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mercoledì 11 marzo 2009, 19:57

Williamson, scrive il Papa: "Un caso imprevedibile"

Benedetto XVI sulla revoca della scomunica ai lefebvriani e interviene sulle critiche divampate dentro la Chiesa

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 Il blog di Andrea Tornielli
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E' un testo articolato, bello, umile e allo stesso tempo forte: il Papa vuole fare chiarezza circa le polemiche sollevate dalla revoca della scomunica ai quattro vescovi lefebvriani e dal caso Williamson, e interviene sulle critiche divampate anche e soprattutto dentro la Chiesa. Lo fa con una lettera inviata a tutti i vescovi cattolici, ricordando che il caso “ha suscitato all’interno e fuori della Chiesa cattolica una discussione di tale veemenza quale da molto tempo non si era più sperimentata“.

Benedetto XVI ricorda la “valanga di proteste” e l’accusa a lui rivolta di voler tornare indietro rispetto al Concilio. “Una disavventura per me imprevedibile è stata il fatto che il caso Williamson si è sovrapposto alla remissione della scomunica. Il gesto discreto di misericordia verso quattro vescovi, ordinati validamente ma non legittimamente, è apparso all’improvviso come una cosa totalmente diversa: come una smentita della riconciliazione tra cristiani ed ebrei, e quindi come la revoca di ciò che in questa materia il Conciloio aveva chiarito per il cammino della Chiesa“.

L’invito alla riconciliazione con un gruppo che si era separato, è stato dunque presentato come una volontà di creare nuove fratture fra cristiani ed ebrei. Nelle parole di Papa Ratzinger emerge tutto il dolore che questa strumentalizzazione gli ha provocato, dato che proprio la riconciliazione tra cristiani ed ebrei “fin dall’inizio era stato un obbiettivo del mio personale lavoro teologico“.

Benedetto XVI spiega che in futuro la Santa Sede dovrà prestare più attenzione alle notizie diffuse su Internet (le dichiarazioni di Williamson erano circolavano infatti sul Web già prima della pubblicazione della revoca della scomunica) e aggiunge: “Sono rimasto rattristato dal fatto che anche cattolici, che in fondo avrebbero potuto sapere meglio come stanno le cose, abbiano pensato di dovermi colpire con un’ostilità pronta all’attacco. Proprio per questo ringrazio tanto più gli amici ebrei che hanno aiutato a togliere di mezzo prontamente il malinteso e a ristabilire l’atmosfera di amicizia e di fiducia“.

Il Papa si rammarica poi per il fatto che la stessa revoca della scomunica, “la portata e i limiti del provvedimento” non siano stati “illustrati in modo sufficientemente chiaro al momento della sua pubblicazione“. E precisa che la scomunica colpisce persone, non istituzioni: la revoca è un atto disciplinare, che rimane ben distinto dall’ambito dottrinale: “Il fatto che la Fraternità San Pio X non possieda una posizione canonica nella Chiesa, non si basa in fin dei conti su ragioni disciplinari ma dottrinali” e i suoi ministri, anche se “sono stati liberati dalla punizione ecclesiastica, non esercitano in modo legittimo alcun ministero nella Chiesa“.

Continuando su questo tema, il Pontefice annuncia di voler collegare la commissione Ecclesia Dei, che si occupa dei lefebvriani, con la Congregazione per la dottrina della fede. E a proposito del Concilio dice: “Non si può congelare l’autorità magisteriale della Chiesa all’anno 1962 - ciò deve essere ben chiaro alla Fraternità. Ma ad alcuni di coloro che si segnalano come difensori del Concilio deve essere pure richiamato alla memoria che il Vaticano II porta con sé l’intera storia dottrinale della Chiesa. Chi vuole essere obbediente al Concilio, deve accettare la fede professata nel corso dei secoli e non può tagliare le radici di cui l’albero vive“. Benedetto XVI - ed è la parte più commovente della lettera - risponde poi alla domanda critica che molti gli hanno rivolto in queste settimane: la revoca della scomunica era necessaria? Era davvero una priorità?

