Milano - Un doppio direttore non poteva che essere il primo della classe. Alfonso Signorini, direttore dei settimanali Chi e Tv Sorrisi e Canzoni e opinionista televisivo, a scuola stava sempre al primo banco e al liceo classico eccelleva. "Ero insopportabile", taglia corto lui.
Direttore, che ricordo ha delle sue scuole superiori?
Io ero un secchione allucinante. Purtroppo non ho vissuto il periodo delle grandi contestazioni, il clima era politicamente impegnato ma tranquillo. Tutto si divideva tra i ciellini e quelli di sinistra. Io giocavo da ala, da lupo solitario e, a dire il vero, ero un lecchino vergognoso. Se fossi stato un professore avrei ucciso uno studente come me. Arrivavo sempre prima di tutti per accaparrarmi un posto nei primi banchi.
Come vorrebbe che fosse la scuola del futuro?
Vorrei una scuola al passo con i tempi, legata agli sviluppi della tecnologia, alle lingue straniere e al web. Mi piacerebbe che i nostri nipoti fossero preparati a fronteggiare quella tecnologia che noi a volte non riusciamo a comprendere. Una scuola con un piede nel futuro e uno nel passato, perché la modernità non può prescindere dalla tradizione. Trovo scandaloso che nelle scuole non si studi la musica, in un Paese come il nostro che ne è stato la patria. Non parlo solo di musica classica e lirica, da Verdi a Battisti, da Mina a Tenco. E poi vorrei che si approfondissero anche l'arte e la pittura. Insomma una scuola moderna e antica come la Gelmini, che con i suoi occhialini e i suoi tailleur soddisfa la tradizione ma anche il voyeurismo.
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