Rivolte in Egitto e Libia, com'è facile manipolare la stampa...

Il Riformista intervista uno dei leader della rivolta in Egitto. Bel colpo, ma mancano le domande che contano. E lo scoop diventa, involontariamente, un esempio di come sia facile manipolare la stampa internazionale

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Nei giorni scorsi ho sostenuto che le rivolte in Egitto e in Tunisia sono state ispirate e indirizzate da Washington. La mia, più che una tesi, è una constatazione.  La stampa inglese e americana ha pubblicato, in ordine sparso, dei documenti, dai quali emerge il ruolo svolto dal governo americano, in particolare nei moti anti Mubarak. Si è scoperto che nell’autunno 2008 oppositori e blogger si sono riuniti al Dipartimento di Stato per promuovere un’Alleanza democratica allo scopo di rovesciare il regime di Mubarak proprio… nel 2011 e uno dei movimenti più attivi era quello del 6 aprile. Poi si è saputo che nel corso del 2010 Obama, in gran segreto, ha esaminato il ricorso alla piazza per imporre la democrazia in Egitto. E gene Sharp, un accademico di Harvard, che da anni teorizza il ruolo delle rivoluzioni pacifiche per rovesciare regimi autoritari ha ammesso di aver ispirato le rivolte nel mondo arabo, come aveva già fatto in Serbia, con gli studenti serbi del movimento Optor che rovesciarono Milosevic.

Ieri mattina il Riformista ha messo a segno un bel colpo giornalistico, pubblicando un'intervista a Ahmed Maher, uno dei fondatori proprio del movimento 6 aprile. Uno scoop, anzi no. Uno scoop mancato, perché l’intervistatrice, del Riformista, Azzurra Meringolo, non ha posto le domande più significative.

Sarebbe stata interessante, anzi doverosa, almeno una domanda sulla riunione di Washington del 2008, del tipo: lei partecipò? Chi prese l'iniziativa? Chi erano vostri referenti? Da allora qualcuno vi ha finanziato?

Nell’intervista Maher sostiene di aver partecipato, assieme a un altro attivista di Facebook, Wahel Ghonim, a "un seminario nel quale abbiamo studiato programmazione strategica". Come? Un seminario di programmazione strategica? Notizia strepitosa, la blogosfera e i social network sono popolati da molti internauti brillanti,  spesso idealisti, ma difficilmente – tanto più in Egitto – esperti di programmazione strategica. Sarebbe stato interessante saperne di più. Ad esempio: chi ha organizzato quel seminario? Chi lo ha finanziato da chi? Ma nell’intervista l’affermazione fila via come un fatto banale e senza contraddittorio.

E ancora: Maher rivela che lo scorso 18 gennaio si è incontrato a Doha con lo stesso Ghonim durante hanno “messo nero su bianco le nostre rivendicazioni”. A Doha? Perché lì? Come hanno fatto a poanificare e a pagare viaggio e soggiorno fino a lì? Comportamento anomalo per dei blogger presentati dalla stampa internazionale come giovani, idealisti e spontanei.

Insomma, il Riformista ha perso una bella occasione, eppure nessuno se ne è accorto semplicemente perché la stragrande maggioranza dei giornalisti si sarebbe comportata allo stesso modo. Non per incompetenza, ma perché i retroscena sul ruolo americano non sono stati strillati dalla grande stampa, ma andavano ricostruiti pezzo dopo pezzo. E' uscito quasi tutto, eppure i giornali, sono rimasti ancorati alle versioni più evidenti dei fatti e, anche avendo la possibilità di incontrare i protagonisti della rivolta, finiscono per ripetere la versione convenzionale dei fatti.

L’intervista a Maher è significativa non per il suo valore giornalistico, ma perché testimonia come sia facile manipolare i media in occasioni di grandi avvenimenti. Basta che gli spin doctor al servizio di governi e istituzioni riescano a stabilire un "frame" ovvero una verità incorniciata nella coscienza collettiva. Quel “frame” funziona come un filtro che porta i giornalisti a recepire e trasmettere soltanto le notizie che confortano e riaffermano il giudizio già maturato nella nostra mente. Quelle discordanti vengono o non capite, o minimizzate e comunque rapidamente accantonate dall’opinione pubblica.

In questo modo la stampa, anche quando è libera come in Occidente, sprofonda sistematicamente nel conformismo. E i media finiscono per comportarsi come una mandria o – se preferite – un gregge che si muove sempre nella stessa direzione. E il paradosso è che i giornalisti non ne sono nemmeno consapevoli: ripetono verità acquisite ma sono convinti di essere originali, analitici, e preveggenti.

Che disastro, la stampa...
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COMMENTI

33 commenti su  1  2  3  4  5  6  7   pagine dal più vecchio | dal più recente
#33 centocinque (3306) - lettore
il 25.02.11 alle ore 8:35 scrive:
#24 SergentPepper Complimenti per l'intervento tecnico, ma sopratutto per avere avuto il coraggio di usare la lingua italiana definendosi anche becchino e non solo burocraticamente "necroforo"
#32 el liga (210) - lettore
il 25.02.11 alle ore 4:32 scrive:
articolo molto bello, quello che fa cascare le tazze per terra sono quasi tutti i commenti, sempre da tifo da stadio. neanche un articolo fatto come questo per stimolare il pensiero pare muovere qualche pensiero critico nella testa dei più. siamo in situazioni simili al crollo dell'impero romano o all'invasione dei mongoli in cina o al 1914 o al 1943 e pare che nessuno abbia voglia di pensare. siamo praticamente senza governo sia come italia che come europa, siamo incapaci, come politici e come popoli, di prevedere e di capire cose che ci capitano in casa -mare nostrum- e ci tocca leggere commenti così. certo gente che si beve le fosse comuni quando nella foto è chiaro, anche a colui che ha mala vista, che sono individuali... bravo il sergente!
#31 networkglobo (67) - lettore
il 25.02.11 alle ore 1:26 scrive:
Questo aricolo non mi e' fatto nuovo
#30 doris39 (251) - lettore
il 24.02.11 alle ore 23:53 scrive:
Un plauso al suo articolo e un plauso ai vari commentatori che, non avendo l'anello al naso, cominciano a porsi delle domande. E' da tempo che ricerco spiegazioni a fatti che dire strani é poco e, durante questa ricerca, ho trovato questo scritto. "La nostra politica é quella di fomentare le guerre, ma dirigendo conferenze di pace, in modo che nessuna delle parti in conflitto possa avere dei benefici. Le guerre devono essere dirette in modo tale che entrambi gli schieramenti , sprofondino sempre più sotto il nostro potere "Amshel Mayer Rothchild " 1773. Consiglio ai commentatori di approfondire questa potente famiglia ; scoprirà molte cose legate, oltre famiglia De Benedetti , a Soros con la sua open society.
#29 GilbertoVR (430) - lettore
il 24.02.11 alle ore 20:44 scrive:
Speriamo che gli USA stiano organizzando un simpatico cambiamento in Italia.
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