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25 commenti su 1   2  3  4  5   pagine dal più vecchio | dal più recente
#20 Emanuele (1901) - lettore
il 11.03.09 alle ore 18:18 scrive:
@Giovanni Evolani, scrive: "Ma quante chiacchiere inutili. Parole, parole, solo parole. Mai che parli di Gesù Cristo. Dove ha nascosto Gesù Cristo?" Dice bene. Non è più un dovere evangelizzare come se Cristo non avesse detto: "Io sono la via, la verità, e la vita, Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me." (Gv 14, 6); "Andate per tutto il mondo, predicate il Vangelo a ogni creatura. Chi avrà creduto e sarà stato battezzato sarà salvato; ma chi non avrà creduto sarà condannato." (Marco 16:15-16). "Chi salva il mondo è uno solo: Cristo. Non c’è salvezza in nessun altro" (At 4,12). A molti sembrerà strano dire che il Papa non evangelizza ma è così. Woytila evangelizzava? No, è andato per il mondo a dire seguite pure le vostre religioni e vi salvate lo stesso. Persino gli stregoni del Voodoo è andato a trovare e benedire. Per questo era amato perchè non predicava ma confermava ogniuno nella sua fede e opinione. Per capire questo occorre riflettere su cosa è Gesù Cristo CONTINUA
#19 Emanuele (1901) - lettore
il 11.03.09 alle ore 17:39 scrive:
@QuoVadis, attenzione a non confondere la Parusia con i fatti dell'Anticristo. Glie ebrei si convertiranno ma solo prima col ritorno di Cristo. Invece l'Anticristo è un altro evento, molto veloce al termine del quale ci sarà la battaglia di Armagheddon con la sua sconfitta a cui seguirà il regno di 1000 anni di pace poi l'ultima caduta dell'umanità e la Parusia. Non vede nessuno che si atteggia a nuovo messia? Che ne dice di questo: "Non vi posso assicurare che queste cure verranno trovate, nessun presidente può farlo, ma che verranno cercate in modo"; "L'America guiderà il mondo verso le scoperte che questo tipo di ricerca potrà un giorno offrire"; "Abbatterò i muri delle religioni" Lei sa chi ha detto queste frasi? Il politico più acclamato del pianeta. Ora non mi rida dietro l'Apocalisse dice che la manifestazione dell'Ac fino alla sua caduta durerà 3 anni e 1/2 Bene, dalla sua elezione al 25-12-12 saranno passati esattamente 3 anni 1/2...
#18 Emanuele (1901) - lettore
il 11.03.09 alle ore 17:17 scrive:
@ QuoVadis dice "ovvio che il senso dell'associazione che il S. Padre Benedetto XVI tra santa Croce come libera sofferenza redentiva e il delitto dello sterminio di numerosi ebrei è questo." Solo il Sacrificio di Cristo è REDENTIVO solo quello e una volta per tutte. Non c'è alcun altro evento redentivo. Quindi non c'è nulla di associabile se non una licenza poetica. Il Papa è Papa non poeta. Su certe cose non si scherza, la teologia non è poesia e commozione umana. Cita "Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa..." Ho già risposto nei precedenti messaggi dove ho analizzato il problema di Pietro. Non gli si deve obbedienza assoluta. Solo di Cristo il Padre ha detto "ascoltatelo". E tramite Maria "Fate tutto quello che dirà" a Cana che segna l'inizio della vita pubblica di Gesù. Si deve obbedienza a Pietro nella misura in cui è fedele a Cristo non in quanto tale. Altrimenti saremmo seguaci di Pietro e non di Cristo.
#17 QuoVadis (250) - lettore
il 11.03.09 alle ore 16:06 scrive:
A quei cattolici che poi si mettono contro il Papa, voglio domandare: che razza di cattolici siete? E' mai possibile che il Papa si deve rattristare perché nel suo gregge c'è chi gli sta contro? Per il Papa si intercede, si fanno offerte, lodi e ringraziamenti a Dio Padre nostro in Gesù Cristo Suo Figlio nella comunione dello Spirito Santo! Andate al Confessionale e chiedete perdono, poiché sta scritto: La malizia uccide l'empio e chi odia il giusto sarà punito (Sal 34, 22).
#16 Topenz (12) - lettore
il 11.03.09 alle ore 16:06 scrive:
Chiaro e limpido BXVI. Finalmente si ristabilisce la verità dei fatti.
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