore
il 02.10.08 alle ore 22:52 scrive:
Una cosa è certa e gli italiano lo sanno: quando lka Sinistra mette mano a Scuola e Universitàm accadono solo disastri. Esempio: abolizione del maestro unico; instaurazione delle lauree triennali e moltiplicazione per mille del numero dei corsi di Laurea; accesso libero per tutti all'Università. La sinistra stai all'opposizione; più è all'opposizione e più l'Italia sta bene.
#11 ilcec (2) - lettore
il 02.10.08 alle ore 18:09 scrive:
Per fabluini: qui nn c'entra pro o contro gelmini; se rileggi bene l'articolo, vedrai che il maestro unico e' solo alle elementari: insegnare mille cose alle elementari nn ha senso, poi le rifai alle medie e al liceo? e' assurdo(alla fine della quinta elementare, a storia eravamo arrivati al miracolo italiano!). Dalle elementari un bambino deve uscire conoscendo bene la matematica, l'italiano ed un po' di un'altra lingua. Il resto che fai alle elementari lo dimentichi... Piu' ore non e' sinonimo di qualita' => mi pare molto chiaro cosa intende... "La scuola pubblica sarà sempre più legata a fattori economico-sociali" allora, avere vari moduli di ore settimanali, nn significa che la famiglia paga per avere quello con piu' ore, bensi' lo stato risparmia pagando nn 5 insegnanti per 40 ore, ma metti 3 per 40 e due per 27; E' chiaro che bisogna risparmiare; la maggior parte della spesa pubblica va nella scuola, ma ci troviamo con qualita' oscena...
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